SCARPA “EROTICO” …

aldofree commented on “LA BUONA REGOLA”? … MADDECHE’? …

“ho ritrovato alcune vecchie considerazioni che avevo scritto su questo sito alcuni anni fa, allora non mi pare suscitarono il ‘flame’ che si è scatenato in questi giorni, lo ripropongo:

Erotiche … esperienze sensoriali …
In questi giorni, in cui tanto si discute, e spesso in modi così rozzi e burocratici, …
di Architettura, di Scuola e di Professione, …
riceviamo da Alfredo Masciullo queste graditissime riflessioni su uno dei rari maestri italiani del Novecento … Carlo Scarpa … scomparso, pare ieri, … ormai da quasi trent’anni …

“- In Ornamento e delitto A. Loos scrisse: “Ogni arte è erotica“. Intendeva dire che l’arte nasce come richiamo sensuale e che comunque rimane sempre una evocazione delle pulsioni più istintive e profonde dell’uomo. Erotiche sono la decorazione, la musica, il movimento, sensuali e sensoriali le percezioni di spazi, volumi, tessiture, colori e suoni.-
da ” I taccuini di Schiele ” di B. Briganti su Repubblica del 15.06.08.

Queste poche righe mi hanno folgorato, ecco spiegata la forte attrazione che le ARCHITETTURE di Carlo Scarpa hanno sempre esercitato su di me ed il loro essere vere “esperienze sensoriali”.
Reputo Scarpa uno dei più grandi architetti del ’900 italiano, che andrebbe annoverato tra i grandi maestri e non come lui stesso voleva essere ricordato, cioè un “petit-maitre”; e sicuramente colui che più di tutti si è avvicinato al concetto loosiano di arte erotica.
Le superfici vibranti sotto la luce o nei riflessi increspati dall’acqua, i tanti materiali dai più pregiati ai più plebei ma sempre trattati come preziosi, gli ori, i turchesi, i neri, gli stucchi preziosi, le paste vitree o i legni pregiati, tali da rammentare le stupende architetture cromatiche di P. Klee; lo studio ossessivo dei dettagli, disegnare e ridisegnare una cento volte, in maniera quasi maniacale.
(Oggigiorno, il tempo destinato alla fase ideativa di un qualsiasi progetto si è sempre più assottigliato, surclassato da quello destinato a soddisfare una burocrazia sempre più farraginosa e inconcludente)
Il dettaglio questa “magnifica ossessione”, (con risultati opposti, si può rammentare il detto miesiano “nel particolare c’è Dio”) non è ormai tra gli interessi primari della maggior parte degli architetti e la lezione scarpiana è ormai caduta nel vuoto più assoluto che ci avvolge.
Scarpa, un pò negletto dalla critica militante che lo considerava quasi un “decoratore” e osteggiato in tutti i modi dai cd architetti ufficiali che lo portarono in giudizio per “esercizio abusivo della professione” ,(sic !) coscienti, secondo me, di avere come concorrente un “genio” e per tale motivo desiderosi di tenerlo lontano da committenze allettanti.
A quasi trent’anni dalla tragica scomparsa, Le sarei grato se spendesse due parole sul suo insegnamento, sicuro che ciò spronerà coloro che hanno avuto la fortuna di averlo come maestro “il professore” a ricordarlo come merita.”
Cordiali Saluti da Alfredo
……………….
ci auguriamo che questo accorato richiamo a Scarpa …
e alla sua “magnifica ossessione” …
riesca a far riflettere, almeno qualcuno, sulle vere “dimensioni” dell’architettura di ieri, di oggi e di domani …

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4 Responses to SCARPA “EROTICO” …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    disperato erotico stomp

  2. Giancarlo galassi ha detto:

    Forse c’e’ un aspetto nel lavoro di un architetto che non c’e’ in quello di un artista. L’architetto si vuole imporre anche per “didattica”, vuole insegnare agli altri come deve essere fatto il mondo, tutto il mondo, anche per quella parte che un committente non gli ha incaricato di trasformare.

    Teorie su teorie, diagrammi, disegni, trattati per formare una generazione di allievi che definisca una città vitruviana, albertiana, lecorbusieriana, muratoriana, caniggiana, puriniana …

    Anche chi non ha scritto pretende che le sue opere siano significative e profetiche di un mondo nuovo – Mies su tutti…

    E’ anche in questo forse che Carlo Scarpa non e’ un architetto, nonostante la cattedra a Venezia e le lezioni allegate a Casabella o recentemente raccolte in un bellissimo libro di Franca Semi che non posso che consigliare.

    Ma si possono seguire tutte le lezioni di Scarpa che si vuole ma alla fine non si e’ imparato quello che serve, cioe’: “COME” si fa un capolavoro scarpiano, tanto il contributo della sensibilita’ personale (fatta di esistenza unica e irripetibile, cioè caso e fortuna e intelligenza di approfittarne).

    In questo Scarpa, come Klee e la sua Teoria della configurazione, sono grandi e appassionanti poeti che usano le pietre degli architetti per realizzare per noi solo le soglie, le porte, per accedere a un mondo migliore, piu’ profondo, ma non costruibile.

    :G

  3. aldofree ha detto:

    prof. Mazzola la sua citazione Dalliana non mi ha fatto per niente ridere, se la poteva tranquillamente risparmiare.
    A G.G. vorrei dire che ho imparato più dalla visita delle opere di Scarpa che da 5/6 anni di università. Certamente si parla di sensibilità uniche ed irripetibili, ma è l’approccio al progetto, alle sue soluzioni, quel ridisegnare una dieci volte lo stesso particolare, non accontentarsi mai della prima soluzione perchè magari si ha altro da fare, o perchè tanto la committenza non capirà. L’insegnamento di Scarpa è tutto lì, poi magari non ne verrà fuori un capolavoro, ma almeno si avrà la coscienza pulita dell’aver svolto un compito cercando di sviscerarlo in tutti i modi possibili, e non accontentarsi della soluzione più ovvia e banale che poi, vedendo quello che si costruisce, costituisce l’andazzo generale.

    • ettore maria mazzola ha detto:

      sinceramente non so perché se la prenda tanto per una battuta invocata dal titolo … non è che c’è un atteggiamento prevenuto?
      Aldo … be free!!

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