Ecco il ponte della Scienza sarà inaugurato a maggio
stiamo diventando la città dei ponti inutili …
dopo il ponte della musica …
ecco il ponte della scienza …
altri soldi buttati nel cesso …
un’opera fasulla …
che serve solo a coprire in maniera surrettizia un impiccio urbanistico senza capo né coda …
e invece il ponte che dovrebbe chiudere la circonvallazione non si farà mai …
“urbanistica romana” …






A me rimorde la coscienza ogni volta che, per spostarmi dalla zona Est all’EUR, debbo passare per l’Acqua Santa, Via Appia Pignatelli, Via Appia Antica, Basilica di San Sebastiano/Circo di Massenzio oppure Porta Latina, Porta San Sebastiano, Via delle Mura Latine oppure Quarto Miglio, Via di Tor Carbone, Via di Vigna Murata oppure Via delle Capannelle, Via di Casal Rotondo, Via di Torricola, Via Ardeatina oppure ecc. ecc. Si capisce, soltanto dalla toponomastica dei luoghi attraversati (torri, casali, consolari, porte urbiche) ogni giorno e”obtorto collo” da migliaia di autovetture (alla faccia del Parco ipotizzato, di Antonio Cederna e di tanti altri “Romanisti”) qual’è l’importanza archeologica, storica, paesaggistica di questo Museo all’aria aperta. Si comprende inoltre la causa dei crolli e delle lacune sempre più estese delle vetuste mura che fiancheggiano vie millenarie ridotte a strade di scorrimento per modeste berline sempre più veloci, SUV sempre più sfacciati e pesanti fino agli orripilanti ed elefantiaci Bus turistici che passano a due passi del minuscolo Quo Vadis come il Costa Concordia osò passare a due passi dagli scogli dell’Isola del Giglio. Invece mi commuovono, tanto che scenderei per stringere loro la mano, ringraziandoli per l’amore che li spinge a pericolose camminate rasente i muri per evitare di essere investiti, quei pochi ed eroici turisti in visita alla “Regina Viarum”. Come si potrebbe metter fine a questa vergogna? Con un’operazione analoga alla “Galleria GIOVANNI XXIII” che, sottopassando Monte Mario, ha risolto moltissimi problemi viari di quel quadrante di Roma. In questo secondo caso, proseguendo Via di Subaugusta, un bel nome antico sostituito dal nome di un vecchio politico passato remoto e quindi ora chiamata Via Palmiro Togliatti, sottopassando Cinecittà, l’Acquedotto Claudio, Via Appia Nuova, Quarto Miglio, Via Appia Antica, e collegandosi, uscendo all’aperto, con Via di Vigna Murata, si salvaguarderebbe tutta la vasta area archeologica. La mia visione non ha niente di originale. Per esempio mi ricordo che già un certo Pietro Giubilo, Sindaco di Roma nel lontano 1988, uno che non ha lasciato un gran ricordo di se, avesse inserito nel suo programma tale progetto di sottopasso e mi ricordo altresì una, posso dire?, furibonda opposizione all’dea. Il motivo? I soliti: No-Sottopass, No-Tav, No-Pont sullo Strett, No-L’accident che se li Spacc! C’è sempre un “ben altro” da risolvere, il “ben altro” in cui affogano e si nascondono “ben altri” interessi. E noi stiamo sempre qua, immobili mentre il mondo ci scorre via sotto i piedi. Mentre altri popoli, posti davanti a scelte economicamente gravose, si pongono il problema con un pensoso “So’ Soldi!”, noi reagiamo, con superiore albagia, con un sonoro “So’ Cazzi!”. Siamo bravissimi a dividere il capello in sedicesimi, Anzi!, per molti è una notevole fonte di guadagno e visibilità. Intanto, per esempio, Istanbul sta attrezzando una linea Metro che unirà Europa e Asia sottopassando il Bosforo come il tunnel che, sottopassando la Manica, unisce l’Isola albionica al Continente e come ecc. ecc. in giro per il mondo. Come dice il Professore e come direbbe il grande H.B.: “E’ l’urbanistica romana, bellezza!”
Ma l’importante è che si muova il Capitale…. con i soldi pubblici. E poi la storia, quella storia, a Roma comincia col Piano del ’62, la Legge Sullo…ecc.l’Asse attrezzato….o non sarà pure quella colpa ( ? ) dei no-TAV ? O non è percaso che ci ritroviamo con un’imprenditoria stracciarola che si ingozza con i soldi pubblici senza fare le opere o farle male o farne di inutili come in Val di Susa. A Giubilo poi, non gli potevi mettere in mano manco un triciclo, figurati una città. Forse è per quello che trovò tanta opposizione.
A tal proposito
http://www.paesesera.it/Inchieste/Venticinque-protagonisti-raccontano-la-citta-del-futuro/Pietro-Giubilo
Ma allora tutte le strutture abbandonate, le stazioni arrugginite, i soldi spariti, i conti truccati e i costi gonfiati che tanto hanno fatto bene agli imprenditori romani in quei Mondiali, sono un’invenzione dei comunisti ?…….Sempre loro !