MAXXIlenticchia … chi ben comincia …

Un premio al “collage” di lenticchie e fagioli

Assegnati i riconoscimenti per la giovane arte al Centro di via Guido Reni Un premio al “collage” di lenticchie e fagioli Un paio di chili di granaglie di tutti i colori: li ha usati Bruna Esposito, 41 anni, per disegnare un mandala sul pavimento del Centro per le arti contemporanee di via Guido Reni. E ha vinto il premio della Giuria popolare, aggiudicandosi una mostra personale a Castel S. Elmo a Napoli. Dove, pero’ , l’ opera vincitrice apparira’ soltanto in video. “Le granaglie – spiega Lorenza Bolelli, consulente del ministro Melandri per l’ arte contemporanea – poiche’ sono sparse sul pavimento senza alcun supporto, saranno spazzate alla fine della mostra romana, raccolte in un sacchetto e conservate presso il nuovo museo di via Guido Reni insieme alle altre 13 opere attualmente in mostra, selezionate tra quelle di ben 500 partecipanti”. Il sacchetto di lenticchie, fagioli e chicchi di cereali andra’ dunque a costituire, insieme al video che ne testimonia il disegno effimero, il nascente patrimonio artistico del Centro dedicato all’ arte contemporanea. Ognuna delle 14 opere e’ costata al ministero 30 milioni di lire. E ulteriori 35 milioni sono stati consegnati ieri pomeriggio dal ministro Melandri a Stefania Calegati, la piu’ giovane partecipante al Concorso di via Guido Reni (ha solo 27 anni), vincitrice del Primo premio per la giovane arte italiana, bandito dal ministero e assegnato dai critici. La premiata ha realizzato un samurai in terracotta, alto 20 centimetri e con una pallina di materiale radioattivo depositata in un piccolo spazio vuoto scavato nel ventre, che e’ stato sigillato dentro una teca di vetro al piombo, con l’ assicurazione che “i livelli di radioattivita’ impiegati per l’ opera sono inferiori ai limiti stabiliti per legge”. Tra i giurati che hanno deciso il primo premio figurano il regista spagnolo Julio Medem, il direttore del Museo di arte contemporanea di San Paolo del Brasile Ivo Mesquita, l’ artista angloafricano Ynka Shonibare.

Lauretta Colonnelli
(2 marzo 2001) – Corriere della Sera

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3 Responses to MAXXIlenticchia … chi ben comincia …

  1. Manuela Marchesi ha detto:

    Ecco da dove è iniziata la decadenza e lo sfarinamento delle menti!
    Ecco chi ha dato la stura alle, scusatemi, stronzate da cui siamo invasi, e guai a dire che sono stronzate, ci si fa la figura di chi non comprende l’arte…Porca miseria!

  2. gas gas ha detto:

    ogni opera è costata 30 milioni….e poi per l’ingresso al maxxi non si applicano le riduzioni previste per legge….bah….

  3. efisio pitzalis ha detto:

    La statuetta in terracotta con una pallina radioattiva nel ventre, dentro una teca di vetro, l’ho già vista in tre o quattro musei differenti: ma chi ci sta in giuria? Un tronista, un conduttore televisivo, una velina?

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