Testimoni della Storia della Critica Architettonica …

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5 Responses to Testimoni della Storia della Critica Architettonica …

  1. Vincenzo Fontana ha detto:

    Io non mi scandalizzerei tanto dal momento che lo skyline di Roma da oltre mezzo secolo è stato deturpato per sempre da attici e super super attici abusivi di masonite, ondulit, eternit poi condonati, da antenne e parabole. A Vienna aveva cominciato Otto Wagner con lo studio di un fotografo al Graben, poi coop Immelblau, ecc. Vincenzo Fontana

  2. Falso Cascioli ha detto:

    E per celebrare l’evento storico… ecco a voi:

    GLI ARCHICEFALICI OPERA COMPLETA

    Sui vostri schermi a mazzi da dieci, come i carciofi!!

    A voi tocca solo scorrere indietro nella Storia, senza troppo rammaricarsi del fatto che da soli “Gli Archicefalici” reggono assai meno che nel tumulto quotidiano della Cronaca.

    «Ho fatto una gran fadiga, ho fatto anca dei mancamenti, ma spero che, per rason della stravaganza, tutti sti siori me perdonerà.»

    Sempre vostro,
    Falsino

  3. sergio 43 ha detto:

    In effetti, tutto si tiene. Fuksas progetta un’altra” nuvola”…bè!, siamo corretti, una “nuvoletta”, sui tetti di Roma. Purini gli fà i complimenti, immaginando di poter elevare a sua volta, sui tetti di Roma….bè!, siamo giusti!, non può essere così sfacciato!,.. non una Torre, ma tanti piccoli Eurosky con quelle belle finestrelle infila tutte quadrate che invece é il suo “tema” (etciù!…. scusate!) stilistico (vedi, per esempio, il progetto per Piazza della Moretta).
    “E che diamine!” – si chiederà dall’alto della sua cattedra – “Qua dietro ci sono i piani rialzati di Ridolfi, Fiorentino e Frankl nello stile “palazzinaro” d’allora e noi che aspettiamo?”.
    Dopo aver visto dalle finestre di una suite dell’Hotel Plaza la “voliera” del “Benetton”, il Chief Executor Officer di un’altra bella holding, dirà a sua volta:
    “E noi che aspettiamo? Se concorrenza deve essere, che concorrenza sia! Mi chiamate Gehry? Io già me l’immagino- dice il “CEO” – Un piccolo Guggenheim di Bilbao sui tetti di Via Frattina!”
    “Ma veramente, signore – obietta il primo assistente- Crede sia giusto? Siamo a Roma! Dietro c’é Trinità dei Monti…”
    “Questo stronzo me lo mandate via! Non ha capito un cazzo! Proprio perché stiamo a Roma, approfittiamone! Ma non li vedi, imbecille, quanti attici e superattici abusivi, quante antenne e padelle satellitari? Invece noi portiamo l’Arte, l’Architettura su questa vecchia città che…du’ palle!”
    “Lei é un genio, signore – dice il secondo assistente che già pregusta di salire di grado – Sono sicuro che, dopo quest’tdea, il Sindaco la vorrà premiare con la “Lupa” o con il “Marco Aurelio!”

    • maria stella ha detto:

      Originale la “ location” dove Sergio 43 ambienta i conciliaboli dei responsabili della multinazionale di turno pronta ad impossessarsi dei tetti del centro della città; una suite dell’hotel Plaza. Mi pare di ricordare che proprio in quell’albergo ci fosse la residenza di un potente ministro socialista. Basta, dunque, questa memoria, per rendere perfetta la scena dove far nuotare gli squali di turno.

      E’ indubbio che quel che rimane del centro storico vada salvaguardato e forse non siamo più in tempo. Tuttavia mi domando: chi ora strilla per l’occhio di vetro deposto da M.F. sul tetto di via del Tritone dove era quando, complici le amministrazioni che hanno governato la città a partire dai primi anni 70 del secolo scorso, almeno cinquantamila persone che lì abitavano sono state espulse ? Questo avveniva ancor prima che conoscessimo la parola “ gentrifrication”; questo sta ancora avvenendo. Così se un architetto, in questo caso Purini, esprime un’opinione “poetica” ecco pronta la derisione rinfacciandogli un suo progetto (che evidentemente non piace a Sergio 43) , il suo avere una cattedra ( è un reato essere professori?) e ,così facendo, ritenersi soddisfatti per aver gridato allo scandalo e alla complicità tra noti progettisti. Ma cambia qualche cosa? Purini e Sergio 43 sembrano parlare della medesima cosa, avere le medesime attenzioni per il dito prima ancora che per la luna. E’ davvero persa la possibilità di riportare le persone normali ( non abbienti cioè) all’interno del centro antico? davvero impossibile magari iniziare a farlo a partire da quegli edifici pubblici destinati, per fare cassa, alla dismissione?; davvero non potremo far altro che discutere sul posizionamento di qualche “ nuvoletta “ come la chiama Sergio 43 al posto di ipotizzare e lottare per “riabitare” il c.s.; davvero saremo condannati per sempre ad aggirarsi tra i palazzi murati di Campitelli, di Botteghe Oscure? a veder sfilare i fronti murati di Tor di Nona a veder liquidati i palazzi IPAB di via Cavour, a veder continuare a cacciare gli abitanti “ eroici” di via Inselci, la sostituzione, a furia di appartamenti, di edifici come vorrebbero fare dell’America?
      Oggi il Soprintendente Broccoli, che quel progetto ha autorizzato, sembra indicare che siamo solo all’inizio convinto come è che il “ panorama non possa essere messo sotto vetro” e di altre amenità sulla “ modernità “cittadina. Trovo questa linea guida molto pericolosa perché la “ nuvoletta”, , tutto sommato è solo l’aperitivo rispetto a quello che avverrà con il cosiddetto federalismo demaniale ovvero la svendita del grande patrimonio degli enti pubblici e territoriali
      attraverso il loro conferimento ai fondi immobiliari che, con queste indicazioni del Soprintendente, non si limiteranno al operare per “ frammenti cristallizzati del cielo”,ma a portare, a partire dalle solide fondazioni della Rendita, l’assalto
      al cielo, con un semplice clic sui loro pc. Lo faranno senza neanche passare per il Plaza, ma restando nei propri uffici forse ancora più confortevoli.

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