DIVINAPROPORTIONE …

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17 Responses to DIVINAPROPORTIONE …

  1. mauro ha detto:

    Sublime armonia e proporzione. Perchè non c’è oggi un F. Di Giorgio…….?
    Ecco la grandiosià, quanto a proporzioni e armonia, di tanti edifici del Razionalismo italiano……Con buona pace di E.M.Mazzola.
    Ossequi
    Mauro

  2. aldo ha detto:

    cortona ? s. maria delle grazie al calcinaio

  3. Stefano Serafini ha detto:

    Ma secondo me questo piace anche a Mazzola…

  4. MAURO ha detto:

    Lei fa lo “gnorri” Serafini: è il Razionalismo (quei meravigliosi edifici secondo le regole armoniche, tracciati aulici etc etc….) che, forse, non piace a E.M.M.
    Saluti
    mauro

  5. Stefano Serafini ha detto:

    Mah, da quello che so, a E.M.M. non piace la distruzione del concetto stesso di decoro, la squadratura coatta, l’eliminazione delle scale minime, il fanatismo alla Sant’Elia, l’assolutizzazione della proporzione astratta che s’impone al contesto. Questo progetto qui sopra mi pare invece tutta una citazione rinascimentale, forse un omaggio allo stesso Michelangelo della Cappella Medicea. A me almeno piace per questo. Il Novocomum, per dirne una, invece no. Perché nelle idee senza carne si abita male, e alla fine ci si intristisce.

    Ma E.M.M. ha più competenza di me, e visto che è stato chiamato in causa, vediamo se ho sbagliato a prevederne un occhio benigno (sibbene corrusco!).

    • franco di monaco ha detto:

      Una risata la seppellirà…..
      Lei Serafini, visto che Ettore Maria Mazzola manda sempre tutti a studiare, dovrebbe tornare sui libri di storia dell’architettura (se non quelli universitari, vanno bene anche quelli economici usciti di recente con il Corriere, una notizia così la trova anche lì). Anche se credo che non siano i suoi studi, e si vede
      “forse un omaggio allo stesso Michelangelo della Cappella Medicea”.
      Michelangelo lavora alla Sacrestia nuova delle Cappelle verso il 1519/20, se non ricordo male. Francesco di Giorgio iniziò i lavori al Calcinaio intorno al 1485, pertanto al tempo dell’intervento di Michelangelo il senese RiPOSAVA DA MO’…..
      Saluti
      Franco di Monaco

      • Stefano Serafini ha detto:

        Ho scoperto che l’opera riprodotta era del 1485 poco dopo aver postato, tratto in inganno da un post che chiosava: “Ecco la grandiosià, quanto a proporzioni e armonia, di tanti edifici del Razionalismo italiano……Con buona pace di E.M.Mazzola”. Mi pareva un po’ strana per essere moderna… ma degli esperti tendo a fidarmi, e dandolo per assodato difatti l’ho definita una citazione rinascimentale.

        Ma evidentemente proprio non ci capiamo. Se le cito un brano di Duns Scoto dicendole: “Senti qua Knuuttila, o tu che ti permetti di criticarlo!”; e lei mi risponde: “Ma secondo me, a Ctonia, questo Knuuttila piace”, non mi lamento mica se lei ci casca. Né metto in discussione che lei possa parlare ragionevolmente di filosofia, visto che tutti abitiamo la filosofia come abitiamo l’architettura.

        Ex corde

    • franco di monaco ha detto:

      Dimenticavo, Serafini, le banalità scritte sul Novoconum.
      “Perché nelle idee senza carne si abita male, e alla fine ci si intristisce”
      Faccia così, vada a Como a vederselo, ci giri dentro; acquisti alcuni testi su Terragni (ne esistono diversi, non usciti sul Corriere…) e cerchi di capire l’edificio.

      Se va avanti così, dopo lo sfondone FdG-Michelangelo, tra un po’ arriverà a sostenere che Giuseppe citava Fuksas (considerato che quest’ultimo, nel costruendo palazzo della nuvola, orribile a mio parere, a roma sostiene di confrontarsi con il palazzo di Libera. Questo sì un autentico capolavoro, altro che la nuvola).
      Perdoni il sarcasmo.
      Saluti.
      FdM

      • ettore maria mazzola ha detto:

        caro Di Monaco,
        altro che sarcasmo, a discolpa di Serafini le faccio presente che Stefano non è nè un architetto, né uno storico dell’architettura, nè uno storico dell’arte. Tuttavia, dal “basso” delle sue due lauree in filosofia e psicologia, spesso e volentieri parla di architettura e urbanistica molto meglio di tanti nostri colleghi!
        Il suo errore (è davvero patetico vedere come siate in attesa di un passo falso da parte di qualche “salingarosiano” – come amate chiamarci) è stato dovuto all’assurdo post che pretendeva di parlare di razionalismo mostrando un’immagine che non ha nulla a che fare con il 900.
        La prossima volta, magari se la prenda anche con chi usa immagini inappropriate per portare avanti tesi senza senso e, magari, lo inviti a mostrare immagini che aiutino a convincerci che avete ragione voi piallatori della terza via.

  6. ettore maria mazzola ha detto:

    gent.mo Mauro,

    non so come tu possa arrivare a parlare di razionalismo tirando in ballo Francesco di Giorgio Martini,
    La Madonna del Calcinaio a Cortona è un gioiello di pura geometria, anni luce lontano dalla “pialla” razionalista. La le hai viste le lesene, le cornici, i capitelli, i timpani, le mensolette, ecc., o ti sono sfuggiti? Prova a piallare quei dettagli e, forse, otterrai un edificio razionalista, ma il risultato sarà sicuramente differente.
    Mostrami, ti prego, una chiesa razionalista che abbia uno spazio e delle proporzioni così sublimi e ti offro un caffè. Nella lista dei “terzisti” c’era pure Michelucci, perché non mi parli in certi termini della sua chiesa dell’autostrada già ribattezzata “Madonna del pit stop”?
    Serafini, come vede, ci ha preso in pieno! Io ogni anno a Cortona ci porto i miei studenti, spesso durante il field trip ci fermiamo anche alla chiesa di Michelucci .. anche se gli studenti ci chiedono il perché. Vada a ristudiarsi criticamente il razionalismo, non si limiti a leggere ciò che lo “storicista” autore del libro ha scritto, provi lei a scrivere in tutta onestà ciò che le passa per la testa, poi vediamo quanti edifici corrisponderebbero realmente alle regole armoniche e ai tracciati aulici.

    • MAURO ha detto:

      Egr. Mazzola, ho passato una mia estate, recente, a disegnare, disegnare e ridisegnare ancora, per scoprirne le regole proporzionali, la chiesa del Calcinaio (così come ho fatto per la chiesa di Urbino). Centinaia di foto e di immagini, Sa perchè?
      Volevo vedere se chi mi ha insegnato la composizione all’università, il progettare componendo, aveva ragione quando sosteneva che il Martini, pur muovendo dall’origine Brunelleschiana, aveva saputo reinventare l’intuizione spaziale del gotico senese che lo aveva preceduto, della sua terra; e come questo continuo reiventare, componendo spazi in armonia e proporzioni, sia il “filo” conduttore di molta composizione che ritroviamo nei “templi laici” di Terragni (ad es il Danteum o la casa del Fascio di Como). Variazioni compositive del proporzionare aulico.
      Il mio discorso sul rapporto, come le ho dimostrato sopra, tra il comporre secondo proporzioni era riferito al Razionalismo in senso più ampio; comunque non mi sottraggo alla provocazione del caffe. Si vada a rileggere – compositivamente e non ideologicamente – le splendide chiese di Giovanni Muzio e lì troverà tracciati proporzionali da vendere. Ancora: la chiesa dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, se lei rilegge in pianta ci trova un filo conduttore che va dagli schemi centrici di Leonardo, a quelli di Francesco di Giorgio o, più tardi di Giulio Romano, passando per Todi o Montepulciano. Cosa unisce Muzio, la chiesa dell’Eur ai maestri del 400/500 se non il variare componendo e le proporzioni. O no?

      Sia meno “presuntuoso” nel ritenersi l’unico che conosce la storia dell’architettura; gli esempi che ho citato parlano di composizione e non di portichetti, altane, cornici o bifore ricreate qui o là, pensando che sia il solo (il suo semmai) modo di progettare rispettando la storia.
      La saluto
      Mauro

    • ctonia ha detto:

      Precisazione per chi ama l’architettura e detesta la notte in cui tutte le architetture sono nere :-)
      Nella lista terzista non c’era Michelucci, ma una sua opera ben precisa.
      Così, per la precisione, pacatamente :-)
      baci
      c

  7. filippo de dominicis ha detto:

    La storia della pialla è interessante e divertente, ma mi pare assurdo pensare che il razionalismo possa identificarsi con quel periodo storico a cui fate spesso riferimento (quello di Terragni per capirci, vista la citazione), e piu in generale con UN periodo storico tout court. Sempre a proposito di pialle e razionalisti, lesene, cornicette, pareti, specchiature, modanature e geometrie… mi viene in mente Berlage, o Hoffmann, che insomma…ne potremmo parlare a lungo, ma non ne ho gli strumenti. Ad ogni modo… FdG non può aver citato Michelangelo.

    • ctonia ha detto:

      Filippo, ma il “metodo storico” dei salingarosiani E’ la pialla. Ma anche l’accetta, il machete, la mitragliatrice, il cannone… Al confronto, Zevi e Tafuri facevano una storia oggettiva.
      saluti!
      c

  8. filippo de dominicis ha detto:

    Tanto per essere chiari, e tornare al Razionalismo, quello italiano di Terragni, e alle p(i)alle di Mazzola…vorrei sapere la vostra su Palazzo Gualino, Torino, architetti Gino Levi Montalcini e Giuseppe Pagano, 1930.

  9. ettore maria mazzola ha detto:

    talvolta la presunzione non ha limiti. Del resto siamo abituati a leggere idiozie di ogni tipo che giustifichino, solo a parole, determinate teorie.
    In ogni modo se il gioco è nel voler ritrovare le origini della pialla modernista, invece di arrampicarvi sugli specchi e chiamare in ballo, oltre che Francesco Di Giorgio, anche San Gallo e Brunelleschi, andatevi a giardare l’interno del Tempio Canoviano a Possagno: lì troverete tutte le pippe mentali che hanno spianato la strada alle pialle!
    Rammento che non basta la simmetria (bilaterale) ma servono anche l’euritmia e la concinitas per avere un edificio i cui rapporti proporzionali possano risultare divini. La macroscala, senza la “micro” non ha alcun valore, questa è una delle ragioni per cui la teoria “frattale” portata avanti da Salìngaros è da ritenersi più che valida .. ma è ovvio che chi, in nome del consumismo applicato all’architettura, piace andare di fretta e limitarsi a disegnare le scatole “private degli orpelli” non potrà mai capire.
    Quanto alla puntualizzazione di Ctonia, lo so che citavi la stazione di Michelucci e non la chiesa, ma sempre di disegnatore di scatole si tratta!

    • Antonio C. ha detto:

      Scusate l’intromissione, ma qualcuno di voi conosce gli scritti, il pensiero e l’opera di Cesare Cattaneo (1912-1943) architetto, scomparso giovanissimo, pur se espressi parecchi decenni fa?

      Secondo voi è annoverabile, di botto, tra i “piallatori”?

      Per eventuali informazioni: Archivio Cattaneo, via Regina 43, 22012 Cernobbio (CO) e anche in internet.

      Saluti

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