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Non ha particolare attinenza, si fa per ridere, ma si dà il caso che oggi ho visto che Jamie Mc Cartney espone il suo grande muro di calchi di vagine al MONA. http://wellthisiswhatithink.wordpress.com/2013/01/22/400-vaginas-in-a-row-well-hell-why-not-warning-explicit-photography-work-warning/
Me lo ricordo bene questo tavolino! E’ stato causa del primo litigio con mia moglie, Dovevamo sostituire dopo dieci anni di matrimonio il salotto regalatoci. Lei aveva scelto un divano sponsorizzato da Alain Delon il cui tessuto era completamente coperto e decorato dalle iniziali del bell’attore francese che copiavano pari pari le iniziali di Albrecht Durer. A me questo tavolino non dispiaceva, lei nicchiava. Hai voglia a spiegarle il significato trasgressivo, la leggerezza dei materiali, arte e natura..Lei, più pratica, vedeva solo la fatica per tenerlo pulito. Alla fine sembrò cedere ma io esausto, rovinai tutto quando, pensando di abbattere le ultime resistenze, le assicurai che l’avrei spolverato tutti i giorni. A quel punto ci accapigliammo. Conclusione: lei non ha avuto il suo Alain Delon e io non ho avuto il mio Mendini. Adesso la sera vediamo la soap opera “Un posto al sole”, seduti a distanza su un divano Chateau d’Ax e appoggiamo due tazze di camomilla solubile su un tavolinetto di legno massello in stile spagnolo.