DESIGN D’AUTORE E CHIAPPE ALLA GRIGLIA …

Panchine bollenti in piazza San Silvestro

nelle ore più calde …

pare che siano già stati segnalati numerosi immigrati cinesi …

che offrivano ombrelli di carta e cuscini refrigerati a un euro …

previsto anche un intervento, a piedi nudi, degli Stalker …

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12 risposte a DESIGN D’AUTORE E CHIAPPE ALLA GRIGLIA …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    professore, le con i suoi titoli mi fa ammazzare dalle risate!!
    Mi viene da pensare ad un titolo per un film da girarsi a Piazza San Silvestro, un film a cavallo tra lo spaghetti-western e l’osè “Chiappe Bollenti”
    Chissà quali saranno gli effetti su quelle donne che hanno falsificato la loro storia siliconandosi le chiappe … scoppieranno come la leggenda delle tette sugli aerei?

  2. ser.bon ha detto:

    chiappe alla griglia li? provate ora le panche in corten di piazza santa maria novella.

  3. Manuela Marchesi ha detto:

    Questa e’ la verifica materiale della distanza siderale che separa il progettista dalla vita reale ( non tutti i progettisti sono cosi’, per carita’!). Mi preoccupa il pensiero sotteso a simili cose, mi chiedo dove vivano nella vita reale, se prendono un bus, se camminano a piedi anche in condizioni meteo non ideali, se vivono come la maggior parte delle persone. E’ un rovello che mi pungola ogni volta che vengono realizzate certe cose, non riesco a capire e mi viene una rabbia…e poi sono stati usati i denari della comunita’…

    • Come a distanza sederale bisogna stare dalla scalinata di Trinità dei Monti, dove vedi turbe ammucchiarsi in mezzelune d’ombra (ma ho visto anche due inglesine o americane, fotografate da un loro sodale, farsela tutta in ginocchio pregando, neanche fosse la Scala Santa – avranno fatto un voto – erano le 14.00 di una settimana fa – facevo penitenza anch’io solo a vederle).

      E a distanza sederale sono da tenere pure le panche e i ferri intorno alle fontane di p.za Navona nelle ore di calura, lato non in ombra. Ma andate a vedere la movida mondiale delle ore serali, una bolgia di gente che magna beve rutta e deglutisce di tutto e che bello farlo davanti alla fontana del Moro.

      Piantate alberi a p.za S.Silvestro, recuperate le pensiline anni ’40… date ombra a tanti di questi smarriti nel mondo senza sapere di esserlo…

      E come dice Pernaz bisognerà stare lontani dai panconi quando piove perchè saranno bagnati, a dicembre quando saranno freddi, quando saranno coperti di guano di gabbiano…

      Anvanti con il modello centro commerciale e aria condizionata che ha già trasformato la galleria Colonna.

      Ma se soffrite tanto andate là invece di rompere l’anima, bulimici della funzionalità sempre e comunque, come se non esistessero le stagioni.

      Andate sulla spiaggia la mattina alle 5, è pieno di formiche fameliche che ramazzano briciole e spazzatura dei bagnanti senza neanche mettersi in fila… arriva il sole e alle 9 non ci sono più…

      Ve li metteranno gli alberi, le coperture, i tavolini, le fontane a P.za S.Silvestro… è questione di tempo, tranquilli (certo quelle fioriere e tutti quei cestini sono una vergogna) …

      • stefano salomoni ha detto:

        Mi fa pensare all’ingegnoso ristoratore che passando in mezzo agli ombrelloni, sulla spiaggia di Torvaianica (il vestito di Arlecchino più grande al mondo), alle dieci di domenica mattina, domandava alla platea: “La porto anche a voi una fritturina di pesce?”…magari, preparata proprio a Piazza S. Silvestro.

  4. John Pernaz ha detto:

    tra qualche mese si parlerà di quanto fredderanno i deretani…

  5. ettore maria mazzola ha detto:

    caro Giancarlo,
    come non darti ragione?
    Muratore ha dato questo titolo divertente, e i vituperati commenti sono il risultato della provocazione.
    Da questi commenti, però, si può capire che chi ha scritto abbia colto l’occasione per ribadire, ancora una volta, il proprio disappunto per l’abominevole ed inutile “soluzione eliporto” proposta da Portoghesi, non dimentichiamolo, come riparazione al precedente progetto delle “panchine-bara”, altrettanto inutile e scandaloso, che Alemanno aveva commissionato.
    venendo a noi, penso che di ipotesi per evitare che le chiappe si ustionino in estate e si congelino in inverno se ne possono fare a iosa, e comunque il problema della temperatura delle panchine rimarrebbe.

    Devo dire che ho apprezzato molto per il tuo attacco contro la “bulimia della funzionalità”, attacco che condivido in toto: mi irrita il fatto che si dia troppa importanza alla (ipotetica) funzionalità e zero all’estetica.

    Se dovessi dire la mia per porre rimedio a questo “vuoto urbano” che vogliamo continuare a chiamare “piazza”, penso che si potrebbe realizzare una struttura coperta, sul genere del Mercato Nuovo di Firenze, regolarizzando lo spiazzo in due piazze più contenute.
    La struttura coperta potrebbe utilizzarsi per alloggiare delle bancarelle – regolamentate – per i “vucumprà” e non, aiutando anche a liberare i marciapiedi occupati illegalmente.
    la presenza di questo volume aperto potrebbe porre rimedio ai problemi “sederali” estivi e invernali.

    Non posso esimermi dalla battuta finale: Una piazza romana che sia tale, necessiterebbe di una fontana, e allora, in luogo della fontana col cinghiale del mercato fiorentino, si potrebbe metterne una con un maiale, a memoria indelebile delle porcate che si sono dette e fatte a Roma in questi ultimi anni (Rutelli e Veltroni inclusi … ovviamente)

    Ciao
    Ettore

  6. Manuela Marchesi ha detto:

    uando i paragoni sono fatti a muzzo, c’è qualcosa che non funziona. Accostare la Scalinata di Trinità dei Monti, i “ferri” intorno alle fontane di Piazza Navona, il sagrato di San Pietro, i selci di Piazza del Popolo, roventi d’estate (questi esempi ce li metto io), con San Silvestro, secondo me è una difesa “spiritosa” di un progetto misurato sui rendering e sul “segno”… Bellina anche la citazione delle arie condizionate dei centri commerciali, e carino anche l’accenno al piantare alberi (ma perché no! Disturbano forse il disegno?) come se fosse disdicevole prevedere e progettare un giardino degno di questo nome anche in una piazza (Torino insegna…) Le pensiline degli autobus, poi, erano coerenti con il segno distinguente il trasporto pubblico, dal tram al treno, e basta osservare gli edifici ferroviarii durante un viaggio in treno per trovare un criterio unificante e immediatamente leggibile, dalla forma alla funzione. Pazienza, se ne sono andate. E infine, la Galleria Colonna, che gran casino e che bell’esempio di aria condizionata, frastuono e odore di fondi di caffè…

  7. Giancarlo galassi ha detto:

    Mettiamola cosi’, almeno allarghiamo l’orizzonte.
    Piazza Risorgimento. Panche sotto il sole realizzate in granito (mi sembra).
    anno 2000? Mi pare.

    Nessuno dice niente.

    Arriva un molto anziano architetto si offre volontario per disegnare le panchine di una piazza antinodale, cioè scarica di funzioni urbane come e’ la “rappresentanza” tipica delle città capitali e per questo destinata a parcheggio dei mezzi pubblici.

    Le sue panche distruggono questa funzione antinodale. E’ gia’ successo su mezza p.za Risorgimento e sul retro di S. Maria Maggiore che e’ oggi addirittura uno spazio oggi assolutamente inutilizzato, non si puo’ nemmeno più passare per la porta sul retro della basilica e per entrare occorre fare tutto il giro.

    La funzione di p.za S.Silvestro pero’ sta cambiando, anzi e’ gia’ cambiata da tempo essendoci negli edifici che la delimitano gli uffici di parlamentari e senatori (ricordate il progetto Insolera 1968 attuato pero’ a capocchia di cane?).

    Quindi p.za S.Silvestro sta diventando, e’ diventata, una piazza di rappresentanza di scala inferiore a p.za Colonna, p.za del Parlamento e p.za Montecitorio che hanno tutte funzioni, come lei, legate all’amministrazione dello Stato (come molti negozi sul Corso).

    Una volta via della Vite era la via degli alimentari e panettieri del centro ora e’ in concorrenza con via Condotti per il lusso dei negozi.

    Gentile Marchesi, la citta’ cambia. Gli autobus e i taxi sono stritolati nel largo di S.Maria in Via in attesa che con un diverso disegno dei marciapiedi li si possa spalmare su v. Del Tritone o non so dove.

    Per intanto i paracarri di Portoghesi mi sembrano evocativi e minimalisti (non nel costo pero’) per quanto possano lamentarsi residenti e utenti del centro storico inteso come luogo dello shopping e del turismo per caso.

    • Manuela Marchesi ha detto:

      Allora: la città cambia eccome! Via della Croce, (e non via della Vite) era la strada degli alimentari e panettieri varii, e oggi non è affatto in concorrenza con via Condotti perché è diventata una casbah di pessimi mangifici e di brutti negozi sempre da turisti-per-caso. Il proliferare di un certo commercio finalizzato al turismo “in due giorni tutta Roma e anche i Castelli romani” ha cambiato i connotati del Centro, eccome se li ha cambiati! E oltretutto, proprio riguardo alla fioritura di quel genere di esercizi commerciali, c’è anche il fondato sospetto che coprano affari molto poco puliti, come si sa e come ebbe a evidenziare il Corriere della Sera già qualche anno fa.
      La differenza tra S.Silvestro e Risorgimento e abside di S. Maria Maggiore è che in tutti e due i casi ci sono gli alberi (Risorgimento) o sono stati piantati gli alberi (S. Maria Maggiore). Non capisco l’idiosincrasia per il verde pubblico né l’esaltazione dei progetti con tutti i ragionamenti di corollario, corretti e perfetti…ma spesso molto sulla carta (o sullo schermo del Mac…) E poi è nelle cose che le città cambino, come tutto del resto, ma non è questo un valido motivo per continuare a non cercare un cambiamento sostenibile anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale e del non-peggioramento dei microclimi.

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