-
Avviso
La biblioteca e l’archivio sono aperti al pubblico su prenotazione in osservanza delle norme anticovid.
Contatti:
E-mail: centrostudigm@gmail.com
Tel: +39 347 1095386
Indirizzo: via Tevere, 20 – 00198 Roma
Orari: lun – ven dalle 09.00 – 15.00Classifica Articoli e Pagine
- Antonio Michetti … “Dal Pantheon … alle vele di Meier” …
- Nil difficile volenti …
- VINCENZO FASOLO ... FINALMENTE PUBBLICATO IL CATALOGO ...
- Alte spectat sidera ...
- Antonio Michetti ... due Lezioni ...
- Caltacity … un vero e proprio … “monumento moderno” …
- LE ROSE DI PALIZZI ...
- Michelucci … una casa … una capanna … (1)
- A PROPOSITO DI SPAZIO SACRO ...
- ARCHITETTURA BUONA COME IL PANE n.18: TEATRINI DELL'ARCHITETTURA ...
Commenti recenti
- Lazio su AUGURI DARIO!
- Mauro Risi su AUTOBIOGRAFIE SCIENTIFICHE. Marco Petreschi “L’arpa Birmana”. 22 giugno 2023.
- Franco ansrlmuvvi su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
- Claudio De Santis -architetto su Un ricordo per Paolo Portoghesi di Franco Purini
-
Articoli recenti
- VENTURINO VENTURA (giornata di studi) al Centro Studi Giorgio Muratore 17 aprile 2026
- Presentazione del volume: “FRANCO PURINI. DISEGNI DI INVENZIONE 1964-2024” venerdì 15 maggio, presso la Curia Iulia, alle ore 16:30.
- Venerdì 17 aprile dalle 17:30 vi aspettiamo per un incontro di studi su VENTURINO VENTURA, al Centro Studi GM.
- Al Centro Studi GM. PRESENTAZIONE del volume “THE OTHER ROME” curato da Jean-Francois Lejeune 13 febbraio 2026.
- Al Centro Studi GM. PRESENTAZIONE del volume “THE OTHER ROME” curato da Jean-Francois Lejeune
Archivi
Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.





io avrei osato il blu oltremare….
Ah! L’ora della verità.
E’ quest’immagine che volevo!
Mi ci sarei giocato una palla che lo stato anteriore al restauro 2007 fosse questo!
E’ facile immaginare che il nostro Omissis del XXI secolo abbia ripristinato non lo stato originario della Villa ma un restauro successivo eseguito nel XVIII o XIX secolo, periodi in cui è iniziato ad andare in tilt, soprattutto nelle aree culturali periferiche, il linguaggio architettonico. E non ha avuto tutti i torti il Movimento Moderno a usare addirittura come aggettivo dispregiativo i prodotti di quelle epoche.
Non è mica detto che un lavoro, perchè eseguito da un architetto di 200 anni fa, sia sicuramente un’operazione corretta quando l’esito è mandare a gambe per aria un intero organismo architettonico.
Di archicefalici è strapiena la storia dell’architettura.
[Vogliamo aprire una discussione sul valore odierno di Palladio?]
Se c’è una cosa che ci ha insegnato sempre il Movimento Moderno, in barba a chi vorrebbe rispristinare un stato ante 1920, è uno sguardo non romantico e non riverente sulla storia – che poi naturalmente può arrivare ad eccessi risibili ma è il rischio o lo spasso della vita.
E qui forse (spero di no), per quanto detto, scatenerò, immagino, una valanga polemica in merito alla libertà del restauratore di decidere il “com’era quand’era” e della cultura degli interlocutori con cui si deve confrontare al Ministero.
Libertà sua e libertà archicefalica di criticare mia.
Mi sembra comunque che un occasione da un milione di Euro (sembra di parlare al Signor Bonaventura) per fare di un architettura un capolavoro, sia andata in fumo in nome di uno scimmiottamento parascientifico.
C’è di più, caro Galassi!
Lo stato anteriore all’attuale restauro ha una sua logica: ad esclusione della fascia basamentale, erano state intonacate e dipinte di giallo anche le cornici in piperno; si trattava, dunque, di una scelta fondata su di una chiara ideologia culturale!
L’attuale restauro è, invece, il prodotto di una cieca ed illogica ignoranza.