Saluti da Mauro e Stefano …

Da Luigi Centola:

“carissimo Professore,
le allego una proposta concreta e costruttiva di risarcimento per La Maddalena
scritta in forma di commento ironico per il Giornale dell’Architettura
e ripubblicata su newitalianblood.com
http://www.newitalianblood.com/index.pl?pos=02.00&item=1609&lang=it
Andrà in Sardegna quest’estate? Buone vacanze e a presto!
Cordialmente”

L.C.

DALLA MADDALENA ALL’EXPO, UNA PROPOSTA DI RISARCIMENTO


“Dopo l’esperienza vissuta, anche al professor Boeri appare chiaro ciò che molti sostengono da tempo:

“Il vero punto da discutere è che la formula dell’appalto integrato toglie ai progettisti ogni serio controllo e potere decisionale sul cantiere, sui costi, sui fornitori… Forse il mio unico errore è stato di accettare di lavorare entro questa formula…”

In tre momenti l’architetto Boeri avrebbe potuto:

1. Rinunciare al 1° incarico di consulenza per gli assetti urbanistici e architettonici offerto da Soru e Bertolaso come hanno fatto i colleghi Cucinella e Antonucci;

2. Rinunciare al 2° incarico di consulenza per il preliminare dato dalla Struttura di missione di Balducci essendo nota la scelta di appalto integrato su preliminare;

3. Rinunciare al 3° incarico di consulenza per il definitivo e l’esecutivo affidato dall’impresa Anemone.

Se per il G8 possiamo comprendere l’ambizione di un progettista emergente legato alla propria terra di adozione e di vacanza, più difficile è accettare il reiterarsi delle consulenze affidate dalla politica con il pretesto dell’urgenza che consentono di bypassare le procedure ordinarie e orientare gli appalti.

In ogni caso, facendo tesoro dell’esperienza sarda, constatiamo il reiterarsi delle urgenze strategiche per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, per la ricostruzione dell’Aquila o per l’Expo 2015 di Milano, dove alcuni emissari ministeriali e proprietari di aree sarebbero stati già in movimento. Pienamente d’accordo con il direttore Boeri sulla differenza tra emergenza e urgenza, spiace constatare che dopo la più volte annunciata libera competizione per il Masterplan dell’Expo, l’incarico sia stato affidato, anche in questo caso, tramite consulenza, della quale, come per la Maddalena, non è dato conoscere l’entità. Ci sarebbe stato almeno 1 anno di tempo per realizzare un grande concorso internazionale e svilupparne il risultato: Milano è stata scelta nel marzo 2008; l’avvio dei lavori della “consulta architettonica” è del maggio 2009, la presentazione ufficiale del concept-masterplan con i render griffati Herzog & de Meuron risale al settembre 2009; la presentazione del dossier con il masterplan definitivo al BIE è del maggio 2010. Visto che lo sviluppo del masterplan è stato affidato all’Ufficio di piano e che i concorsi più volte sbandierati non arrivano, si potrebbe suggerire al neodirettore generale Giuseppe Sala, come indispensabile cambiamento di rotta, almeno una competizione per visualizzare il dopo-Expo.

Verificato che in Italia dagli errori non si impara, vorremmo offrire, grazie all’esperienza maturata sul campo, un piccolo contributo per dimostrare che, anche seguendo le attuali leggi dello Stato sui lavori pubblici, si può realizzare un’opera di qualità in tempi brevi e con costi ragionevoli. A titolo esemplificativo, suggeriamo l’opportunità di bandire un concorso modello aperto a tutti che in 60-75 giorni, con procedure ordinarie, porti alla proclamazione del vincitore e all’affidamento dell’incarico. Se poi, simbolicamente, fosse Renato Soru, nella veste di ‘patron’ di Tiscali, lo sponsor o il co-finanziatore di una piccola opera di utilità pubblica, per esempio alla Maddalena, allora immaginiamo l’entusiasmo del Sindaco Angelo Comiti, dei maddalenini e degli architetti internazionali che parteciperebbero ammirati. Il progetto vincitore (riqualificazione degli spazi urbani, nuova edilizia sociale, recupero del fortino napoleonico di Punta Rossa…) potrà essere realizzato, sempre e soltanto con procedure ordinarie, in meno di un anno. Altri concorsi aperti seguiranno e nuove opere verranno costruite dal Comune con i soldi che il Presidente Ugo Cappellacci otterrà dai risarcimenti degli illeciti per il lavori del G8.

Da esempio di ordinaria corruzione, La Maddalena potrebbe diventare il modello trasparente del riscatto italiano.
Un catalogo, naturalmente edito da «Abitare», potrebbe documentare questo “sforzo collettivo” di eccezionale ordinarietà “in una sequenza incalzante di immagini” commissionate ai migliori fotografi sardi, mentre «Domus», stavolta, non potrà rifiutare la pubblicazione dell’articolo riparatorio di Rem Koolhaas sulla vera storia delle due Italie: sistema gelatinoso vs. rispetto delle regole.
Soltanto allora tutti i dibattiti sui grandi temi cari ai politici, agli architetti e ai cittadini (trasparenza, competizione virtuosa, qualità e costi delle opere…) promossi dagli autorevoli critici, non solo nella costosa scatola di cristallo del G8 fantasma, potranno fondarsi sulla controprova tangibile da offrire ai nostri amministratori e a taluni funzionari governativi.

Luigi Centola
Roma, 8 luglio 2010

(“Il Giornale dell’Architettura“: Anno 9, n°86, Luiglio-Agosto 2010)

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

1 Response to Saluti da Mauro e Stefano …

  1. pasquale cerullo ha detto:

    Le leggi e le normative hanno due scopi: uno è quello di dettare le regole, l’altro è quello di controllare gli abusi (sulle regole). Se fossimo tutti onesti basterebbero le prime. Quando le leggi è le normative attuali non sono più sufficienti ad arginare gli abusi, allora si devono affinare e migliorare, come sempre è stato per il cc e il cp. Le leggi sono perfettibili, gli uomini restano sempre gli stessi.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.