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3 Responses to

  1. Vincenzo CORRADO ha detto:

    io avrei osato il blu oltremare….

  2. giancarlo galassi ha detto:

    Ah! L’ora della verità.
    E’ quest’immagine che volevo!
    Mi ci sarei giocato una palla che lo stato anteriore al restauro 2007 fosse questo!

    E’ facile immaginare che il nostro Omissis del XXI secolo abbia ripristinato non lo stato originario della Villa ma un restauro successivo eseguito nel XVIII o XIX secolo, periodi in cui è iniziato ad andare in tilt, soprattutto nelle aree culturali periferiche, il linguaggio architettonico. E non ha avuto tutti i torti il Movimento Moderno a usare addirittura come aggettivo dispregiativo i prodotti di quelle epoche.

    Non è mica detto che un lavoro, perchè eseguito da un architetto di 200 anni fa, sia sicuramente un’operazione corretta quando l’esito è mandare a gambe per aria un intero organismo architettonico.
    Di archicefalici è strapiena la storia dell’architettura.

    [Vogliamo aprire una discussione sul valore odierno di Palladio?]

    Se c’è una cosa che ci ha insegnato sempre il Movimento Moderno, in barba a chi vorrebbe rispristinare un stato ante 1920, è uno sguardo non romantico e non riverente sulla storia – che poi naturalmente può arrivare ad eccessi risibili ma è il rischio o lo spasso della vita.

    E qui forse (spero di no), per quanto detto, scatenerò, immagino, una valanga polemica in merito alla libertà del restauratore di decidere il “com’era quand’era” e della cultura degli interlocutori con cui si deve confrontare al Ministero.
    Libertà sua e libertà archicefalica di criticare mia.

    Mi sembra comunque che un occasione da un milione di Euro (sembra di parlare al Signor Bonaventura) per fare di un architettura un capolavoro, sia andata in fumo in nome di uno scimmiottamento parascientifico.

  3. paolo di caterina ha detto:

    C’è di più, caro Galassi!

    Lo stato anteriore all’attuale restauro ha una sua logica: ad esclusione della fascia basamentale, erano state intonacate e dipinte di giallo anche le cornici in piperno; si trattava, dunque, di una scelta fondata su di una chiara ideologia culturale!

    L’attuale restauro è, invece, il prodotto di una cieca ed illogica ignoranza.

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