SALVIAMO IL SACRO CUORE …

SALVIAMO IL SACRO CUORE DI MARIA A TORINOFirmiamo.it

“Chiarissimo Professore,
la petizione predisposta dai parrocchiani del S. Cuore di Maria a Torino e messa on line con l’aiuto di Francesco Colafemmina sul sito firmiamo.it oggi, dopo essersi vista dedicare un appostio post con indicazione del link ed invito ad aderire sul sito Fides et Forma, ha raccolto in poche ore oltre 130 adesioni.
Mi permetto di contattarla,  ringraziandola per il molto che ha fatto sinora con le sue segnalazioni e chiedendole la cortesia di postare anche lei sul suo blog una segnalazione della petizione,  , con indicazione del link:

http://www.firmiamo.it/salviamo-il-sacro-cuore-di-maria-a-torino.

Ringraziandolasin d’ora per quello che potrà fare, le rivolgo gli auguri più fervidi di un buon  Natale.

Francesco Aimerito

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4 Responses to SALVIAMO IL SACRO CUORE …

  1. Grazia Biancardi e Guido Badino ha detto:

    Siamo parrocchiani del Sacro Cuore di Maria. Apprendiamo con stupore ed amarezza che la nostra parrocchia, ma più in particolare la piccola comunità dei Monaci Apostolici Diocesani che ne hanno la cura pastorale, sono oggetto di aspre critiche, talora espresse con insolita violenza verbale, non consona allo spirito cristiano di carità. Motivo dell’attacco è il progetto di adeguamento liturgico del presbiterio della chiesa parrocchiale. Tale iniziativa, approvata dai parrocchiani durante la riunione di Consiglio Pastorale aperto del 10/3/2008, nasce dalla volontà di rispondere, come già è avvenuto in molte altre parrocchie, alle direttive conciliari del Vaticano II per una liturgia più aderente alla realtà del Vangelo: Gesù istituisce l’Eucarestia al tavolo dell’Ultima Cena, strettamente circondato dai suoi.
    Non ci sembra uno “scempio” né un’operazione “oscena” proporre una celebrazione liturgica dell’Eucaristia senza barriere tra celebrante e popolo di Dio, tesa a creare vicinanza ed una più intensa partecipazione al sacrificio. Un’idea ben lontana da velleità di “modernismo” architettonico o di inclinazioni al “protestantesimo”. Dal punto di vista architettonico, anzi, ci pare molto significativo e geniale l’obiettivo progettuale di far emergere dal fondo verde cupo delle pareti e del colonnato il candore luminoso di tre elementi altamente simbolici e fondamentali dal punto di vista liturgico: l’ambone per la proclamazione della Parola, l’altare che evoca la presenza di Gesù, la croce gloriosa del Cristo risorto. Anche Ceppi aveva forse immaginato la statua di Maria risaltare con il suo candore nel buio del fondo.
    D’altra parte, progetto e conseguenti modifiche sono stati affidati ad architetti esperti del settore e sono state approvate dalla Curia e dalla Sovrintendenza. La documentazione relativa è visibile a tutti nella bacheca, al fondo della chiesa. Il progetto, ottenute le autorizzazioni, è stato presentato sul Bollettino Parrocchiale del 6/11/2011 ed è stato illustrato nel corso di un incontro pubblico il 20/11/2011.
    Siamo sempre più convinti che la critica condotta in modo così indegno al progetto sia un pretesto per attaccare i monaci diocesani, in quanto portatori di novità non solo in campo liturgico. Per questo vogliamo loro esprimere la nostra solidarietà anche in merito a tutte le iniziative volte ad aiutare la componente più debole della popolazione del quartiere (vedi “Casa Morgari”).
    Nello spirito di riconciliazione e di pace del Natale, porgiamo a chi ci legge i nostri più cordiali Auguri.
    Grazia Biancardi e Guido Badino

  2. Stefano Serafini ha detto:

    “D’altra parte, progetto e conseguenti modifiche sono stati affidati ad architetti esperti del settore e sono state approvate dalla Curia e dalla Sovrintendenza.”

    Ah, beh, allora stiamo a posto…!

  3. Simone ha detto:

    Ciò che toglie ogni credibilità a questo progetto di “adeguamento”, lasciando solo dubbi e profumo di ideologia, è il fatto che il Sacro Cuore di Maria sia GIA’ perfettamente adeguato DA DECENNI alle(peraltro molto vaghe) “indicazioni liturgiche” del Concilio Vaticano II come recepite dalla CEI nel 1996, in quanto già dotato di altare-mensa separato da quello a muro per permettere le celebrazioni versus populum. Non c’è un-motivo-uno che possa giustificare la spesa faraonica per costruirne uno nuovo al posto di quello esistente.

    Il progetto nasce come fortemente DIVISIVO della comunità, con minoranze aggressive che decidono per conto di altri. Dov’è la partecipazione attiva dal basso così reclamizzata da chi si fa portavoce, spesso a vanvera, del cosiddetto “spirito del Concilio”?

    Non si confonda infine la CARITA’ CRISTIANA con l’OMERTA’ per cortesia! Le opere di misericordia spirituale verso il prossimo prevedono la correzione fraterna, se necessario pubblica, dei fratelli che sbagliano, e il Vangelo ci ammonisce che se taceremo noi la verità, urleranno le pietre al posto nostro: mi pare una parabola quanto mai calzante nel momento in cui si vuole impedire un costoso e inutile scempio archiettonico.

    Ringrazio infine ancora una volta il prof. Muratore per aver dato spazio a questa sempre più triste vicenda.

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