Glasarchitektur … mattoni … di luce …

Emanuele Arteniesi ci invia: …

Nessuna traccia di polvere.

Cos’è vecchio? o nuovo?

A casa sulla mia montagna azzurra

Non desidero nulla.
Shofu

“Ho scoperto ieri una gemma candida, scintillante, trasparente e liscia, imbarazzante, comica, puerile. L’Architettura di vetro. Scritto di un giovane Celine che cambia ancora mestiere per fare murrine sulle alpi. Di un Jarry che si ritrova a giocare con le bottiglie vuote. Il cuore di vetro di Herzog. L’umanità ha momenti di felicità. L’architettura di vetro è l’unica in cui possa vivere il dottor Faustroll.Cose dell’altro mondo, catene di geni delle lampade, che passando per le verande vetrate di Kashan arrivano alle carte di riso giapponesi. Le vie di Bruno Taut.

E.A.
“Il cemento armato è un materiale da costruzione molto robusto e  resistente alle intemperie. A buon diritto perciò l’architetto ha riconosciuto nel cemento armato un materiale da costruzione ideale. E’ un peccato però che esso non sia trasparente. Trasparente è soltanto il vetro. Però: il cemento armato non è certo gradevole alla vista se  lasciato al naturale.
Perciò la politura del cemento armato, che è un’operazione fattibile, è anche raccomandabile; la cosa migliore è aggiungere poi una vernice colorata resistente alle intemperie.
Fra l’altro il cemento armato può anche essere arricchito di decorazioni plastiche; esso è altrettanto facile da lavorare con lo scalpello quanto il granito. Il granito non è certo quel che si dice un materiale di “facile lavorazione”, però ci si riesce.
La superficie della terra cambierebbe moltissimo se l’architettura in mattoni venisse eliminata e ovunque sorgesse al suo posto  l’architettura di vetro.
Sarebbe come se la terra si ricoprisse di gioie preziose in smalto e  brillanti.
La magnificenza di un simile spettacolo è addirittura inimmaginabile.  E ovunque avremmo sulla terra splendori e delizie più grandi di quelle  che si trovano nei giardini delle Mille e una notte.
Avremmo un paradiso sulla terra, e non sentiremmo più il bisogno di  guardare con nostalgia al paradiso nel cielo.”

Paul Scheerbart, Glasarchitektur 1914

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4 Responses to Glasarchitektur … mattoni … di luce …

  1. sergio 43 ha detto:

    A proposito di mattoni di luce, non conosco emozione estetica e spirituale più grande del penetrare nella sala superiore della Sainte Chapelle di Parigi. In piccolo mi emoziona, sempre parlando di muri di luce, la nuova sala ecclesiale del Santuario della Madonna del Divino Amore. Ci emozionerà anche penetrare nello scatolone vitreo del Centro Congressi di Fuksas? Speriamolo!
    Al contempo approfitto per fare gli Auguri di un Buon Natale a chi, emozionandosi, si inchina davanti al miracolo della Natività, e di Buone Feste della Luce a chi, relativizzandosi, accoglie a fine anno un momento di comunione con i propri cari.

    • emanuele arteniesi ha detto:

      Caro Marzetti, Scheerbart dice che il gotico è imprescindibile per l’architettura di vetro. Lui è morto nel ’15, pare a seguito dello sciopero della fame per contestare la guerra. Ne avrebbe viste di belle in giro per l’Europa. Per esempio Notre Dame du Raincy di Perret dev’essere un edificio splendido.

  2. sergio43 ha detto:

    Già, gentile Arteniesi. Le foto e i disegni ne danno solo pallidissime immagini. Purtroppo non basta una vita per vedere tutto ciò che meriterebbe di essere riguardato.
    A proposito delle “illuminanti” parole di Sheerbart, che ne pensa della chiesa di Foligno di Fuksas? E’ stato forse troppo timido il Nostro, sia nel trattamento del cemento (eppure la collaborazione in anni lontani con Sebastian Matta fu feconda!), sia nel rapporto interno-esterno tramite la luce?

    • emanuele arteniesi ha detto:

      Scheerbart sognava un paesaggio, contaminato all’epoca solo dagli edifici in pietra, legno e mattoni, reso meraviglioso dalla luce di cristalli colorati dagli effetti diversi in ogni luogo. In questo caso parafrasando: la chiesa non è male, peccato però che non sia invisibile… e che il progettista non preveda la sostituzione di Terni con un’arcipelago di stagni attraversati da splendide architetture di vetro galleggianti.

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