La vittoria alata …

 

da Isabella Guarini: …

“Ieri ho incontrato Eldorado. Mi aspettava  puntale all’angolo di Piazza Municipio con la  Banca d’Italia di Marcello Canino,  per darmi il calendario   dell’Ultimo dei Vietresi, un bel calendario-libro, con belle foto di ceramiche dal lato dei mesi e giorni e con il testo sul retro. Risalendo la  piazza massacrata dai lavori per la stazione della Metropolitana, riprogettata da Alvaro Sizanon si sa bene perché, ho intravisto Eldorado intento a leggere qualcosa rivolto  verso  Palazzo San Giacomo,  quel palazzo da cui è fuggito da capo staff  dell‘edilizia  bigotta, o mignotta o uh..morale. Non è dato saperlo. Ci accomodiamo bel bar, di fronte all’ingresso della Banca,  per un caffè e per la presentazione del calendario, ma inevitabilmente il discorso cade sulle impensabili dimissioni del capo staff edilizio,in sintesi: nun cià facevo cchiù.!!

Espressioni napoletane intraducibili che dicono tutto, senza lungaggini. Ce ne andiamo verso la Piazza Matteotti, altro luogo di architetture fasciste,  e critichiamo  la presenza di un maxi-cartellone pubblicitario che si oppone alla facciata del Palazzo delle Poste di Giuseppe Vaccaro, e che il Belfiore non è riuscito a far  togliere. Figuriamoci! Sulla sinistra vi é una folla urlante  di operatori della monnezza, ma noi non li sentiamo e forse nemmeno li vediamo, perché  Eldorado  mi pone un quesito  scultoreo. Mi chiede di riconoscere l’autoritratto di Canino nei pannelli in bronzo sulla facciata che rappresentano i mestieri, opera di Veroli, scultore che insegnava presso l’Istituto d’Arte Palizzi, quando l’architetturaera in sintonia con le altre arti.

Mi concentro con il naso all’insù, tra la folla, incuriosita, e individuo il pannello con due figure, una che  costruisce un muro e l’altra che ha in mano un rotolo. Eldorado mi fa stupire  nell’indicarmi  persino l’occhialino  che Canino portava,suo segno caratteristico.

Ammiriamo l’orologio elettrico alla sommità della colonna gigante mediana  nel vano d’ingresso  all’atrio  del Palazzo delle Poste e la trionfante statua della Vittoria alata avvolta  in un panneggio pre-informale, dice Eldo, meglio fotografarla di lato.Questa sì che è una donna!. Così abbiamo partecipato alla crociata per la difesa della dignità della donna, in anticipo!”

I.G.

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