Giancarlo Galassi commented on CANTONATE ROMANE …
“Prendiamo la frase e cancelliamo una parola (sperando che l’html del blog l’accetti):
“L’ambiente (romano) è formato da una congerie di piccole case senza nome, accumulate nel corso dei secoli, dalle riedificazioni che la città ebbe dal Rinascimento in poi, e in modo speciale è costituito dagli innumerevoli esemplari di architettura minore dell’epoca detta barocca: opera quasi sempre di maestri modesti e ignoti, ricca di fogge, variata nei dettagli, ingegnosa nelle soluzioni … “
ed ecco che in maniera semplificata possiamo spiegare il tentativo scientifico fatto dal Muratori, a fronte della contemporanea opzione romantica neorealista anche questa romana e non dimenticabile seppure meno significativa per il progetto moderno (a mio parere) alla distanza di due generazioni, e proseguito dai suoi migliori allievi che a partire proprio da una tradizione architettonica peculiarmente romana è stato ampliato a tutto il territorio italiano (Giannini a Genova, Caniggia a Como e poi con Maffei a Firenze, Maretto a Venezia, i Bollati in Calabria, Vaccaro in Toscana ecc… e dopo di loro i più giovani che hanno studiato decine di centri minori) dandogli la consapevolezza di un metodo che è prima di lettura e poi di progetto dell’architettura, un metodo che da Roma (lo ribadisco che sembro un fissato monomaniaco perchè mi sono fissato da monomaniaco – però magari mi passa – nella convinzione che ci sia un genius loci anche della teoria e della didattica) ha trovato conferme fino in Giappone (e magari pubblicherò prima o poi nel blog gli studi degli insediamenti giapponesi fatti con il metodo caniggiano all’università di Osaka – se non sbaglio città che non ho la dispensa sottomano. Da Roma a Osaka e ritorno).
Un ampliamento teorico non solo in senso geografico, Muratori stesso l’aveva esteso a tutto il pianeta, ma anche a scale strettamente disciplinari: alla scala urbanistica con gli studi di Cataldi e alla scala dell’architettura degli interni e del dettaglio, proprio quelli argomentati da Muratore con i testi della Regazzoni.”





