La crisi della metropoli (No Expo) …

da Stefano Serafini: …

APPELLO PER IL WORKSHOP “LA CRISI DELLA METROPOLI”

– Domenica 10 ottobre – 10.30 –

STATI GENERALI DELLA PRECARIETA’

– Arci Bellezza – via Bellezza – Milano

Vivere la città in tempo di crisi stimola paura e speranza, sentimenti contrastanti che la massiccia propaganda dei “piani alti” della città concretizza attraverso la realizzazione di grandi eventi e grandi opere venduti come possiblità di crescita e sviluppo e come strumenti utili a combattere la paura della disoccupazione, della mancanza di reddito e servizi e della conseguente emarginazione sociale.

La grande opera è lo strumento con cui gli amministratori delle aree metropolitane pensano di rispondere agli attuali problemi del sistema economico-sociale metropolitano in questo paese.  Torino, Milano, Roma e Napoli non possiedono in pratica altra strategia se non quella del costruire enormi edifici a fianco di eventi di breve durata, anche a scapito delle decennali strutture produttive presenti sul territorio.

All’interno di questa tendenza si evidenzia:

a. Una nuova età dell’oro delle mafie, le quali dispongono di una liquidità enorme e di relazioni fitte coi gestori degli appalti.

b. Una crisi della politica e del capitale incapaci di riorganizzare la metropoli alla luce dei problemi della contemporaneità.

c. Una volontà sempre più evidente da parte di chi gestisce questi eventi di far profitto attraverso spregiudicate speculazioni.

d. Una sempre più piramidale gestione del potere che ha come veste burocratica la “legge obiettivo” e come alfieri i ras della protezione civile.

La crisi mondiale del sistema finanziario ha da una parte attenuato gli aspetti più pacchiani di questo ricorso alla grande opera limitandone i budget ma d’altra parte ha fatto emergere quei soggetti che godono di liquidità abbondante, nel milanese principalmente l’ndrangheta. La stampella delle organizzazioni mafiose non è comunque sufficiente a nascondere il fallimento progettuale delle realtà metropolitane in cui, trattando di benessere, aumenta sensibilmente e costantemente la forbice fra chi impone la precarietà e chi la subisce (oggi sempre più lasciato solo a se stesso). La qualità della vita è costantemente aggredita ed un’ulteriore minaccia ad essa è costituita dalla colata di cemento che ha come unico proposito quello di far profitto e che coi suoi effetti collaterali deturpa l’ambiente, azzera gli spazi pubblici e seppellisce ogni tentativo di partecipazione cittadina alla costruzione della metropoli. Il vulcano da cui questa colata nasce si può chiamare in maniera differente (Ligresti, Caltagirone, Pirelli Re….) ma produce gli stessi nefasti danni.

Per non farci seppellire da questa colata minacciosa, per rispondere alla gestione antidemocratica della governance metropolitana, per combattere lo stretto legame politica-organizzazioni mafiose e, soprattutto, per discutere su un nuovo modo di intendere la metropoli, i servizi che la compongono e i bisogni di chi la abita, per superare quindi lo stato di estrema precarizzazione in cui naviga la metropoli in tempo di crisi, parteciperemo agli Stati Generali della Precarietà, il 9 e 10 ottobre a Milano, contribuendo alla realizzazione di un workshop sui grandi eventi nel quale invitiamo tutte le realtà metropolitane alle prese con contesti simili a quello milanese di Expo2015 per avviare un percorso di respiro nazionale in grado di costruire alternative al modello vigente di metropoli.

Comitato No Expo – Milano

Sos Fornace – Rho

Acrobax – Roma

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1 Response to La crisi della metropoli (No Expo) …

  1. maurizio gabrielli ha detto:

    STOP al consumo di suolo ( Territorio ). Battersi per questo dovunque è il primo passo per una Composizione Architettonica Contemporanea Sostenibile !

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