SOTTOLANUVOLA …

… di Fuksas …

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20 Responses to SOTTOLANUVOLA …

  1. pietro pagliardini ha detto:

    A quando il varo?
    Pietro

  2. ctonia ha detto:

    Orribile monumento all’aria condizionata, all’impiantistica, all’acciaio rubato a migliori usi, al tirarsi su i calzoni con la gru, come diceva buonanima Leoncilli, alla vanità estrema della politica italiana e alla pari sua sublime ignoranza architettonica.
    Caro Pietro, per il varo aspettiamo Fantozzi (con nuvola annessa) e la contessa Tozzetti Mazzanti Viendalmare o come si chiamava… non ricordo più, chiedere a Dagospia.
    saluti
    c

  3. sergio43 ha detto:

    Ecco un altro oggetto per rendere Roma “più bella e più superba che pria”. Dopo la statua di Giovanni Paolo II e il Ponte della Musica, ecco la Nuvola! in rapporto alla quale, per leggerezza, il Palazzo della Civiltà del Lavoro sembra un grappolo di palloncini pronto a volare via nel vento.

  4. Stefano Serafini ha detto:

    …..tutti salingariani??? ;)

  5. aldo ha detto:

    si rosica, e sì che si rosica…

  6. Pietro Pagliardini ha detto:

    Ma cosa vuoi rosicare! Si rosica quando sfugge qualcosa a vantaggio di un altro, si rosica entro i confini del proprio territorio, ma qui manca proprio il contest.
    Si giudica con lievità o amarezza per il risultato: è molto diverso.
    Pietro

  7. giancarlo galassi ha detto:

    Architettura come nuvola o sasso (Hadid in Cina) o come un quadro o una scultura.

    Ma anche come città «analoga» come per Rossi a Modena o città «verosimile» per Krier o Marconi.

    Ruderi senza valore di «poetiche», intese alla Tafuri (Tafuri anni ’70 – poi su quel “valore” mi sembra che anche ci abbia ripensato – un po’ meno Dal Co).

    Un certo modo di intendere l’architettura come poesia per quanto possa essere valido sul mercato, mi sembra, mi sembra, purtroppo, riveli il suo vuoto “non” a rendere.

    Prima abbiamo consumato un patrimonio culturale nel XIX secolo rendendolo ridicolo con i revival. Più volevamo essere «storici» minore era il nostro contributo culturale alla società.

    Allo stesso modo oggi, nessuno escluso, ci sforziamo di essere «artisti», con il risultato di essere pedine per l’entertainment.

  8. Stefano Serafini ha detto:

    Bisogna pur dire che c’è chi prova a essere artista in buona fede, e chi invece… fa le nuvole. Quasi sempre la differenza è contrappuntata dalla grata risposta a molti zeri della Onorata Società dello Spettacolo, per cui si può dire che dal concettualismo, l’artista integrato si è oggi elevato alla consapevolezza critica (altrimenti detta paraculaggine) sul proprio ruolo nei confronti degli altri criceti.

  9. giancarlo galassi ha detto:

    Con due click in rete viene fuori:
    la nuvola vincitrice del concorso, quando l’architetto non si preoccupava di come sarebbe riuscito a farla volare, sarebbe dovuta costare 120 milioni di euro (240 miliardi).
    Poi consulatti ingegneri e project manager la base d’asta fu fissata a 277 milioni.
    Fuksas, ancora un anno fa circa, si vantava a Valle Giulia di aver azzittito quanti dicevano che non sarebbe riuscito a farla stare in piedi.
    A questi prezzi son buoni tutti! Ci si compra una montagna di acciaio!
    E infatti!
    Bella nevvero? E le gan te!!!
    Comunque, continuando le croniche cronache, il lavoro se lo è aggiudicato Condotte per 230.
    Lo finirà con tre anni di ritardo a 250.
    Ma che gli vuoi dire?

    CITTÀ: LESS AESTHETICS, MORE ETHICS
    7a. Mostra Internazionale di Architettura,
    Venezia 2000
    Direttore: Massimiliano Fuksas

  10. Stefano Serafini ha detto:

    Poi però i giornalisti parlano di schiena dritta, gli architetti di arte, i politici di “questo Paese”, ecc. ecc., magari una spruzzata di antiberlusconismo (l’equivalente contemporaneo della mesa domenicale di una generazione fa)… Ed è tutto così trasparentemente davanti agli occhi di tutti… che se uno dice qualcosa si sente anche un imbecille che fa aria intorno all’ovvio.

  11. liuk ha detto:

    all’epoca (1999? 2000?), in pieno boom delle archistar, mi ricordo grande rammarico e scandalo da parte di molti: doveva vincere richard rogers! con la sua nave sollevata dal suolo! lui sì che avrebbe saputo trasformare in realtà il progetto… fuksas non ci riuscirà mai a farlo con i suoi disegni immaginifici… ma per fortuna, se non ricordo male, visto che all’epoca lo incontravo spesso in un mitico corso opzionale di storia dell’architettura contemporanea 2, nella commissione del concorso c’era il nostro blogger preferito, che ci regalava gustosi aneddoti… fuksas, a suo modo interpreta e riprende il palazzo di libera (l’edificio-portale aperto con l’oggetto spettacolare al centro), bravo e furbo come lui a semplificare gli elementi in immagini e disegni chiari, forti e di facile impatto emozionale. poi certo il cantiere fa un po’ impressione, rivelando cosa ci sia dietro la presunta leggerezza (è l’architettura ufficiale degli ultimi vent’anni, bellezza…). basterà il rivestimento di teflon ad alleggerire il tutto? mah… mi sa che apparirà più leggero ed etereo il vecchio palazzo con la volta sospesa su 4 punti, con il virtuosismo chiaroscurale del rivestimento marmoreo, con i leggiadri fusi delle vetrate, con il riverbero abbacinante della terrazza-teatro in un giorno di limpido sole e, perchè no, anche con le colonne di granito…

  12. sergio 43 ha detto:

    Beh! A scorno di chi rosica, leggero è leggero! Fuksas lo tiene su con un dito! (Ma nei cantieri non dovrebbe essere obbligatorio tenere in testa l’elmetto? Altrimenti che succedeva? Gli si stropicciava la scriminatura dei capelli? L’ombra della visiera oscurava la solare vanità? Il Responsabile della Sicurezza era distratto oppure intimorito? Nei documentari su SKYTV, Megastrutture, Megaprogetti, tutto Mega insomma!, architetti e ingegneri, vuoi americani, cinesi, coreani, inglesi, Piano, mezzo mondo insomma, intenti a spiegarci i segreti di tanta immaginifica bravura, hanno tutti il regolamentare copricapo giallo, arancione o rosso in testa. Ah Innata serietà!… E vai che si rosica, si rosica!… Perchè questa nuvola, quando sarà finita e che, come detto dall’Autore stesso, è concepita, come tutte le nuvole d’altronde, a svanire nel corso del tempo, questo lavoro, orgoglio e vanto dell’ingegno italiano, come si diceva al varo degli ormai svaniti transatlantici, meriterà anch’esso, e glielo auguriamo di cuore, tre quarti d’ora di notorietà mondiale su Megastrutture! Senz’altro meglio del quarto d’ora di Andy Warhol…. Madonna! Come si rosica!) )

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Ahoo, sergio43, ha visto che appena lei si è lamentato della mancanza di elmetto, Fuksas nel post successivo se l’è subito infilato!
      Provasse a scrivere anche che non deve dire fregnacce politiche in televisione, hai visto mai che funziona!
      Saluti
      Pietro

      • Falso Cascioli ha detto:

        La prossima volta vogliamo Doriana con le scarpe antinfortunistiche e Muratore sul tetto con l’imbragatura!!

  13. Stefano Serafini ha detto:

    Eh, eh, eh! :) Meglio l’archirosicata (più elegante, intellettuale, e in fondo menefreghista) o la megarosicata (più greve, commerciale, latoucheana)?

  14. sergio 43 ha detto:

    That is the question!

  15. mauro ha detto:

    Da un’intervista al maestro Fuksas, circa la nuvola
    “Il cielo sopra la grecia: l’idea mi è venuta lì. Ho cercato di far convivere Borromini, Michelangelo e il pensiero razionale…Questa città non è solo il barocco di Borromini o il classicismo manierista di Michelangelo. E’ anche il pensiero razionale di Libera, autore dell’attuale meraviglioso palazzo dei Congressi dell’Eur, e dell’architettura romana tra le guerre. Ho provato a far convivere le due cose”
    SENZA LA “NUVOLA”, NON ERO RIUSCITO A COMPRENDERE COMPIUTAMENTE I TRE, ORA SI’, GRAZIE….
    SONO STATO PIU’ VOLTE IN GRECIA, MA UN’IDEA COSI’ STEPITOSA, MAI…..
    MA IO NON SONO FUKSAS, FACILE, NO!!!!!
    saluti
    Mauro

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