Effetto Bilbao … miliardi nel cesso …

Riceviamo da Giancarlo Galassi:

Perdonate la breve premessa telegrafica con elencazione arida di informazioni.

Maxxi, Zaha Hadid: costo 150 milioni di Euro, frequenza prevista 300 mila visitatori annui [Fonte “Tutto all’insegna del Maxxi” di Paola Pierotti e Giorgio Santilli, Il Sole 24 Ore 01/11/2009].

Municipio Fiumicino, Alessandro Anselmi: costo 4 milioni 100 mila Euro[Fonte “Alessandro Anselmi Il nuovo Municipio di Fiumicino” di Laura Guglielmi, http://www.laterizio.it/costruire/_pdf/n101/101_04_09.pdf

Biblioteca Comunale Morante: frequenza settimanale 3000 utenti, annua 150 mila [Fonte: “Benvenuti sull’isola di Arturo! viaggio alla scoperta della biblioteca ‘Elsa Morante’ di Roma-Lido”di Daniela Benincasa, http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-09benincasa.htm

Un amministratore, anzi, un’intera classe politica che avesse avuto a cuore il bene culturale e il rilancio economico della propria città, nonché del paese di cui è capitale, invece di confermarsi pasolinianamente ancora e sempre come la più ignorante d’Europa, con gli stessi investimenti per il Maxxi avrebbe potuto costruire 37 (trentasette !!) centri civici che usando a confronto, forse in maniera demagogicamente forzata, il dato della frequenza della Biblioteca Morante, avrebbero potuto avere una frequenza annuale di 5 milioni e 500 mila persone, disponibili per un bacino di utenti ben superiori ai 2 milioni e 800 mila, più 150 mila immigrati, abitanti di Roma. Nella Roma rinascimentale e barocca, concentrata nell’ansa del Tevere, ogni cinquanta metri si incontra un’architettura di Borromini o di Della Porta o del Sangallo ecc. Affidati i nostri 37 centri civici oppure sportivi oppure culturali a 37 firme di valore dell’architettura internazionale (non sarebbe sufficiente un’annata intera di Casabella per rintracciarne tanti) con budget congruenti e soprattutto moralmente eticamente politicamente giusti perché corretti dal lato economico (che non è mai stato né può essere un limite alla qualità poetica del lavoro di un architetto come il lavoro del valoroso Anselmi pubblicato sulle Riviste Internazionali di settore) e ci ritroveremmo ad abitare in una nuova ansa del Tevere coincidente con il Raccordo Anulare. Ciascuno dei venti Municipi avrebbe avuto il suo capolavoro di architettura contemporanea che avrebbe attirato turismo anche in periferia e, con buona pace di Margherita Guccione direttore del Maxxi Architettura, Roma avrebbe avuto il suo meraviglioso Museo di Architettura del XXI secolo ma all’aperto, luoghi straordinari dove poter accompagnare e formare generazioni di studenti di architettura, per insegnare loro di edifici presenti nell’esistenza quotidiana degli abitanti di un’intera città. Tutto questo accade sicuramente in un futuro parallelo. Nel presente ci ritroviamo con un’unica ‘scultura urbana’ disponibile all’ansiogeno scatto fotografico del cellulare del turista, come già accade per il suo antipolo sulla Flaminia, quell’Altare della Patria di cui ripete 100 anni dopo tanti stessi difetti, allora il mito era un altro oggi è quello dell’Arte. Intanto nel mio municipio c’è solo il Bibliobus itinerante.

Grazie”

G.G.

 

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4 Responses to Effetto Bilbao … miliardi nel cesso …

  1. sergio43 ha detto:

    Giustissimo! Hanno gettato all’ortiche la grande idea strategica dell'”Asse Attrezzato” per la più vaga e vacua idee delle 18 “Centralità Metropolitane” e non ce n’é quasi alcuna che abbia un suo centro riconoscibile e riconosciuto. A me viene in mente soltanto quello dello studio Passarelli per Tor Bella Monaca, realizzato poi nel 1985, e quello della X Circoscrizione che ha occupato una già prestigiosa sede dell’Istituto Luce. Se ce ne sono altri che siano stati pensati e progettati per venire incontro alle nuove esigenze metropolitane previste dall’ultimo P.R.G., me lo faccia sapere! Io abito nella VI Circoscrizione oramai da quarant’anni e credo che mai vedrò la realizzazione del mio centro municipale intravisto vagamente su un foglio e dovrò accontentarmi del degradato e inelegante palazzone fuori scala di via Torre Annunziata, progettato per ben altre funzioni . Con quei 150 milioni l’immarcescibile Rutelli, che continua a saltabeccare or qua or là, e il nomade Veltroni troppo avrebbero potuto fare a favore di tutti i loro cittadini, anche i meno favoriti dallo sviluppo (sic!) urbano del dopoguerra!

  2. Pietro Pagliardini ha detto:

    “37 firme di valore dell’architettura internazionale” che producono naturalmente 37 “architetture di firme internazionali” diffuse in città saranno meglio o peggio di un’unica opera di una sola firma internazionale concentrata in un posto? Naturalmente parlo solo dell’aspetto architettonico, non dell’utilità delle opere e del loro rapporto costi/benefici.
    Non voglio fare il provocatore ma senza una ulteriore specificazione sul genere di architettura cui ci si riferisce è chiaro che il solo immaginare questa distribuzione a pioggia di 37 piccoli maxxi, cioè di 37 mini, che diffondono il verbo su tutta Roma mi costringe a pensare: “l’avete scampata bella”.
    Saluti
    Pietro

  3. memmo54 ha detto:

    300.000 visite all’anno sono pura propaganda. E chi dovrebbe deliziarsi con le “opere di plastica” dopo aver visto i musei vaticani, quelli capitolini e tutto il resto che gli sta intorno ?
    Nemmeno cacciandoci a forza (…gratis… s’intende…) tutte le scolaresce di Roma si arriverebbe a quelle cifre.
    In qualsiasi altro modo si sarebbero spesi meglio: perfino a restaurare qualche pezzo di campagna romana…

  4. Davide Cavinato ha detto:

    Il post di galassi non fa una piega. Applausi, e lacrime susseguenti.

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