PRATO VERTICALE … IL MIRACOLO DI SANTA EMERENZIANA …

 

Il palazzo commented on ORIBBILE

“Non so se la nuova stazione di Piazza Annibaliano sarà orribile, o solo brutta. Ma più che l’arroganza di simili progetti, quello che mi stupisce maggiormente è la totale stoltezza di questi contemporanei che per mettere del verde su una parete, ci appiccicano un bel pratino a metraggio come hanno fatto a Sant’Emerenziana.
Non siepi, né rampicanti, un tipo di verde che probabilmente richiede troppo “tempo” al contemporaneo, che tipicamente non va oltre il pratico ulivo invasato… ma un ridicolo prato da srotolare e “impecettare” che non resisterà più di qualche giorno, o forse, grazie a pioggia o passanti, non più di qualche ora dopo le foto di rito.
http://www.imageshack.us/photo/my-images/546/dsc03132g.jpg/
http://imageshack.us/photo/my-images/72/dsc03133j.jpg/

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3 Responses to PRATO VERTICALE … IL MIRACOLO DI SANTA EMERENZIANA …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Ironia della sorte: la famosa frase di Wright “Un medico può seppellire i propri errori, ma un architetto può solo consigliare al cliente di piantare dei rampicanti” qui, come in molti altri progetti analoghi finiti poi con prato sintetico, ha subito un vero ribaltamento dato che l’errore sta proprio nel “rampicante”.
    E’ noto che non funziona e che non resiste ma quand’anche con massicci interventi manutentivi riuscisse a sopravvivere, che razza di natura sarebbe se il prato rasato verticale non esiste in natura?
    Non c’è proprio niente di ecologico, è nulla più che un abito alla moda, solo che è di qualche stagione fa.
    Ma poi, perchè coprire quella bella chiesa con un muro, verde in sovrappiù? Ma che ha l’ingresso di sguincio? E’ chiaro già da questo che la piazza sarà orribile e non solo brutta.
    Rimane però sempre vera la frase di Wright, provata sulla mia pelle: riuscirò a vedere un rampicante che copra una parete alta13 metri venuta male? Se accadesse potrò definirlo, a posteriori, un progetto eco-bio-sostenibile!!!
    Pietro

  2. liuk ha detto:

    il problema è che iniziano i lavori -in questo caso a servizio della metro, ma non ci è dato da sapere per che cosa, visto che le fermate sono 500 m prima a piazza annibaliano e 500 m dopo a piazza palombara sabina- e non si sa nulla di quello che uscirà fuori alla fine. e poi ci ritroviamo questo capolavoro. comunque per tranquillizzare, per modo di dire, Pietro, questa volta non si tratta, almeno da quel che ho visto passandoci quasi tutti i giorni, di uno sghiribizzo architettonico totalmente arbitrario, ma di un volume tecnico (ad occhio e croce direi di circa m 10x10xh2), piazzato in mezzo all’ex giardinetto, e da coprire in qualche modo, in questo caso con il pratino verticale. Quando poi tornerò a casa del mio caro amico che abita lì in piazza al quarto piano e mi affaccerò al balcone da cui sembra presa la splendida foto con la chiesa, viale eritrea e la meravigliosa curva del “più bell’intensivo di Roma” (parole del titolare del blog, corso di storia 2° annualità anno 1999-2000), di cesare pascoletti, allora vedrò che razza di impianti, griglie o sfiatatoi nasconde quella roba.

    • ale ha detto:

      sono convinto che messaggi di questo genere dovrebbero essere quantomeno suffragati da una conoscenza reale della materia in oggetto. In effetti sarebbe bastato semplicemente documentarsi anche su internet per verificare che il verde verticale può essere già considerato una filosofia alquanto al passo con i tempi e non semplicemente un rimedio alla costante cementificazione della nostre città. Si tratta comunque e sempre di tecnologie che, se ben realizzate è ovvio, sono in grado di focalizzare l’attenzione verso nuove “dimensioni” solitamente trascurate dai progettisti e soprattutto operatori del verde. Personalmente lo ritengo un’ulteriore strumento in possesso ad ogni buon progettista…….che magari abbia voglia di cercare un’alternativa alle solite siepi di alloro o rinchospermum che puntualmente compaiono al termine di ogni buon cantiere.

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