DE FINETTI: Aeroporto di Lombardia e città futura …

Schermata 2012-12-14 a 13.36.00

“Caro Giorgio
le immaginidell’aeroporto di Guidonia e annesso centro urbano mi inducono ad inviarti quelle elaborate da de Finetti tra il 1947 e il 1952 per l’Aeroporto di Lombardia a Malpensa
Sergio Brenna

Schermata 2012-12-14 a 13.35.13

Giuseppe de Finetti, Studi per l’Aeroporto di Lombardia,

in S. Brenna, De Finetti 1946-1952, L’urbanistica dilatata di un pubblico amministratore schumpeteriano,

Euresis, Milano, 2003:

“Sarà di grande vantaggio che la progettazione generale dell’aeroporto futuro, che deve riuscire di perfezione assoluta, si svolga in sito … Nulla di teoretico, di astrattistico deve inserirsi nel piano generale. Noi che ogni giorno viviamo il gravame della monumentalità inutile, e anzi orrenda, che si è introdotta nelle staioni ferroviarie e in tutti gli edifici pubblici, noi dobbiamo temere l’accademia, la retorica che perseguitano come malattie endemiche la nostra civiltà”

“Si consideri la portata di questo grande e semplice piano regolatore regionale, con le sue riforme stradali e ferroviarie, per la vita futura di Busto, di Castellanza, di Gallarate. Immancabilmente qui si verrà formando un nuovo centro, una nuova città omogenea, una armonica sintesi di tre nuclei esistenti, già così ricchi di vita. Qui la più linda, la più bella, la più ragionata città lombarda, la città del secolo nuovo, documento di una grande rinascita civile.”

……………

quando l’Architettura e l’Urbanistica …

erano ancora una cosa seria …

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2 risposte a DE FINETTI: Aeroporto di Lombardia e città futura …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Ogni volta che accade di trovarsi di fronte a progetti ante guerra, a prescindere da aspetti legati alle scelte architettoniche, resto stupito della sostanza ed essenzialità che in essi è dato leggere. Ma è proprio impossibile spogliarsi di tutti quegli inutili orpelli puramente formali, cartacei ed informatici con cui è ammantata e in cui è sommersa l’urbanistica? Soprattutto, dove sta una migliore qualità tale da giustificarne l’esistenza? Non è che il progetto è solo la metafora della nostra società che ha perduto il senso di realtà e il principio di causa-effetto?
    Oppure sarò io ad essere un vecchio reazionario rincoglionito e fuori dal mondo?
    Saluti amletici
    Pietro

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