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Ricostruire Città della Scienza
Questa notte il Museo Vivo, il Planetario e altri due capannoni di Città della Scienza sono stati distrutti da un incendio implacabile, di natura dolosa. Ad andare in fumo non sono stati soltanto attrezzature, impianti, pezzi espositivi e una struttura che era un apprezzabile recupero di un immobile di ex archeologia industriale, non sono stati soltanto i milioni di euro spesi e raccolti nel corso di lunghi e faticosi anni: a bruciare è stato soprattutto il sogno di costruire una città in grado di fare della scienza e della conoscenza scientifica una base insostituibile per lo sviluppo e per le relazioni sociali.
Questo dopo una giornata che aveva già messo a dura prova la città, con il crollo improvviso di un palazzo all’arco Mirelli, per cause ancora da accertare.
Napoli non può permettersi di perdere uno dei pochi, se non l’unico, progetto realizzato negli ultimi 20 anni – a Bagnoli ma non soltanto lì – fonte di reddito per quasi 200 persone, uno dei pochi centri in grado di ripensare e imnmaginare un’altra città. In questo momento di forte sofferenza bisogna ricostruirlo, migliorarlo, aggregare intorno a questa tragedia le forze migliori e le energie giovani. Ricostruire quel luogo per imparare a ricostruirne – e ripensarne – altri cento.
Per non lasciare spazio a economie illegali e criminali, per invertire il segno del declino, perché il degrado non si divori un altro pezzo di territorio. Bisogna individuare i responsabili: non soltanto dell’incendio, ma coloro che con il proprio contegno impediscono a Napoli di essere migliore.
In attesa che le istituzioni si mettano in moto, “è possibile”, dicono da Città della scienza, “contribuire alla ricostruzione: è disponibile un conto corrente, intestato a Fondazione Idis Città della Scienza – IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza – questo è l’unico conto corrente dove esprimere il vostro sostegno – grazie di cuore”.
Sulla vicenda è intervenuta anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “Governo e Regione hanno il dovere di intervenire subito e devono assumersi l’impegno di far ripartire il sito il prima possibile dando certezza degli investimenti necessari, della celerità degli interventi e devono garantire continuità per le lavoratrici e i lavoratori”- sottolinea la Camusso in una nota – “Le immagini dei lavoratori in lacrime davanti al rogo della Città della scienza testimoniano quanto il mondo del lavoro sia colpito dalla distruzione di un simbolo positivo di innovazione, riqualificazione e riscatto in un’area, quella di Bagnoli, che aveva vissuto la dismissione dell’Ilva ma aveva ritrovato proprio nella Città della Scienza il primo segno di uno sviluppo possibile e di attrattività internazionale”
Per i trasferimenti internazionali bisogna invece utilizzare:
IBAN IT41X0101003497100000003256
BIC IBSPTINA
For international contributions you can use the bank account:
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