Il falso storico: un falso problema …

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Falso Storico, Tutto Falso

Falsification of History

“Caro professore,
 date le discussioni odierne le allego i miei vecchi testi in italiano e inglese sul falso problema del “falso storico”
 Cordiali saluti”
Ettore Maria Mazzola

Schermata 2013-02-19 a 19.41.31

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9 risposte a Il falso storico: un falso problema …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    grazie!

  2. Roberto Pagani ha detto:

    Eccellente elaborazione…Speriamo che metta un piccolo tarlo nelle menti bacate ed ottuse dei modernisti in servizio permanente effettivo.Genia nociva e dannosa,vera peste dell’anima.

  3. Alzek Misheff ha detto:

    bravo, sono molto d’accordo!

  4. E io insisto.
    Proprio un bel temone da terzo anno, ma, oh campione dello sgrunt, alla Moretta senza fondamenta rinascimentali che facciamo?
    Ricostruiamo gli Stabula e li arrangiamo a college? Dalle stelle (a strisce) alle stalle?
    Toh, un’altra idea: ripristiniamo il traghetto a funi con l’altra sponda del Tevere?
    Le case rinascimentali a tre piani in stile sopra la Roma del I sec.? Quelle ottocentesche soprelevate di due piani? Meglio le prime così il rapporto gerarchico con i palazzi nobiliari tornerebbe quello corretto.

    Oppure si completa il progetto interrotto che demolendo pure Regina Coeli prevedeva un parco con scalinata monumentale fino alla cresta del Gianicolo?
    E se scavassino un altro po’ per ripristinare il paesaggio di 10.000 anni fa? Cloniamo un mammut e lo mettiamo a pascolare?
    Insomma, quale falso sarebbe più giusto falsificare?
    Insomma, che facciamo? Come scegliere è tutto così bello!!
    Dicci come e soprattutto perché, ti prego perché, un motivo intelligente, perché una soluzione sarebbe meglio e più moderna di un’altra.

    A me vanno bene tutte dopo aver letto il tuo saggio.
    Non saprei proprio cosa ecletticamente scegliere.

    E’ un po’ che ti chiedo una risposta ma arrivano solo divagazioni.

    Giuggiolo

    CONFIDENTIALITY NOTICE
    Il presente reply è indegno poiché l’autore è persona terrorizzata da se stessa e in preda al panico[© Ettore Maria Mazzola].

  5. ettore maria mazzola ha detto:

    Giancarlo,

    continui imperterrito a voler fare la parte dell’immaturo con quella nota finale, mentre faresti bene a rileggerti quel testo che ti è stato censurato per renderti conto della follia ed offensività delle tue parole … eventulmente scusandoti pubblicamente, ti perdonerei senza problemi.
    Detto ciò, non spetta né a me, né a te, ma a tutta la cittadinanza, e se vogliamo al mondo intero, esprimersi sul futuro di via Giulia.
    Se proprio ti interessa tanto il mio modesto ed insignificante parere, per quanto mi riguarda non sono un appassionato delle aree archeologiche recintate sul genere del Foro Olitorio, né dei monumenti prigionieri dietro le sbarre (Foro Boario e Arco di Giano), perché queste situazioni oltre a non essere rispettose dei monumenti, fanno sì che gli incivili scambino certe cose per gigantesche pattumiere dove gettare ogni possibile porcheria.
    Se si decidesse per la musealizzazione dei reperti, coinvolgerei questi ultimi nella vita di ogni giorno, ma in alcune situazioni preferirei documentare tutto, recuperare il recuperabile, musealizzare eventualmente negli interrati ciò che meriti di esser musealizzato, costruendo in superficie qualcosa che “completi” rispettosamente i vuoti urbani lasciati da operazioni folli come quella mussoliniana prima e alemanniana poi.

    • Scusa, sono un po’ tardo.
      Insomma ricostruiresti le stalle?
      In stile stalla?
      Il vuoto urbano che ricostruiresti sarebbe in stile “centro di Roma”?
      Costruito in muratura?
      Sulle mura degli stabula? Cioè ruotato di trenta gtadi rispetto al tessuto attuale?
      Oppure scavi 80 cm in trincea tagliando i reperti per poggiare i muri?
      Niente appoggi puntiformi in cemento armato, materiale non durevole e di linguaggio arido…
      Insomma, io risposte ancora non ne ho.

      Per il resto, ma caro Ettorino,
      io mi dovrei scusare pubblicamente con te? e di cosa?

      Il post su quella sciocca chiesa armena l’hai conservato solo tu che hai tanto bisogno di un antagonista per sentirti protagonista.

      Di quel reply io ne ho un vago ricordo, ma posso assicurare il mondo che, dato il mio livello supremo di cultore della materia URCA!, erano cose sicuramente di inarrivabile spessore e profondità. Mi dispiace per voi.

      Purtroppo un maledetto censore, frustrato e frustrante, ha prima pubblicato e poi, ripensandoci, cancellato quel capolavoro critico.

      Le cose che mi dici e che ristampo in calce ora e sempre nei secoli dei secoli, invece, sono pubblicatissime (e aggiungo pure il link al disclaimer)
      E, allora, secondo il tuo metro da “fuori i secondi”, chi si dovrebbe scusare?
      Da parte mia io non richiedo scuse, anzi penso che le parole in fondo siano molto utili a tutti per misurare il valore del personaggio.

      Ciaooooooo cocca…

      Tua,

      Giuseppina

      CONFIDENTIALITY NOTICE
      Il presente reply è indegno poiché l’autore è persona terrorizzata da se stessa e in preda al panico
      [© Ettore Maria Mazzola]

      • Scusa scusa scusa scusa Ettore,
        la mia poca familiariatà con l’impaginazione del blog (i reply scalano di numero! solo i post restano fermi!) mi ha fatto sbagliare il link che naturalmente qui sotto correggo.

        Un saluto,
        la tua indispensabile,

        Jenny

        CONFIDENTIALITY NOTICE
        Il presente reply è indegno poiché l’autore è persona terrorizzata da se stessa e in preda al panico
        [© Ettore Maria Mazzola]

  6. sergio 43 ha detto:

    Carissimi e interessantissimi nella vostra, vivaddio!, polemica, lungi da me introdurmi con pari sapienza. Non ho la vostra preparazione su di un “tema” (e dai! la vogliamo abolire questa parola? chi la usa, da ora in poi, venga censurato!) che, se può non interessare a Dubai, a Rome- Texas o ad Arcosanti, é di vitale importanza per il nostro continente, per i nostri Paesi fino all’ultimo dei nostri paesini, villages, Ortshaften, pueblos, ecc. ecc. Che cosa fare della nostra storia passata con le sue costruzioni, distruzioni, ricostruzioni e del nostro ignoto futuro?
    Vabbè! Mi limito al tema di Via Giulia, piccolo rispetto alla questione più ampia e di fondo che ognuno di voi difende per la propria parte. Come sempre c’è molto di scherzoso in quello che mi capita di dire su questo blog e molto che nasce da semplici suggestioni come un cittadino qualsiasi quindi prendete il tutto come una chiacchierata tra amici al bar.
    L’altro giorno passavo a Monte Savello e mi sono soffermato a rivedere gli scavi che hanno lasciato a cielo aperto le cantine delle case abbattute per le demolizioni del lungotevere e per le demolizioni della Via del Mare, poi Anagrafe, poi Petroselli. Si va bene: scalette, stanzini, anche una stalla per cavalli con gli abbeveratoi in marmo (uno chissà che fine aveva fatto, era scomparso rispetto all’ultima volta!), bottiglie e buste di plastica portate dal vento e dai cafoni, erbacce infestanti, già all’opera per sgretolare i muretti.
    Torno a Piazza della Moretta. Sulle foto regalateci da Archiwatch osservo, ammirato e appassionato come sono di archeologia (non entro nel metodo di indagine), ‘sti Stabula e il contesto.
    A che servono queste importanti indagini archeologiche (intanto si sa che a Roma dove scavi, scavi bene. Qualcosa dei Cesari si trova sempre!)? A lasciarle en plein air come Monte Savello o l’Area di Sant’Omobono con i suoi documenti importanti della città antica? Se Sant’Omobono é intoccabile come Piazza Argentina, scavi come quelli di Monte Savello e di Piazza della Moretta ritengo non meritino tanto perchè o sono indagini poco significative o sono propedeutiche ad un’altra esibizione di vanità pagata da chi vuole mettere a reddito un ‘area così appetibile. Gli architetti accorreranno come api sul miele!

    Ma la Falda?
    Se pò fa, se pò fa!
    I ruderi?
    Li musealizziamo come sotto l’ex Cinema Trevi!
    E questi edifici, come li facciamo?
    Ma ad ognuno come gli pare, ipotesi una diversa dall’altra! Siamo o non siamo architetti nell’era del relativismo! (Pure mia figlia ebbe Piazza della Moretta come tema di Esame di Composizione. Mi ricordo ancora con tenerezza il suo progetto e quelli di un paio di sue colleghe che frequentavano casa)
    Ma l’unità stilistica di Via Giulia, pur nella sua lunga storia?
    Ma é saltata già con il liceo Virgilio! E noi oggi che siamo da meno!
    Ma torniamo da capo a dodici? Alle discussioni sull’Ara Pacis a Via di Ripetta!
    E che ce frega! A uno di Los Angeles, sì e a noi che abbiamo studiato a Valle Giulia, no?

    Proposta di un uomo qualunque.
    Si ricoprano gli scavi di Monte Savello e i reperti di Piazza della Moretta che la terra ha protetto per secoli e secoli come si tutelano le ossa degli antenati. Si documentino, dopo averli adeguatamente misurati e fotografati e, fatto questo, si riportino sulla Carta Archeologica di Roma. Per i più curiosi, verificare o correggere la Forma Urbis del Lanciani.
    Monte Savello per me può diventare un riposante giardinetto, dopo un concorso dove si richieda unicamente pavimentazione, aiuole, panchine ed alberelli (Se diventasse realtà, mi riprometto di invitare una coppietta che” filasse, là sotto l’arberi de Lungotevere” a sedersi su una panchina di fronte al fiume e faccia al tramonto e poi fotografarli di spalle con lo sfondo dell’Isola Tiberina. ‘Na cosetta come la foto iconica di Woody e Diane davanti il ponte di Queensboro!)
    E adesso Piazza della Moretta! Qualcosa di ancora più radicale del progetto che ho apprezzato di più: quello di Diener, non per niente “architetto del paesaggio” mentre altri progetti si presentavano senza grazia come “progetti di riqualificazione e intasamento” (sic!). Immaginerei uno tranquillo slargo ariosamente aperto verso il fiume, come ce n’erano prima della costruzione dei lungotevere, e delimitato dall’isolato di San Filippo Neri, unico progetto di recupero conservativo sostenibile e per il quale mi fiderei soltanto della sensibilità del Prof. Mazzola. Pochi, giusti arredi, una fontana come, che sò?, Piazza delle Cinque Scole. A proposito! A piazza delle Cinque Scole, come a Via Giulia, quando sarà possibile risanare i malaugurati frutti del “diradamento”, ricostituendo il cantone di Santa Maria del Pianto al Ghetto?

    Mica l’ha ordinato il medico che un architetto è architetto soltanto quando si mette a pensare a un tanto al metro cubo! Può essere chiamato, senza sentirsi deprezzato, a cose più leggere, basta che siano raffinate!
    Quanto sarebbe il risparmio in tempi così grami se, con questa leggerezza, si riordinassero questi spazi? E quante comprensibili polemiche si eviterebbero, dato il contesto così delicato?

  7. Pingback: “PROPOSTA DI UN UOMO QUALUNQUE” … « Archiwatch

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