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“Ciò che distingue l’urbanistica da ogni altra disciplina istituzionalizzata non è certamente la qualità dei suoi contenuti ma il procedimento con cui li elabora,li mette in rapporto dialetticamente tra loro,li organizza in un sistema le cui diverse componenti danno luogo ad una risultante.La risultante non è il quadro statistico nè la rappresentazione sintetica di una situazione sociale di fatto:è un programma,un piano,un progetto mirante al mutamento di una situazione di fatto riconosciuta come insoddisfacente.Si tratta però di sapere che cosa e con quale fine si programmi,si pianifichi,si progetti.E’ovvio che,qualsiasi cosa si programmi o pianifichi o progetti,l’oggetto è sempre l’esistenza umana come esistenza sociale,e che non si pianificherebbe o progetterebbe se non si pensasse che l’esistenza sociale sarà o dovrà o dovrebbe essere diversa e migliore rispetto a quella che è.Naturalmente non tutto quello ciò che è programmazione,progettazione e pianificazione è urbanistica:ma non per questo si può dire che l’urbanistica rappresenti soltanto un determinato settore nell’ambito della programmazione globale,che è,o dovrebbe essere,la norma pragmatica di tutti i regimi politici democratici.Il suo campo operativo èl’intera sfera sociale e neppur soltanto questa perchè,a rigore,la realtà che la disciplina urbanistica assume come strutturabile e si propone di strutturare è il mondo è il mondo interno considerato come oiké,abitazione dell’uomo”.Questo era G.C.Argan in “Storia dell’arte come storia della città” 1984.Cosa è successo da allora ad oggi? Che il Capitale ha giocato l’ultima carta: la creazione di danaro a mezzo di danaro nella globalizzazione dello scambio e produzione di merci. E adesso ? God save the Qeen.Quello che non fanno gli uomini lo fanno le cose. Che è pure meglio.
Quando cammini a V.le G.Marconi,tra P.le della Radio e il ponte,capisci che ciò che è brutto è anche immorale,e ciò che è brutto lo è perchè risponde alla sola logica del profitto:brutale,infame,ingiusto,volgare.Le scogliere di case a strapiombo sull’asfalto rotto,su cui deambula un’umanità barcollante e allampanata,in mezzo ad un’orgia di automobili fetenti,è davvero immorale !A mio modesto avviso.
BIsogna pur costruire, è nella natura delle cose che ciò avvenga, gli architetti attualmente sono una massa omogenea che vivacchia nello spazio buio che intercorre tra le archistar e le fetenzie… ed è questo il problema.
La MALEDIZIONE DEL NUOVO è emersa nefasta e violenta con l’odierna prassi costruttiva. Organizzammo un convegno a Paestum nel 2008 che porta questo nome.
Di questo convegno resta-anche-questo bel video esplicativo