ALLA FACCIA DEGLI ARCHITETTI … LA CITTA’ CE LA FACCIAMO DA SOLI …

Pietro Pagliardini commented on PARCHEGGIARE SOTTO CASA … SUL MARCIAPIEDI … UN SOGNO …

“Altro che blasfemia, Manuela, quest’idea è geniale nella sua normalità. Il fronte a destra, lo stesso di un precedente post ribaltato, rapportato alle forme classiche, ma non tutte auliche, della città ideale, è appunto architettura minore e dimostra come l’impianto urbano sia prevalente sulle architetture e soprattutto abbia il dono della permanenza nel tempo. Quelle case più modeste potranno sempre essere migliorate, modificate, trasformate, ma in assenza di quella strada non c’è architettura che tenga. Per lo stesso motivo le borgate abusive e quasi tutti gli impianti spontanei, quali molte favelas indiane e brasiliane, sono infinitamente migliori della stragrande maggioranza dei piani progettati negli ultimi 60 anni. Bravissima Manuela, grande intuizione e sensibilità
Pietro

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1 Response to ALLA FACCIA DEGLI ARCHITETTI … LA CITTA’ CE LA FACCIAMO DA SOLI …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Caro Professore, vista la situazione in cui versa l’Italia e l’Europa, anzi l’Italia vessata dall’Europa, credo proprio che dovremmo ricominciare a fare da soli, non solo e non tanto le case e le città, ma tutto, qualsiasi attività, mandando a quel paese le leggi, sia quelle europee che quelle italiane, che quelle regionali, che quelle provinciali, che quelle comunali, che quelle…… Se non ci liberiamo da questa prigione burocratica siamo finiti, annientati. Ho detto ricominciamo ma ho sbagliato, visto che per la mia generazione che è figlia del boom del dopoguerra e non attrice, sarebbe più corretto dire, cominciamo.
    Ma lo sa che se volessimo trovare ingegneri e architetti da mandare nelle zone terremotate per fare fronte ai tantissimi casi di cittadini che vogliono consolidare e/o adeguare la propria casa danneggiata ma non distrutta e non trovano i tecnici nel posto, giustamente impegnati nei sopralluoghi, pare che non si possa fare perchè tutto deve passare dalla Protezione Civile? E il nuovo capo della Protezione civile ha detto in TV che non si può fare niente perchè prima bisogna capire e prendere provvedimenti, cioè leggi immagino. Ma quali leggi devono fare ancora? Hanno fatto una legge sismica sconclusionata dopo il crollo di San Giuliano quando ce ne era già una che funzionava, e adesso ne vorrebbero fare ancora un’altra? Dopo ogni emergenza segue sempre una nuova legge.
    Si negherebbe quindi la libera scelta di tornare alla vita a quei cittadini che non chiedono sovvenzioni, vogliono fare da soli, con risorse proprie e/o con i mutui. Desiderano tornare nelle proprie case messe in sicurezza. Sarà un loro diritto, magari anche quello di restarci sotto? Questo è un paese che vuole tutti vivi per legge ma in realtà vive di morte e aspetta che si consumi il cero fino a spegnersi.
    Ho letto nel sito dell’Ordine Archittti di Arezzo che i tecnici volontari devono avere fatto un “corso di formazione” ed essere scritti negli appositi elenchi della Protezione civile. Non basta quindi la laurea e l’esame di stato, e qualche anno di esperienza, occorre anche il “corso di formazione”. Immagino sia per le perizie statiche, ma varrà anche per i consolidamenti o gli adeguamenti sismici? Boh?
    E non organizzeremmo una operazione da sciacalli ma vorremmo che a ciascun ingegnere (molto meglio che gli architetti specie per il c.a., dato che è già zona sismica) fossero assegnati massimo due lavori e vorremmo che lavorassero a solo rimborso spese o, se lo desiderano, gratuitamente. Vorremmo cioè dare un contributo in termini di lavoro e basta. Sarà considerata concorrenza sleale? Non so se troveremmo colleghi disponibili ma il fatto è che se non si chiarisce se sia possibile, nemmeno ci mettiamo a cercarli.
    E’ devastante questo lento suicidio collettivo. Meglio a questo punto una fine repentina per un nuovo inizio.
    Dunque il suo titolo è profetico quanto a speranza, ma temo sarcastico quanto a realtà.
    Saluti
    Pietro

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