Corviale 40 anni
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Pullara dimentica qualcosa di importante.
Egli dice:
“Superando anche le incertezze del suo staff, il capo-progetto Mario Fiorentino riuscì ad imporre un’immensa casa popolare (1.202 appartamenti) con servizi e infrastrutture riunite in un solo sistema: tutto insieme, non come si era fatto di solito, prima le abitazioni poi un giorno si vedrà, il resto. Né il committente Iacp né Comune né altri ebbero nulla da dire, come incantati dal cobra: e nel 1975 il cantiere parte”.
Il riferimento al “poi si farà” può farsi in riferimento alle porcate post belliche, specie a quelle più recenti, ma non di certo ai modelli virtuosi realizzati fino agli anni ’20 … si pensi alle tante “case per bambini” dei quartieri ICP e di San Lorenzo, dove Maria Montessori sviluppò il suo metodo, si pensi a tutti gli edifici pubblici di San Saba, di Testaccio, di Garbatella … modello troppo validi per poter essere presi in considerazione da parte di quei ciarlatani che, ubriacati dalle idiozie di Le Corbusier e di Zevi, poterono massacrare a proprio piacimento le nostre città e le nostre aree agricole raccontando che era l’unico odo per costruire in breve tempo e con pochi soldi l’edilizia popolare.
Peccato per questi “signori” che, quando ho fatto le mie ricerche (pubblicate su “La Città Sostenibile è Possibile”, Gangemi 2010) ho scoperto che gli esempi virtuosi di cui sopra siano costati fino al 67% in meno di Corviale e costruiti in tempi brevissimi (i lotti intorno alla piazza di San Saba in 6 mesi, il quartiere “sbaraccati e sfollati” di Trotta alla Garbatella in 6 mesi, il lotto 24 della Garbatella in 3 mesi e mezzo). … mentre, per avere i primi 122 alloggi di Corviale furono necessari 7,5 anni! VERGOGNA!
Ciao
Ettore
C’è sempre qualcuno che, di tanto in tanto, va in soccorso del Corviale, che tenta di rinnovare i fasti, che attribuisce alla DC, che non è un’ideologia, l’idea. Deboluccia, tisica direi, la tesi.
Il Corviale che non è un serpente “perchè il serpente non è dritto come una stecca” ma che incanta come un serpente. Troppo scontato dire che il serpente è simbolo del male?
E certo che un edificio di un chilometro incanta, vorrei vedere. E’ la sua unicità, il suo essere eccezione, e la sua posizione, ad incantare. Se ce ne fossero quattro tutti insieme più che incantare, terrorizzerebbero. Il serpente sa come tentare, mica te la spiattella in faccia.
Che poi, se c’è bisogno di soccorso, vuol dire che la salute non è buona
Comunque è troppo caldo per riflessioni serie. E anche Pullara deve avere accusato il caldo.
Chissà, forse lo ha scritto da dentro un appartamento del Corviale.
E comunque Ettore ha già detto molto.
Saluti
Pietro