comunque, anche ad una prima occhiata, …
già si capisce che l’allestimento …
inopinatamente firmato da Umberto Riva …
è di una qualità assolutamente scadente …
forse il tema lo ha intimidito …
forse il contenitore non lo ha ispirato …
forse il committtente non è stato all’altezza …
certo è che il malcapitato …
sicuramente uno dei migliori progettisti dell’ultimo mezzo secolo …
qui ci ha lasciato una pessima prova …
peccato …





Ma è proprio necessario dare risalto all’allestimento di una mostra in un contesto già fortemente allestito? Come impermeabilizzare l’impermeabile nuovo. Sembra una contraddizione in termini.
Comunque il tema Le Corbusier-Italia mi conforta, rappresenta una sorta di riavvicinamento tortuoso in direzione della ‘normalità’.
Lo spazio del Maxxi è sostanzialmente non-allestibile.
E’ ancora di ieri la figuraccia che, a mio parere, ha fatto Francesco Venezia altrove vincente (palazzo Grassi, Orvieto…).
Ma non c’è stata mostra in cui l’allestitore non abbia fatto la sua meschinissima figura.
Prendete i quadri e appoggiateli per terra.
E’ già Troppo l’architettura di Hadid perché ci sia posto per un’architettura dentro la sua architettura.
Un’architettura (la prima) che vuole esporre una terza architettura.
Il troppo stroppia.
Ma è un discorso vecchio.
Eppure quanti artisti si sono lamentati prima per il Guggenheim di Wright e poi per quello di Ghery perchè erano sguaiatamente “architettonici”.
E difendevano quadri, sculture…
Un’allestitore di mostre di architettura dal Maxxi ne esce con le ossa rotte.
Ma basta saperlo e chi ci ha la fortuna di un incarico tanto prestigoso non si cimenti a fare l’architetto.
Chiamate un ingegnere e che faccia il suo bravo compitino tecnico.