CAPOGROSSI UN MAESTRO ROMANO …

Giuseppe Capogrossi. Una retrospettiva – Guggenheim

Ringraziamo Salvatore Digennaro per la segnalazione …

………………….

speriamo che in questa mostra, che si annuncia straordinaria, …

siano ben documentati anche i rapporti con gli architetti …

Libera … Ridolfi … Monaco … Luccichenti  … Moretti … Lafuente …

che hanno dato e hanno preso molto da lui …

e che resta l’immagine più esemplare …

della Roma di Moravia e della Morante …

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11 Responses to CAPOGROSSI UN MAESTRO ROMANO …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    certo, uno che riuscì ad anticipare gli Space Invaders e il Packman! … altro che playstation e WII!

    • MAURO ha detto:

      Non è che Capogrossi mi interessi particolarmente; interessanti i rapporti con Libera, Moretti etc etc…..ma i commenti sprezzanti del “tuttologo”, mi fanno amare sempre di più Capogrossi….Conoscere (prima) di deliberare, avrebbe detto Einaudi….al “tuttologo”….
      MAURO

      • ettore maria mazzola ha detto:

        sei sempre più patetico!
        Mio figlio di 6 anni disegna meglio i suoi mostri spaziali. Questi abomini tieniteli pure per te e tutti gli intellettualoidi che ci vedono qualcosa di qualità.
        Questa “arte” è puro consumismo, e se a te piace non posso farci nulla.
        Per tua norma e regola, il tuttologo ha studiato in un Istituto d’Arte prima di fare l’architetto. Lì, oltre alla storia dell’arte, ha imparato a dipingere, scolpire, intagliare, lavorare il ferro battuto e fare finti marmi, quindi forse l’arte la mastica più dei presuntuosi come te che aspettano i commenti di archiwatch solo per pavoneggiarsi in idiozie come quelle testè dette

      • giancarlo ha detto:

        Confesso che EHM anche a me fa lo stesso effetto.

  2. stefano salomoni ha detto:

    Il viaggio di andata è generalmente dedicato al pensiero: “Cosa offrirà questo nuovo pellegrinaggio alla Biennale?”
    Il viaggio di ritorno è generalmente dedicato al pensiero: “Però! Bella la mostra del museo tal dei tali”.

  3. sergio 43 ha detto:

    Scorrendo, leggo della Roma cinquanta- sessanta, tanti bei nomi e luoghi e mi colpisce la vicinanza rievocata tra il citato Cinema Airone”megliotardichemai” di Libera e l’opera di Capogrossi. Allora mi chiedo con ansia; che cosa ne sarà stato del vasto dipinto di uno dei maestri della Scuola Romana che decorava il soffitto della scala che conduceva alla platea più in basso? Dei film che vi ho visto non ne ricordo un titolo ma di quel disegno ne ricordo la suggestione che suggeriva ogni volta in un diciassettenne che di Capogrossi non ne conosceva neanche l’esistenza. Allo stesso modo non aveva contezza di un certo Libera che però, figura neanche immaginata, gli trasmetteva, lui abituato al cinema parrocchiale, il senso vero di uno spazio pensato per le sue emozioni sotto la conchiglia della volta. Mi sentii importante quando portai per la prima volta, addirittura con i soldi per pagarle il biglietto, la compagna del Liceo in quegli spazi eleganti. Mi meritai un affettuoso petting. Eh! L’architettura e l’arte quando è bella sa essere galeotta e ispiratrice quanto un buon libro!
    E’ tanto che non passo più per Via Lidia. Gli amici e gli amori sono spariti; lo spazio fantastico sarà diventato un polveroso magazzino, uno centro commerciale? Rimane soltanto il ricordo, il rimpianto e la speranza che quell’affresco, se non è stato distrutto, possa essere ancora strappato come si fa con i mosaici e gli affreschi antichi per salvaguardarli. Musealizzato allo Gnam o in altre più accorte e internazionali Gallerie o in giro per mostre che si annunciano straordinarie, sarebbe un bel regalo che una Roma irripetibile potrebbe dare a una Roma inqualificabile!

  4. sergio 43 ha detto:

    Al tempo! Mentre aspetto che mia moglie butti la pasta in questa domenica uggiosa (sperando che la Roma batta L’Atalanta a pallonate di cuoio così come Ippomene battè Atalanta a pallonate d’oro) zigzago su internet e scopro, in un articolo del Corriere della Sera del 27 marzo scorso: “Airone, giù le mani”, che il Comune, nella figura del presidente della commissione Roma Capitale, ha consegnato le chiavi dell’ex-Cinema al gruppo Actor’s Center. Lascio all’articolo il proposto programma di lavoro del Gruppo. L’articolo continua con “l’associazione ha creato ponti (sic) con esperti restauratori per togliere la patina del tempo dal dipinto di Capogrossi e s’è portata avanti con il lavoro di ripulitura…”. Però, e come te sbaji, l’articolo prosegue che “finora tutto è fermo” perchè l’Agis Lazio si è rivolta alla Corte dei Conti affermando che non sono state rispettate le regole. Un pò come la storia del restauro del Colosseo e di Diego della Valle. Regole, regole, regole così tante, confuse, contrastanti e contradittorie per cui chiunque può stoppare qualsiasi iniziativa richiamandosi a una qualsiasi di esse. Starà poi all’autorità giudiziaria, dopo tempi infiniti e bla, bla a gogò, dirimere le questione. Ho fatto una decennale esperienza del genere. Oramai ho paura pure a tirare lo sciacquone temendo che il vicino di casa possa rivolgersi al TAR!

  5. ettore maria mazzola ha detto:

    Quanto è patetico l’atteggiamento degli imbecilli che, piuttosto che parlare di qualcosa di sensato, oppure di scherzare su cose che non meritano commenti (era il senso della mia battuta iniziale su Capogrossi), si dilettano nel cogliere l’occasione dei dibattiti sul blog per fare attacchi personali motivati dalla loro meschinità, acutizzata dalla loro incapacità di confronto.
    Quanto è brutta l’ignoranza, specie quando a quella si aggiunge l’invidia di non poter competere con qualcuno che riesce a dire delle cose un po’ più sensate delle proprie.
    E’ un dato di fatto che, in un mondo in cui pseudo-artisti e pseudo-architetti produce immondizia, lo spirito di corporazione possa risultare utile a tenere a bada personaggi che, mostrando qualcosa di “normale”, che il “popolaccio ignorante” potrebbe apprezzare … meglio che la casta modernista impedisca il pensiero e le immagini di chi rischia di adombrarla, meglio l’astrattismo che le regole, meglio le pippe mentali che la ragione.
    Questa marmaglia di pseudo-artisti, pseudo-architetti, pseudo-storici e pseudo-critici trova forza nell’idiozia della gente intellettualoide che finge di comprendere opere senza senso per mostrarsi colta e all’avanguardia … E allora viva la “cacca in scatola”, e viva la necrofilia degli animali e dei corpi umani fatti a fettine e plastificati, e basta col criminalizzare gli “artisti” che riempiono le fontane storiche di colore rosso. Evviva tutte le altre violenze a danno di chi non ne abbia alcuna voglia. IO SONO L’ARTISTA, E VOI NON SIETE UN CAZZO! Direbbe il Marchese del Grillo.
    Ma smettetela che siete patetici.
    Piuttosto che continuare in attacchi personali – peraltro operati vigliaccamente senza firmarsi per esteso – oppure continuare con commentucci patetici come quello di Giancarlo (mirante ad un sostegno futuro da parte di Mauro quando sarà il proprio turno di dire nuove idiozie messe sul personale … come è già capitato), fareste bene a farvi curare la vostra immotivata invidia
    … il rodimento di fegato (o di altro posto più in basso) costante non fa bene. Chi ve la fa fare di stare lì ad aspettare me o Pietro per poter vomitare il vostro stupido odio nei confronti di chi, avendo più personalità di voi, riesca a ragionare col proprio cervello piuttosto che ripetere a memoria le fesserie che gli sono state impartite in fase di lobotomizzazione universitaria?

  6. Joel Schumacher ha detto:

  7. stefano nicita ha detto:

    a roma no eh? noi qui ci teniamo per sempre i fenici e compagnia alle scuderie del quirinale… che palle!!!

  8. MAURO ha detto:

    Predicozzo serale:
    per quanto può valere la mia opinione (immagino poco, ma tant’è), di questo blog apprezzo l’argomentare di chiunque, in particolare lo scrivere di Pagliardini, di Sergio 43 – sicuramente il più preparato…dal quale c’è sempre da imparare, di Galassi, di Cristiano e molti altri. Ma quello che non tollero, che fatico ad accettare, sono le offese gratuite, come dicono quelli che parlano bene in TV….Non mi piace, tanto da trovarlo esageratamente e immotivatamente saccente, l’atteggiamento di chi scrive facendo uso di termini quali “imbecille”, “stupido”, “deficiente”, “lobotomizzato da questa o quell’altra cultura universitari” patetico”etc etc.
    Mi sembrano termini che stonino un po’ troppo con chi insegna o ricopre responsabilità “educative”.
    Diversamente, si potrebbe proporre all’Amministratore” del blog, una sorta di legge del contrappasso “della buona educazione”: scrivere 10 volte “non si dice stupido”, scrivere 100 volte “non si dice imbecille”, scrivere 1000 “non si dice patetico” etc etc.
    Se la maggior parte di coloro che intervengono su questo blog rilevano la pessima abitudine di taluno a ricorrere all’invettiva e all’offesa, ci sarà pure una ragione?
    Rimane una strada: la matita blu del Professore sulle offese, poi dietro alla lavagna che suona la campanella delle elementari….
    MAURO

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