Camminare Roma …

Gli animatori di Camminare Roma ci scrivono:


“Alla luce di quanto avvenuto negli ultimi giorni, dal caso scatenatosi in seguito alla conferenza di venerdì scorso ai commenti letti sul blog, ci sentiamo in dovere di esprimere alcune considerazioni.

Premessa fondamentale: la nostra è un’iniziativa totalmente autogestita, autonoma e indipendente. Siamo quattro studenti dalla Facoltà di Valle Giulia che senza costo alcuno hanno organizzato un ciclo di conferenze aventi come obiettivo primario quello di aprire una finestra sul mondo che sta al di fuori della nostra Università per confrontarci con studi possibilmente giovani al fine di dibattere e comprendere meglio, alle soglie del 2010, la multiforme realtà che ci circonda.

Siamo animati esclusivamente dalla passione per questa materia che, essendo intimamente composita e ricca di sfaccettature, reca in sè la naturale caratteristica dell’apertura al confronto, requisito che riteniamo fondamentale per la nostra attività. Siamo, quindi, aperti a qualsiasi tipo di consiglio possibile da parte di studenti e professori, visto che tutto è migliorabile e solo chi non fa non sbaglia. Se c’è un consiglio vuol dire che c’è stato un interesse, e se c’è un interesse vuol dire che è maturato un riconoscimento verso il nostro lavoro. Questi riconoscimenti, così come i complimenti ricevuti (ringraziamo sentitamente), costituiscono ulteriore nutrimento per la nostra passione.

Ci sembra che a seguito della conferenza di venerdì 27 novembre si sia alzato un polverone esagerato e, francamente, un pò incomprensibile, che nessuno di noi, peraltro, aveva intenzione di sollevare. C’era la voglia di suscitare discussioni, confronti e scambi di opinioni (e sembra che in questo siamo riusciti) che non devono, però, prestare il fianco a considerazioni che vanno aldilà del buon senso comune, come talune frasi di alcuni precedenti commenti lascerebbero intendere e dalle quali noi ci dissociamo. Il rispetto di qualsiasi posizione deve essere mantenuto da parte di tutti. Il rischio, altrimenti, è che il nostro lavoro venga strumentalizzato, ed è l’ultima cosa che vogliamo.

Crediamo che il Professor Purini sappia che non c’era e non c’è nessun tipo di affronto o di mancanza di rispetto nei confronti del suo lavoro sull’identità dell’architettura italiana svolto in tutti questi anni e nei confronti del suo impegno affinché tale identità permanga (o ritorni) nel progetto di architettura degli anni a venire.

Chiariamo, per confidare nello stesso rispetto verso il nostro piccolo lavoro, il nostro intento: era ed è quello, attraverso il lavoro di 3 studi invitati in rappresentanza delle diverse aree del paese, di scoprire il legame che intercorre tra lo studente della facoltà di architettura e il progettista che ha iniziato a confrontarsi con la realtà lavorativa, analizzando e andando alla scoperta di tutti quei punti oscuri che accompagnano il fantomatico passaggio tra lo stare seduti sui banchi dell’Università e l’iniziare ad interagire con una committenza. In particolar modo in un momento storico come quello attuale. Quindi, da un lato quello di far conoscere il lavoro dei professionisti invitati attraverso una presentazione, nello stesso tempo, sia di opere realizzate, che rientrino quindi nella categoria della “costruzione”, sia sperimentali, incompiute, immaginate, esemplificative di un percorso di “ricerca” che attesti la distanza, minima o massima, tra materia e pensiero; dall’altro quello di formulare un dibattito, che coinvolga nello stesso tempo studi, critica e studenti, sulle peculiarità dei lavori presentati cercando di dare una risposta a quesiti che negli ultimi anni si fanno sempre più forti: qual è il carattere dell’architettura contemporanea italiana? Quali sono le sue prospettive? E fino a che punto è in grado di proporre temi e argomentazioni che sedimentati siano riconoscibili nel tempo?

Come ha commentato qualcuno, questo proponimento apre le porte non a una, ma a diverse identità presenti sul territorio. Ed è questo, con tutti i limiti e i difetti del caso, l’obiettivo che proviamo a perseguire nei nostri incontri.

Ci stiamo provando. Speriamo, con serenità ed equilibrio, di poterci riuscire.”

Camminare Roma

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2 Responses to Camminare Roma …

  1. Felinus ha detto:

    Avete pagato le royalties a Paolo Zermani? No? Sarete puniti :-)

  2. Giovanni Pernazza ha detto:

    Questo chiarimento di “Camminare Roma” è apprezzabile e chiarissimo nelle sue intenzioni, ma forse non era neanche così necessario.
    Anche a chi (come me) non ha assistito ne alla conferenza di venerdì scorso, ne alla discussione davanti all’aula magna, risulta chiaro che l’ironica vignetta presentata in questo blog non aveva nulla a che fare con i contenuti della conferenza, così come non avevano nulla a che fare i commenti tristemente “anonimi” che l’hanno seguita (gli interventi non erano soggetti a “moderazione”?).
    La realtà è che il dibattito critico può essere bello e coinvolgente a tutti i livelli, sia a quello “acerbo” che a quello “maturo”, purchè non si trascenda. Purini non ha bisogno di difensori, ha bisogno di detrattori capaci di dimostrare con convinzione le idee, senza la paura di essere “troppo giovani” per controbbattere, senza la coperta dell’anonimato, senza l’istinto radical shic che guida molti studenti e molti professionisti…
    Si può sperare un giorno d’avere un confronto serio senza ricorrere falsamente all’ironia? Si può sperare d’avere questo confronto alla prossima lezione di Figure in aula 7 venerdì 4? senza avere il coltello in bocca?

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