Gianni Accasto su: IMPRESE ROMANE …
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Nuages et Vagues. Pensa te come ho conosciuto Django Reinhardt! Erano i primi anni ’50 e con i miei andai al cinema. Davano “Da qui all’eternità”. Oltre le scene di guerra, che non potevano non colpire un ragazzino, quel ragazzino scoprì, nella scena di due amanti che si baciano immersi nella schiuma furiosa del mare, un modo molto diverso del bacetto che si davano i suoi genitori al ritorno a casa del padre. Qualche anno dopo, con qualche anno in più, trovai su una bancarella i due volumi della Medusa di James Jones, che ho ancora e che mi piace rileggere quando sto sulla sdraio in villeggiatura. Scoprii come la letteratura potesse essere un’amica cento volte più completa delle storie trasposte sullo schermo e, come la pagina in cui un soldato appassionato di blues spiega a un commilitone la grandezza del chitarrista Django Reinhardt che mi piace riascoltare, come adesso, potesse rimanere più impressa di Burt e Deborah che si rotolano tra le onde.
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