SCAVANDO … SCAVANDO … QUALCHE COSA DOVRA’ PUR SALTAR FUORI …

LA VERITA’ SVELATA DAL TEMPO …

Roberto commented on la verità svelata dal tempo
“In queste opere di arte Dio ci insegna delle cose importanti. L’ordine in cui le immagini si susseguono emette un messaggio ben preciso. Vi è l’idolatria relativa, vi è un edificio moderno ed imponente che suggerisce assenza di idolatria ma non disrispetto dell’idolatria cattolica e vi è poi un momumento antico esente anche esso da maggiore idolatria. Queste tre immagini rappresentano tre gruppi sociali che sono probabilmente attvi nel campo della religione e della fede.”

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1 Response to SCAVANDO … SCAVANDO … QUALCHE COSA DOVRA’ PUR SALTAR FUORI …

  1. sergio 43 ha detto:

    Scavando, scavando, che vuoi trovare? Forse qualche altra lastra superstite della Meridiana di Augusto affogata nella falda freatica, come si vede nelle cantine di un esercizio nei pressi. Mi voglio divertire ad immaginare che Samonà volesse prendere in giro tutti. Lui solo aveva visto l’assurdità di aprire un cratere per un nuovo edificio in Campo Marzio, l’assurdità che un linguaggio confuso e senza più radici potesse essere rappresentato in quel luogo, cosa invece accettata senza scrupoli e ironia da tutti gli altri partecipanti al concorso per il Palazzo degli Uffici. La proposta conseguente non poteva non essere un edificio volante sostenuto da sottili stampelle per lasciare al di sotto uno spazio trasparente al fine di non nascondere, con evidente omaggio, il fronte di Ernesto Basile e di liberare un’area pedonale da restituire ai cittadini, comodissima per i passanti in caso di pioggia (ah, se non ci pensassero gli architetti!). Infine, dulcis in fundo, la mano lecorbuseriana usata a mo’ di girandola sul tetto per fare “marameo” a inculture, presuntuosi poteri e prepoteri (mi ricordo una bizzarra e urticante lezione di Bruno Zevi che scuoteva giovani menti preconizzando paradossalmente e radicalmente, ma erano gli anni della marcusiana “fantasia al potere”, case portate in aria da palloni areostatici. Chi ha visto il divertente film di animazione “UP” potrà capire l’assunto mica tanto assurdo zeviano).
    Smesso il paradosso però non è risolto il problema dell’area in Piazza del Parlamento. Un’area che sta a metà tra un area bombardata con il rovinoso lato del palazzo su via del Campo Marzio, il muro concentrazionario del vergognoso parcheggio, le garitte da Checkpoint Charlie e che fa il paio con la vergogna di Piazza Augusto Imperatore.
    Quale soluzione? Dimezzamento dei deputati con conseguente annullamento della necessità di un parcheggio, liberazione dell’angolo della piazza, resa più ariosa con il mantenimento delle asfittiche alberature per un comodo giardinetto (anche qui, come nella vicina Piazza San Silvestro,non guasterebbe una fontana; sono stati molto bravi a rialzare con il suo gioco d’acqua la grande conca romana in granito alle spalle del Palazzo del Senato e di Sant’Ivo!), restauro del lato cieco del palazzo a fianco. A proposito di questo palazzo, per me che ho poca fantasia, sarebbe sufficiente realizzare delle aperture uguali alle finestre di via di Campo Marzio o, se non fosse possibile superare obblighi e normative, un trompe-l’oeil a semplice imitazione.
    Dopo aver sognato un pò, torniamo al presente!

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