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“In soli vent’anni abbiamo distrutto più del 90% dei vecchi edifici.” …
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Dal Comunismo maoista al Comunismo capitalistico, distruggendo il tessuto urbano antico, retrogado e vecchio secondo gli amministratori, e nascondendo dietro il paravento del progresso che non può fermarsi, la prima ragione, il profitto per pochi (eletti) politici e imprenditori miliardari. Il Comunismo 2.0, applicato anche in Russia, nonostante le apparenze.
Bucature a pene di segugio. Tagli incomprensibili. Calcestruzzo come se piovesse.
Lì’irrazionalità è eletta a sistema e sembra inutile sottilizzare: l’arte, come un altri attributi fisici, non vuole pensieri.
Disorienta è vero; ma il muro , che si intuisce paccuto e murato con umili materiali, di recupero, è consustanziale alla naturale imprecisione di contadini strappati alla gleba (…fenomeno ricorrente ad ogni latitudine…), salva tutto e genera entusiasmi; innalza peana alla memoria come se si esumasse un reperto di inimmaginabile importanza.
Abituati al peggio, al flatus vocis che accompagna, immancabilmente, concetti come leggerezza, trasparenza ed altre amenità, ci accontentiamo prontamente.
Rat Krespel ha fatto scuola…..
P.S.
Sorvoliamo pure sulle altre opere illustrate nel curriculum… Scatole, scatolette, scatoloni fuori piombo strappano il sorriso anche al muratore più accondiscendente e improvvisato.