NULLA RESTERA’ …

MAURO commented on VITTORIO CONTRO-TENDENZA …

“Contenuti a parte, davvero scritto male, in un “pessimo” italiano.
Forse, l’articolo è stato scritto in francese e tradotto male…….i soliti giornalisti……
MAURO

Le Iene – LUCCI: L’architettura dello ZEN – Video Mediaset

Secondro l’architetto Gregotti lo zen è un bel quartiere.

 http://www.facebook.com/r.php?fbpage_id=121315614607376&r=111

non credo proprio che l’oscurità del testo pubblicato sul “Corriere” …

derivi da una sua cattiva traduzione …

purtroppo, l’italiano dell’onnipotente Vittorio zoppica da sempre …

fin da quando collaborava a MARCA3 …

ed era la disperazione della redazione …

poi ha continuato a scrivere … chissà mai perché …

divenendo uno dei più inutili e prolifici poligrafi di architettura del nostro paese …

purtroppo molti altri lo hanno imitato in questa patologica “tendenza” italiota …

avete mai letto questi libri? …

avete fatto male …

potevate farvi una passeggiata in periferia …

e avreste imparato molto di più …

comunque, lo ZEN resta una vera puttanata …

e le altre opere del Maestro non sono certo migliori …

ma nulla di tanta boria …

resterà, comunque, nella storia …

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6 Responses to NULLA RESTERA’ …

  1. nutriarch ha detto:

    secondo me le architetture che restano nella storia non sono mai delle puttanate. lo zen é figlio del suo tempo e soprattutto della sua terra. pensare che gli architetti possano risolvere anche i problemi culturali delle persone mi pare esagerato.

  2. ettore maria mazzola ha detto:

    è assurdo che ci sia ancora qualcuno che tenti di difendere questo personaggio nonostante l’evidenza dei fatti. La sua intervista a “Le Iene” è stata l’apertura del vaso di Pandora.
    Essendomi dovuto interessare del progetto di rigenerazione urbana dello ZEN di Palermo, ho ascoltato attentamente, e menzionato più volte questa intervista che, per essere compresa fino in fondo, va preceduta dal fatto che Gregotti (a suo dire e come documentato dai suoi più sfrenati difensori, Giancarlo De Carlo e Andrea Sciascia in primis) pianificò lo ZEN per realizzare l’ideale della “Nuova Gerusalemme”. Per far capire a chi non sa di cosa si tratti, e per non sembrare ideologico, preferisco citare ciò che scrive Sciascia in “Tra le Modernità dell’Architettura – La Questione dello ZEN 2 di Palermo” (L’Epos Edizioni, Palermo 2003):
    «il loro ultimo fine (degli architetti n.d.r.) era di materializzare l’idea che la città storica, espressione delle classi sociali che avevano dominato e oppresso la società umana, doveva essere abbandonata ai suoi fondatori, mentre alle classi sociali popolari in ascensione sarebbero stati destinati i nuovi quartieri costruiti in periferia che, aggregandosi, avrebbero finito col generare la Nuova Gerusalemme: la città della società senza classi, libera, giusta e fraterna».

    Nonostante le premesse fasulle ed ideologiche, davanti alla domanda posta da Lucci “perché se dice che è tanto riuscito e bello non ci va lei a vivere allo ZEN” Gregotti ha risposto “che c’entra io faccio l’architetto, non faccio il proletario!”

    VERGOGNA!!! A chi continua a scaricare altrove le responsabilità, e/o a criticare i giornalisti che finalmente iniziano a dire le cose come realmente sono, dico di smetterla di difendere l’indifendibile. Certi architetti andrebbero condannati a vivere nei luoghi che, dall’alto della loro presunzione, hanno realizzato!

    • nutriarch ha detto:

      Ma cosa c’é da scandalizzarsi tanto per la risposta di Gregotti…faccio l’architetto? Ha semplicemente avuto l’onestà di dire le cose come stanno. Perché secondo te, l’unité d’habitation si é rivelata granché funzionale? Le Corbusier ci sarebbe andato a vivere? E tu ci andresti a vivere in uno dei tuoi appartamenti da 40 mq? …Perché non ci credo che non hai mai progettato roba del genere!

  3. MAURO ha detto:

    Gentilissima Nutriarch (nome, a dir poco galattico….)
    Nel commentare il mirabile articolo parigino di Gregotti, ho notato solo un “pessimo” italiano.
    Va aggiunto che il Maestro fa anche discutibili progetti, tali solo perché è sempre stato sostenuto e spinto da una certa politica.
    Veda, gentilissima, un po’ lei di ragionarci sopra in modo critico.
    Non lamentiamoci, però, di quanto certa politica ci ha lasciato in eredità, se non siamo capaci di vedere oltre il nostro piccolo naso professionale.
    Saluti
    Mauro

  4. ettore maria mazzola ha detto:

    Nutriarch, credo che tu sia molto mal documentata sull’argomento ZEN.
    Inoltre dici “lo zen é figlio del suo tempo e soprattutto della sua terra. pensare che gli architetti possano risolvere anche i problemi culturali delle persone mi pare esagerato” Ma il suo progettista e molti del gruppo con Palermo e con quella terra non hanno nulla a che fare.
    Faresti bene ad imparare a guardare oltre il lavaggio del cervello delle Facoltà di Architettura. Tra l’altro lo Zen è davvero abominevole anche a livello di disegno … mi spiego meglio: la grafica è bella, ma l’architettura è orrenda e ripetitiva, e chiunque avesse avuto modo di leggere quei disegni in maniera neutrale avrebbe dovuto impedire che venissero realizzati!
    Definire “onesto” chi ha dimostrato ampiamente la sua malafede ideologica è davvero ridicolo, oltre che patetico, il progetto di Gregotti & co. ha fallito perché era un fallimento in partenza, e scaricare le responsabilità ovunque tranne che sui progettisti è vergognoso, Lucci nella sua intervista è stato un grande, perché ha portato Gregotti a sbugiardarsi da solo.
    Quanto al patetico processo alle intenzioni che mi fai, ti dico che innanzitutto non definisco falsamente i miei progetti come la “nuova Gerusalemme”, e quando progetto lo faccio come se dovessi costruire a mie spese e per me stesso, quando progetto non lo faccio per mettere la mia firma sul territorio, semmai lo faccio pensando di completare l’ambiente in armonia con esso, ovvero in maniera totalmente diversa dagli “archi-guru” che si autoproclamano “poeti”, realizzando i loro sogni ideologici che, regolarmente, divengono l’incubo di tanta povera gente.
    Guarda caso questo problema si è verificato solo con l’avvento del modernismo, ci hai mai riflettuto?
    L’architetto ha una enorme responsabilità su quella che sarà la condizione di vita della gente, questo è il motivo per cui per me la Sociologia ha un’importanza decisamente maggiore rispetto alle stupide idee di quegli architetti che rintengono indispensabile mostrarsi “moderni” e/o contemporanei confondendo l’idea di modernità con quella di “modernismo”, che è una visione parziale ed ideologica della prima.
    Se gli archi-cialtroni che hanno fatto la loro fortuna negli anni ’60, ’70 e ’80 abusando a proprio piacimento di città e territori in nome di una fantomatica modernità e di un falso liberalismo avessero avuto la stessa sensibilità oggi non staremmo qui a criticarli, ma lo facciamo nella speranza che almeno, prima della fine dei loro giorni, provino vergogna!

  5. stefano nicita ha detto:

    Fa piacere vedere che anche trasmissioni televisive si occupino di urbanistica, per così dire. Fa meno piacere che si usino toni e domande provocatorie prive di senso e qualunquiste. Tornando a Gregotti e allo Zen, mi sembra che l’idea di ricostruire il tessuto di una città tradizionale con strade così strette in un quartiere socialmente problematico sia una scelta piuttosto folle, per non parlare del linguaggio architettonico indigesto utilizzato. L’errore principale di questi quartieri è non aver considerato con attenzione l’attacco a terra degli edifici e l’uso degli spazi comuni. Ma non è solo un problema italiano. Il discorso sulla manutenzione è un falso problema ed è applicabile a gran parte dell’edilizia pubblica a grande scala realizzata in quegli anni in Italia e non è una colpa specifica di Gregotti, ovviamente. Basta girare un po’ per il territorio italiano per vedere quanti luoghi privi di manutenzione esistono.

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