Ortinuovi … hanno scoperto la borgata … “sostenibile” …

Dopo il grattacielo … la borgata …

La classica “sostenibile” … purinata …

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23 Responses to Ortinuovi … hanno scoperto la borgata … “sostenibile” …

  1. LA SOTTOSCRITTA ha detto:

    Egregio professor Muratore,
    le scrivo perché ancora una volta, non capisco se desidero piangere o se desidero ridere a queste “nuove” definizioni contemporanee; in questo caso a quella di “borgata sostenibile” da lei così saggiamente definita e illustrata.
    Per fortuna, o per sua bravura, il suo blog ha sempre la capacità di rallegrarmi l’anima, nel bene e nel male!
    Sorrido di gioia, nel vedere ancora una volta, sventolare la bandiera della sostenibilità sul tetto di una qualche “costruzione” o “pensata urbanistica”.
    Mi piace poi constatare che sia anche il professor Purin a usare questi “escamotage” contemporanei per “valorizzare” le proprie idee, tanto che la mia curiosità ha voluto subito cercare “racconti” biografici e professionali sulla persona dell’architetto Purini.
    Mi permetto di segnalarle il sottostante link per un “simpatico” articolo, qualora anche lei volesse documentarsi maggiormente:
    http://architettura.supereva.com/coffeebreak/20001208/index.htm

    Nonostante la sottoscritta, sia sempre in accordo con i suoi “scritti”, le chiederei gentilmente di non nominare la parola “classico” invano….
    Grazie,
    un cordiale saluto.

  2. mario rossi ha detto:

    Dei progetti di Purini la cosa che preferisco sono le sue relazioni sia quando si dilunga ( ctalogo dal peso di circa 1,5 kg) su Vema che quando, ricordate?, vengono sintetizzate per la pubblicità del grattacielo. Imperdibile ” l’autorevole segno nella grande narrazione urbana”. Dove posso trovare un suo testo capace di farmi/ci capire la bellezza delle new borgate romane? io ero rimasto a W.Siti e alla sua casa di TorbellaMonaca…

  3. Pietro Pagliardini ha detto:

    Classico (senza offesa per la Sottoscritta) quadro astratto con l’aggiunta della terza dimensione e le immancabili pensiline fotovoltaiche.
    M’intriga capire gli edifici rossi: case del popolo? edifici e spazi pubblici? Perché rossi e non, in linea con la sostenibilità, verdi?
    Un rigurgito d’antan o il programma urbanistico di Sinistra-Ecologia-Libertà?
    Chissà!
    Pietro

  4. Madre natura ha detto:

    Fantastico… dopo l’architettura disegnata… ecco l’invenzione della SOSTENIBILITA’ DISEGNATA!

    Complimenti Purini, sei sempre il primo della classe.

  5. Alessandra ha detto:

    Salve professore,sono una ragazza che ha partecipato al workshop sopracitato.
    Devo dire che sono rimasta piuttosto amareggiata da questo suo articolo e dai commenti che esso ha scaturito. Mi stupisco prof.Muratore di questa polemica sterile che lei ha tirato fuori nei confronti di un’iniziativa che a mio parere è stata comunque proficua a prescindere dal risultato che può (ovviamente) essere apprezzato o meno. Avendo partecipato direttamente al lavoro credo di potermi permettere di spiegare con cognizione di causa il senso del nostro lavoro; ci tengo a sottolineare che la proposta progettuale è stata portata avanti ESCLUSIVAMENTE dagli studenti, in piena ed assoluta libertà di pensiero. Nessuno e venuto a dirci cosa fare o cosa progettare, e credo che il professor Purini non abbia davvero bisogno di nessun “escamotage” per far valere le proprie tesi. Mi dispiace per chi la pensa diversamente ma non è stato mai questo lo spirito del workshop e non lo sarà nemmeno ora che nascono le polemiche.

    Credo fermamente che il fatto che sia stato proprio il professor Purini a promuovere questa iniziativa renda invidiose un po’ troppe persone.

    Con il nostro lavoro non pretendiamo certo di risolvere tutti i problemi del mondo, ma cerchiamo di formulare comunque una proposta…Normalmente quando si fa una critica successivamente si fa una controproposta…attendiamo tutti la sua.

  6. Andrea Pazienza ha detto:

    Salve a tutti,
    premetto di essere uno studente che ha partecipato attivamente, insieme ad altri 30 colleghi, alla progettazione di questa borgata, voluta dal prof. Purini come manifesto di un nuovo modello di abitare, riprendendo quelle che sono le caratteristiche di una borgata delle periferie di Roma (non mi dilungo molto con il preambolo, dato che alla mostra a Valle Giulia vi è un cartellone con un’esaustiva spiegazione degli intenti)

    intervengo per chiedere cosa c’è veramente che non va a voi che commentate…anzi criticare…anzi SCREZIATE, perché la critica si sa è costruttiva, invece in questo luogo, voi pseudo intellettuali, vi divertite solamente a distruggere qualsiasi cosa, si chiami maxxi, si chiami zazà, o si chiami purini…

    ovvio che balza all’occhio l’astrazione del disegno non in rapporto con il contesto, e allora va bene che si dica “‘na purinata”, ma che si critichino anche le “immancabili pensiline fotovoltaiche” solo perché Purini si è inventato quella mega pensilina sulla torre dell’eur… qui non c’è più nemmeno la considerazione verso le idee progettuali sortite in appena 10 giorni dal dialogo tra studenti e dal loro lavoro svolto in gruppo o singolarmente.
    credo che chi abbia commentato non si sia nemmeno interessato di visionare singolarmente tutti i progetti che sono stati pensati per questa borgata da noi aspiranti architetti, e questo mi dispiace, perché allora venite voi a dirci cos’è secondo voi l’ecocompatibilità o ecosostenibilità, tanto ora sono parole che vanno di moda…
    magari dai vostri suggerimenti (e non solite critiche) anche noi potremo prendere spunto…
    credo che aver partorito in 10 giorni un’idea che avesse un minimo di composizione architettonica (altrimenti faremo tutti i bravi geometrini) e un minimo rispetto dell’orientamento degli edifici, oltre a pensare il risparmio energetico, o l’accumulo di energia, per rendere autosufficente un’abitazione, compreso lo studio anche di un alternativo sistema dei trasporti…sia stato un ottimo lavoro, che con piu tempo, sarebbe stato ancora piu soddisfacente, soprattutto per noi stessi…

    attendo risposte dagli pseudo critici

  7. marcella ha detto:

    Calmi calmi.
    Non abbiamo scoperto niente, ne sventolato bandiere, ne valorizzato le idee di altri, ne dipinto casette rosse.
    Per dieci intensi giorni ci siamo serenamente interrogati sul futuro.

    Abbiamo ipotizzato degli scenari urbani, come da anni si tenta di fare in ogni univeristà di architettura.
    Elaborando soluzioni estremamente interessanti per contenuti ed intenti.

    Certa del fatto che sostenibilità non è un colore ne o un partito, ma un termine abusato e da continuare ad usare senza timori…

    rispondo a Pietro:
    -gli edifici in grigio sono le abitazioni del nostro felice quartiere, ognuna di esse ha un orto capace di fornire ortaggi(spesso da serre) ed implicitamente auspicare un ritorno alla lentezza e ai piaceri dimenticati.
    Ogni casa utilizza sistemi passivi di ventilazione o produzione di energia.
    Con il rosso abbiamo indicato i servizi (una chiesa, un mercato, un cenro per la meditazione, una piazza, un poliambulatorio e altre attività commerciali).
    A nord un parco energitico risponderà ai bisogni energetici e delimiterà il quartiere con lievi alture.

    Chiedo a chi ha scritto con azzardata convinzione, di venire a visitare Ortinuovi, con l’attesa di voler seriamente rispondere ai nuovi bisogni, con coraggio e rifiutando qualsiasi trappola propagandistica.

    Aiutateci nella ricerca di nuovi scenari più che negare ogni tentativo di salto.

    :-)

  8. biz ha detto:

    Non è una critica ai ragazzi, che certamente hanno fatto una buona esperienza progettuale.
    Ma anche a loro dico: accidenti, ogni pretesto è buono per perpetrare la vecchia idea di dis-urbanistica moderna, seriale, disorganica, disumana, indifferente, meccanica.
    Ora il pretesto è la “sostenibilità”.
    E’ da un paio d’anni che appena sento questa parola penso subito : “dov’è che mi si vuole infinocchiare?”

  9. sergio43 ha detto:

    Avendo ammirato Franco Purini (mio compagno di corso cui vorrei chiedere se era suo il divertente progetto presentato ad un esame di Composizione che ancora ricordo: una limpida scuola disegnata con nettezza e nitidezza di segno che aveva, come finestre delle aule, la riproposizione archeologica della decorazione michelangiolesca di Porta Pia, il “bacile da barbiere circondato dall’asciugamano”) come grande disegnatore, ho sempre riguardato il Corpus delle sue tavole con la stessa ammirazione con cui mi sono immerso nelle tavole di Luigi Serafini (fanno pure rima!), il primo con un di più di razionalità, il secondo con un di più di fantasia (due classificazioni forse troppo semplicistiche, ma solo per essere brevi!). Il “Codex Serafinianus” e quello che, ove fosse stato catalogato, possiamo chiamare “Codex Purinianus” sono due grandi prodotti della Scuola Romana. Detto questo, posso dire che spesso le sue opere mi paiono troppo rigide, seguendo troppo pedissequemente il suo metodo compositivo e disegnativo? (P.S.: a proposito dello squillante colore rosso dato ai servizi della borgata progettata in workshop, questo mi ricorda (mi pare una buona idea, trattandosi di ex-tempore) l’identico rosso con cui Bernard Tschumi dava evidenza ai vari corpi nodali del suo Parc de la Villette di Parigi. La similitudine finisce qui perchè Tschumi seppe dare a questi corpi, per tanti aspetti frutto della stessa temperie di quegli anni, fruttuosi per tutta una generazione, varianti fantastiche che appunto mancano nelle intenzioni di Purini e dei suoi allievi. Comunque, ragazzi, sempre pronto ad ammettere il mio errore di interpretazione!)

  10. Pietro Pagliardini ha detto:

    Io comprendo l’amarezza e anche l’indignazione dei giovani studenti verso la mia e la nostra ironia, però anche loro devono abituarsi ad un fatto essenziale: quello che conta è il risultato e non le intenzioni.
    E il risultato (a parte le battute scherzose che si riferivamo chiaramente a Purini giocando un po’ sulla sua storia personale e di cui il prof. Purini non si sarà certo risentito) è esattamente quello che ho detto: un quadro astratto con la terza dimensione. Con questo intendo dire che quel progetto è un disegno, bello o brutto non importa dato che non si parla di pittura, che poco ha a che fare con un città e non vedo come potrebbe averne con una borgata, dato che borgata è solo un nome che qualifica un tessuto urbano. E’, meglio, la solita città modernista con edifici ordinati secondo un principio geometrico astratto e non disposti lungo le strade secondo secondo un principio geometrico “urbano”. Gli edifici sono oggetti sparsi ed isolati senza relazione con le strade e senza relazione tra loro. Quella che sembra una piazza è in realtà uno spiazzo vuoto privo di qualsiasi possibilità di assurgere al ruolo di piazza.
    Voi dite che lo avete studiato in piena autonomia però, guarda il caso, non è molto diverso dai disegni di Purini. Questo per dire che l’influenza del docente esiste anche se il docente non ha detto direttamente come fare. Se il docente fosse stato un altro, attento alla gerarchia delle strade, al fatto che le case siano lungo le strade, che l’incontro tra strade a diversa gerarchia formino una rete dalla quale scatursicono sia gli isolati che i punti nodali della città, voi avreste fatto un progetto che sarebbe assomigliato a quanto ho descritto.
    Non ho alcun titolo per giudicare le capacità, la volontà e l’impegno di giovani aspiranti architetti, ma sono in grado, come tutti, di dare un giudizio su un progetto, ovviamente in base ai miei principi e non a quelli del Prof. Purini. E poichè questo progetto, essendo marcato Purini, “fa scuola”, è opportuno giudicarlo ognuno in base alle proprie convinzioni.
    Se mi chiedete poi cos’è una città sostenibile, in quattro parole vi dico: i nostri centri storici.
    Saluti
    Pietro

  11. giancarlo galassi ha detto:

    Senza fare riferimento ai famigerati percorsi storici, notare solo i piccoli scarti delle isoipse, la presenza dei fossi poi tombati, i limiti di proprietà, le modeste piantate, le strade interpoderali che un loro senso funzionale paesistico hanno, i sentieri tracciati su crinali appena evidenti … insomma il layer della campagna romana affiora sotto la lottizzazione delle borgate e sia sufficiente confrontare le aree urbanizzate con quelle coltivate (ancora e ancora Pasolini su Orte).
    In nuce c’è la felice promessa di una complessità propria della città storica che è pronta ad apparire con semplici (per modo di dire, in realtà bisogna studiare parecchio) interventi di ricucitura, di rimmagliamento, di tessitura di tutto l’insieme risolvendo esemplarmente i nodi, gli attacchi, le cerniere come si diceva negli eighties.
    Rispettare il suolo, avere fiducia nelle possibilità organizzatrici site nella orografia stessa (site nel sito!), non è forse il primo atteggiamento veramente sostenibile? Anche poeticamente?
    Ricordo ancora una lezione del vecchio Barucci (al corso di Purini) che rimpiangeva di aver stravolto le forre della campagna romana al Laurentino (si è rifatto in parte al Quartaccio).
    Mi sembri che il progetto di Ortinuovi cali appena un po’ dall’alto quale deus ex machina e pretenda di risolvere il caos circostante solo con la sua emergenza ordinata, scarsamente leggibile se non a distanza di aeromobile, ovvero, fatte le dovute proporzioni, alla distanza con cui si riesce ad apprezzare un quadro astratto. La parte per il tutto.
    Presume di riassumere in sé anche tutta la complessità urbana innestandosi sulle due strade preesistenti particolarmente contro tracciato rispetto al contesto invece di farsi carico (architettonicamente e non solo con piazzaletti e parcheggi – del resto molto riusciti graficamente!) di tutte le fastidiose rotazioni di pochi gradi che dilagano nell’intorno.
    Va bene «Le Poème de l’angle droit» ma così si finisce per offrire il fianco ai pessimi massimalisti del centro storico che è tuttora pieno della maggior parte dei difetti che i pioneri dell’architettura moderna ci hanno fatto vedere cento anni fa.

  12. OUTSIDER ha detto:

    ahauahah Più leggo questo Blog e più rido…. Altro che Archiwatch… sarebbe meglio ArchiRosiconi…
    E’ divertente vedere il Professore ( la cui notorietà si allarga al massimo su un raggio di 200m intorno a Viale B.Buozzi ) svilire qualsiasi cosa e i suoi adepti leccaculo (passatemela perchè quando ce vo ce vo) assecondarlo incondizionatamente… poi però si inchinano a Purini non appena lo incrociano nel mondo reale… ahahahhahaha
    Comunque c’è chi produce e si mette in discussione (ogni critica è lecita) e chi critica senza produrre un cazzo o ancora meglio senza dire che l’unica cosa che fa è qualche ristrutturazione medio-borghesotta ;)

    Un giorno pubblicherò io i lavori degli archi-intellettualoni che circolano qui … allora si che so dolori!

    • LA SCONOSCIUTA ha detto:

      ma chi ca….o sei! ma che scrivi!!!
      ma chi è Purini???
      ma chi è Muratore???

      io, non sono ne una archi-intellettualona, ne un ArchiRosicona, ne una leccaculo, e di certo non mi inchino davanti a Purini, che per fortuna non insegna più a Venezia, ma comunque poco importa, visto che mi sono laureata 10 anni fa!

      Ma possibile che ci sia sempre chi rompe i coglioni!!!
      e scusatemi per lo sfogo, ma quando ce ne è bisogno per far capire il significato, credo che sia ammesso anche IL linguaggio “volgare”. visto che nel volgare credo molto (inteso come linguaggio…..ma forse sono troppo intellettuale!)!

      Basta!
      ma tu outsider: fai l’architetto o il bamboccione??
      Sai quanto si deve combattere contro le lobby delle riviste, degli intellettuali di sinistra che non sanno neanche cosa sia la destra, con gli incarichi di partito, con le cazzate architettoniche che servono solo a riempirsi la bocca di false parole per fare sceneggiate a tutte le ore???!!!!! o no!

      e se lo sai, cosa cazzo leggi questo blog!!
      ma fai qualche cosa d’altro che è meglio! se desideri accettare un consiglio da una sconosciuta!!!

      • OUTSIDER ha detto:

        Sconosciuta ma sicura di star bene? un paio di tranquillanti? Non parlavo di te… ma visto la tua reazione… sai no? Excusatio non petita…

  13. Rosa ha detto:

    E’ davvero triste leggere gli ultimi commenti e tutto ciò che riguarda la persona di Purini, i relativi suddetti ‘leccaculo’ e le persone che hanno partecipato al workshop(io sono una di queste).
    Aggiungo che non mi sento per niente offesa dalle vostre critiche personali, ho lavorato per 10 giorni intensi insieme a colleghi entusiasti di mettersi alla prova su un tema tanto diffuso quanto poco conosciuto, in realtà. Magari professionisti nel campo avrebbero saputo fare di meglio o magari no..
    E’ riduttivo criticare il progetto in base al solo nome di Purini e non analizzare attentamente il tutto.
    Ben vengano le critiche sul progetto e sul concetto ma vi prego di limitarvi a questo, si rischia di abbassare il livello di una critica che potrebbe essere costruttiva.
    Saluti

  14. waferboards ha detto:

    Inizio questo post con la stessa riflessione di qualche settimana fa:siamo un popolo di tifosi..ci dividiamo su ogni possibile argomento e lo difendiamo a spada tratta sicuri del torto altrui.
    Onestamente non credo sia interessante un giudizio sulla vicenda specifica,piuttosto sono certo che non esistano idoli da ascoltare e assecondare incondizionatamente o osteggiare,non lo sono del resto il prof.Purini ne il prof. Muratore ne altri.
    Posso dire ad esempio che il prof.Purini ha il merito di appassionare e affascinare i propri studenti entusiasmandoli nel lavoro(come dimostrano le reazioni a questo articolo)mentre il prof. Muratore spesso “in direzione ostinata e contraria”,sempre critico e sempre prodigo nel segnalare,anche su questo blog,esempi di architetture silenziose,magari anonime e solo apparentemente “normali”,stimola quella sensibilità che riviste e grandi nomi stanno,almeno in me,anestetizzando.
    Sinceramente trovo che due figure cosi,come altre certamente,facciano bene specialmente a uno studente,e mi piacerebbe ce ne fossero molte di più ahimè troppo spesso ci imbattiamo invece in quei personaggi che sembrano messi li a posta a testare quanto uno studente sia realmente determinato,nonostante tutto,a diventare architetto,quasi servissero a scremare il numero di questi diciannovenni entusiasti tramutandol(c)i in professionisti scontenti.
    Onestamente ho cercato a lungo di crearmi,troppe volte inconsapevolmente idoli,sarebbe piu facile averne,ci sarebbero molte meno domande,il da farsi sarebbe chiaro,poi mi sono arreso,mi sono detto che forse le persone che ci fanno progredire maggiormente sono quelle che ci impongono domande,magari che non vorremo sentire e piu spesso alle quali non sappiamo rispondere con certezza ma che non conviene ignorare,non si tratta di un derby calcistico,quanto piuttosto della formazione di una coscienza critica,un obiettivo davvero difficile da raggiungere.

  15. alessandro ha detto:

    ragazzi… la critica è costruttiva si sa… però solo una iccola considerazione… si critica quando si conosce, se non si conosce non si può criticare, questo progetto è da guardare piu nel particolare che nel totale, purtroppo, perchè in 10 giorni è impensabile riuscire a fare tutto… i progetti dei singoli studenti sono da criticare, l’idea è da criticare, non semplicemente la planimetria la distribuzione delle strade, era una base su cui avremmo dovuto sicuramente lavorare, ma nn ce ne è stato tempo… punto nn ci sono altre considerazioni chissà quanto profonde da fare..
    al contrario si dovrebbero promuovere queste iniziative.. e nn rimanere immobili..

  16. P. Contini ha detto:

    Cari studenti

    siete giovani, siete pieni di entusiasmo e siete ingenui: non avete compreso in che misura siate stati strumentalizzati. Cercate la vostra strada, non fidatevi mai fino in fondo dei maestri.

  17. marcella ha detto:

    Se i tempi non chiedono la tua parte migliore
    Inventa altri tempi.
    (Baolian,libro II vv. 16-17)

  18. Alessandra ha detto:

    Rispondo a P.Contini. E’ vero siamo giovani, inesperti e ingenui, siamo alle prime armi, ma voi adulti pieni di esperienza non ci contagiate con il vostro cinismo e la vistra disillusione. E’ una preghiera seria, non fatelo mai, non disilludete i ragazzi come noi che si impegnano e amano il proprio lavoro, che preferiscono chiudersi in un’anula a discutere su temi di architettura piuttosto che andare al mare con queste giornate di sole…

    Ecco un pregio del prof. Purini di cui nessuno parla è proprio questo:dare sempre dei nuovi imput ai ragazzi…e vi ripeto che solo questo ci è arrivato da lui, un imput serio e stimolante da sviluppare, evidentemente in modo limitato e incompleto, ma pur sempre degno di nota e considerazione.

    Ha ragione Marcella, dobbiamo inventarci tempi migliori..ma siamo noi , NOI RAGAZZI a doverlo fare anche sbagliando…

  19. Enrica Corvino ha detto:

    La critica è parte integrante della crescita di un aspirante architetto, lo abbiamo imparato tutti sulla nostra pelle in questi anni di studio.
    Ma la critica deve porre uno spunto di riflessione a partire da un’analisi attenta del progetto. Se l’approccio è approssimativo e carico di pregiudizi non si avrà una critica ma un astioso commento distruttivo. Proprio come molti dei commenti che leggo in questo post.
    Mi trovo d’accordo con tutti i colleghi che hanno scritto prima di me, e condivido con loro l’amarezza del veder “giudicato” (denigrato?) il nostro lavoro sulla base di un paio di foto e del nome del promotore dell’iniziativa.
    Quanti di voi hanno visto la mostra? quanti di voi hanno osservato con attenzione i nostri progetti, hanno letto le nostre relazioni, hanno provato a capire lo spirito di questo workshop?
    Mi auguro che almeno Lei Professore abbia osservato e provato a capire le nostre proposte, e che non sia entrato nella lavatrice solo per fare un paio di foto da mettere qui sul blog.
    Non pensavamo certo di sviluppare un progetto perfetto,in 10 giorni non era possibile controllare ogni aspetto fin nei minimi dettagli(ed è evidente dalla presentazione della mostra che il maggior rilievo è stato dato alle singole esperienze progettuali e non al disegno d’insieme) ma il nostro entusiasmo ci ha spinto ad approfondire, a interrogarci (sull’architettura e sul futuro,come dice marcella), a metterci in discussione, a confrontarci…ce ne fossero di più di occasioni come queste nella nostra facoltà!

    Cito P.Pagliardini:
    “Non ho alcun titolo per giudicare le capacità, la volontà e l’impegno di giovani aspiranti architetti, ma sono in grado, come tutti, di dare un giudizio su un progetto, ovviamente in base ai miei principi e non a quelli del Prof. Purini. E poichè questo progetto, essendo marcato Purini, “fa scuola”, è opportuno giudicarlo ognuno in base alle proprie convinzioni.”

    E’ proprio questo il problema Sig.Pagliardini. Lei non ha dato un giudizio su un progetto. Ha dato un giudizio su una foto.Su una planimetria che è stata probabilmente la minima parte dello studio del workshop.Va bene, non poteva saperlo, ma sparare a destra e a manca senza conoscere l’intero progetto è sinonimo di ignoranza (intesa, preciso, non in senso dispregiativo ma come “condizione dell’ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto”).
    Credo che farebbe piacere a tutti noi partecipanti se chi ha commentato potesse vedere la mostra e dare poi un giudizio sui nostri progetti e sul tipo di approccio che le nostre architetture hanno riguardo al tema della sostenibilità.
    Sarebbe sicuramente un atteggiamento più maturo e costruttivo.

    Saluti
    E.C.

    “Eravamo giovani, eravamo avventati, arroganti, stupidi, testardi. E avevamo ragione!”

    Abbie Hoffman

  20. efisio pitzalis ha detto:

    “Eravamo giovani, belli e molto stupidi. Ora siamo solo stupidi” Mick Jagger classe ’43

  21. giovanni romagnoli ha detto:

    il lupo perde il pelo ma non il vizio.
    la provocazione è un’ arte e sicuramente non assistiamo qui ad un fenomeno del genere nè tantomeno ad una critica.
    ho deciso infatti di scrivere solo per far notare la compostezza e il distacco con il quale alcuni di questi ragazzi vi hanno risposto per comprendere la brutta figura alla quale vi siete esposti, ammettendo che vi interessi.
    il problema di questo paese è che come al solito si critica chi si muove con il lavoro piuttosto che mettersi in prima linea con il proprio.
    cordiali saluti

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