DA SAVERIO AD ALVARO …

Rosario Di Petta commented on UN NUOVO QUARTIERE ALL’ANTICA (2) …

“L’operante storia urbana di Muratori trova qui un’applicazione emblematica del suo allievo Caniggia, nel tentativo di una riscrittura dell’esistente che tuttavia non lascia emergere in modo sostanziale i segnali della modernità novecentesca. Il nuovo deve essere un obiettivo imprescindibile per qualsiasi generazione di architetti e, nel riscrivere l’esistente, occorre realizzare qualcosa che rispetti l’esistente, ma che porti anche i segni inequivocabili del cambiamento. Emblematico in tal senso l’intervento di Siza per il quartiere Chiado di Lisbona.”

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

2 Responses to DA SAVERIO AD ALVARO …

  1. E’ abbastanza impressionante come in Siza, probabilmente il miglior architetto europeo a cavallo tra XX e XXi sec, sicuramente quello che raggiunge i più alti risultati lirici scartando il ‘mito’ e altre pompe retoriche di cui si sollazzano gli architetti (tipo muro&colonna di Ciriani – se ne parlva l’altro giorno), è impressionante come si arrivi a risultati poetici confrontabili a quelli faticosamente logici e difficilmente digeribili di Caniggia.
    Restano a mio parere, per le premesse diverse da cui partono, due autori che bisogna essere molto esperti per confrontarli altrimenti si rimane a livello di facciate.
    Perchè, alla fin fine, c’è altro? voi direte.
    C’è altro, purtroppo.

    Siza è un artista che parla prima per sé e poi agli altri, come deve fare ogni artista.
    Del dover essere, come architetto, anche artista, Caniggia cercava strenuamente di liberarsi tentando di fondare scientificamente la disciplina e forse un maggiore approfondimento Estetico non gli sarebbe stato inutile per comprendere la vanità di un tale tipo di ricerca.

    Sempre sulla soglia dell’inesprimibile si arriva.

    O forse ne era cosciente e Caniggia voleva stare di qua, dal lato della logica, fredda e laica, anzi: atea. Gli premeva comunicare come sono state costruite le città e costruirle con lo stesso metodo.

    Portoghesi lo rimproverava dicendogli che era entrato in convento, che aveva messo il saio limitando le sue capacità di architetto in nome di un ideologia che aveva la pretesa di salvare lo spazio antropico.

    (e con oggi chiudo perchè mi sono rotto e voglio leggermi “La profezia dell’armadillo”. Adié.)

  2. Fabrizia Morandi ha detto:

    Mi piaceva Siza,mi sembrava un bell’esempio di cultura vera,di quella che molto sa,molto ha dimenticato,non vuole dimostrare niente a nessuno,esprime onestamente.se stesso…………

Scrivi una risposta a Fabrizia Morandi Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.