UN NUOVO ORDINE ARCHITETTONICO …

Giancarlo Galassi :G commented on Understatement piacentiniano …

“Non ammettere ancora un nuovo ordine architettonico.

Leggevamo di Piacentini: «Per me è questo il vero sbocco dell’architettura contemporanea: vedere dov’è il problema, scovarlo, e farcisi davanti senza pregiudizi, senza partiti presi: studiandolo per quello che è, e risolvendolo scientificamente, tecnicamente e con idee. Idee quindi, più che razionalismo. Idee, e non puerile e sterile controllo su ogni elemento esterno perchè corrisponda matematicamente alla struttura interna.»

Guardando l’edificio in figura delle due l’una: o alle parole non seguono i fatti (come scrivevo) perchè siamo noi, maleducati alla Giulia Quaroni, abituati a fare standing ovation a Fuksas e alla sua pennellessa, a cercare e ad attendersi da un’ “idea” in architettura una “meravigliosa trovata”, un colpo di teatro. Oppure occorre capire quale sia la coerenza di questa frase con quest’altro passaggio:

«Perchè dunque, per un palazzo di una banca, che vuole essere signorile, io dovrei rinunciare al travertino dorato, ai marmi apuani, e costruirla, anche apparentemente, con il sordo e malinconico cemento armato?
Pluralità dei materiali, infinita varietà dei temi non ammettono ancora un nuovo ordine architettonico.
Se debbo costruire in una via del centro di Roma un palazzo a quattro piani, con finestre proporzionate alle stanze che debbono illuminare, non posso immaginare una facciata tutta di vetro e cemento armato.»

Non ammettere ancora un nuovo ordine architettonico.

Sembra di sentire, in replica alla polemica del tetto piano tutto giustificato tecnologicamente dai moderni nel nome del catrame e dei nuovi materiali da costruzione, Tessenow che riporta la questione all’architettura e alle sue forme: fare o non fare il tetto, mettere o non mettere, perchè si è sempre fatto così, una piramide irregolare su un parallelepipedo per isolarlo da acqua e freddo.

E le idee? Le buone idee?

Sono tutte in quel riscrivere per la seconda volta e forse definitivamente il linguaggio rinascimentale del palazzo romano dopo che l’architettura umbertina l’aveva recuperato per i suoi casamenti residenziali borghesi? Stavolta per costruire di Palazzi P-maiuscolo in cui alloggiare di nuovo il potere, i nuovi poteri dello stato?
Il confronto con l’edificio vicino, senza che perda tempo in descrizioni, è facile da fare.
Basamento, elevazione, unificazione e chiusura ci sono tutti e ci sono tutti gli errori antifunzionali che da Domenico Fontana tormentano questo tipo di edifici come la campata rigirante delle finestre che piazza due aperture, di cui una inutile, sulla stessa stanza d’angolo.

La buona idea è nel come sono modernizzati gli elementi della facciata? Nella squadratura delle cornici? Nel negativo delle mostre delle finestre? Nello spostare il piano nobile al terzo piano in modo da poter avere una gerarchizzazione più complessa dei vani interni destinati a uffici? Nell’arretramento di un ulteriore piano oltre la cornice di chiusura per destinare ambienti a residenze o a uffici particolari?

Sono queste le buone idee?
E’ understatement neoneorinascimentale oppure buona e vera architettura perchè della sua storia l’architettura è fatta come è stata fatta di mattoni ed è fatta oggi di cemento e catrame?”

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2 Responses to UN NUOVO ORDINE ARCHITETTONICO …

  1. emanuele arteniesi ha detto:

    Occorre darsi una seria regolata… Questi mattoni queste pietre sono state apparecchiate a Roma nel 1936, cosi´ come fondazioni, strutture di elevazione, finimenti, impianti. Cosi´ come e´ stato organizzato il cantiere, sono stati fatti magari sondaggi, si sono coordinate le imprese di fornitori e esecutori, ecc. ecc. Nel 1936 siamo appena reduci da anni di ricerche e realizzazioni in cui tutto cambia. Le pietre di rivestimento delle Poste costruite in Italia pochissimi anni prima sono per la prima volta sottili lastre in via di standardizzazione montate per la prima volta in Italia spesso su strutture per la prima volta in telaio di cemento armato. Solo per l´uso nuovo ed economicamente proficuo delle pietre italiane, il cui mercato nei primissimi anni trenta era in crisi per via delle lavorazioni tradizionali troppo costose, CNR, sindacato ingegneri, architetti, lavoratori pietre e marmi, passano anni a studiare la questione. Nel 1936 siamo appena reduci dalla grande esperienza della costruzione della nuova citta´ universitaria di Roma in cui praticamente niente e´ piu´ come fino a pochi anni prima in Italia. Dopo alcuni anni di studio delle realizzazioni di edifici universitari tedeschi, francesi, svizzeri, olandesi, qui la scuola di architettura di Roma, Piacentini e lo studio tecnico del consorzio, organizzano progettazione, appalti, lavorazioni, organizzazione del cantiere, inediti documenti come il preziario dei materiali e delle opere. Si selezionano le migliori imprese produttrici di elementi costruttivi, di impianti, di infissi. Se ne usa il materiale per la prima volta ad un livello di perfezionamento che si intende anche divulgare, in primo luogo proprio presso la scuola di architettura dove tutti i campioni sono raccolti. Piacentini nel 1936 era il piu´ moderno degli italiani, anche grazie alla preziosa collaborazione del Minnucci ricercatore e redattore di pubblicazioni tecniche girovago. Del 1936 e´ la pubblicazione del Minnucci del libro Scuole, con introduzione di Piacentini, un manuale eccezionale per la ricchezza della documentazione illustrata a seguito dei viaggi in mezza europa. Pagano che passa per modernista nel ´36 fa la mostra sull´architettura rurale, cosa che il centro studi di tecnologia edilizia della scuola di Roma aveva in programma di fare nel 1931, con Dagoberto Ortensi, coordinato da Minnucci e Piacentini. Insomma di idee ce n´erano talmente tante, ma tante e tanti erano i personaggi coinvolti… che quasi mi commuovo

    • emanuele arteniesi ha detto:

      A proposito del programma di mostre pubblicazioni e ricerche del ´31 del Centro studi di tecnologia edilizia di Minnucci, col patrocinio di tutta la scuola di Roma, con Giovannoni, Piacentini, Milani, Foschini, e dei sindacati architetti di Calza Bini e degli ingegneri di Edmondo Del Bufalo. Bisogna ricordare che la scuola di Roma e i suoi programmi erano praticamente direttori di tutte le altre sedi italiane. Pagano che nel ´31 fa parte del comitato tecnico per le pubblicazioni, conosceva perfettamente il programma e anche il tentativo di realizzare la mostra sull´architettura rurale. Tutto duro´ pochissimo per quanto riguarda lístituzione del Centro di Minnucci in quanto lo scandalo della seconda mostra MIAR di Bardi rovino´ i rapporti con i patrocinatori Scuola di Roma e Sindacati. Ma da li´ la collaborazione tra Minnucci e Piacentini continuera´ nelle realizzazioni della citta´ universitaria e dell´ E42. Si legga la Casabella di Pagano sul Palazzo degli uffici dell´Ente E42 per capire di che tipo di modernita´ stiamo parlando. In copertina c´e´ una foto della centrale termica dell´edificio e non una sua vista d´insieme.

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