A proposito di elezioni e di architetti …
Eduardo Alamaro così commenta: …
“… è un noia, quest’Italia dell’Ordine democratico è tutta depressivamente omologata, da Nord a Sud, E non ci sono nemmeno “le scossette” e le escort edelizie per passare il tempo, per rallegrarci. O almeno non hanno ancora rilievo sui media. Ma diamo tempo al tempo: adeguare le professioni ai tempi si deve …
All’Ordine degli Architetti di Napoli la situazione non è diversa, anzi è peggiore di Roma. La presentazione delle liste è infatti scaduta non il 12 ma il 1° settembre, E il mese d’agosto si sa è quello giusto per (tentare di) formare liste “altre”. Che del resto non hanno alcuna possibiltà di successo. Specie se (formalmente e nominalmente) diverse o alternative a quella “storica”, plurivotata, Spesso ereditata da padre in figlio, da cum-pare a cum-è,
Lista storica (e stoica) senza rivali che esprime il presidente da sempre. E che, nel caso specifico, si ricandida per la n.n.n.n. volta. Sicuramente con successo. Auguri, vittoria e avanti! Famiglia e Tradizione!
Ma se questo giochetto, assolutamente e formalmente democratico, funziona da decenni ci sarà pur una ragione? Che non è solo di ambito antropo-illogico locale e suddista, Perché gli esponenti dellì’Ordine napoletano assumono poi rilievo nazionale. E d’oltre s-confine. E/o d’eterno confino. Una prece.
Saluti”
Eldorado




Quando si tratta di Ordine l’Italia è assolutamente unita da nord a sud, tutta uguale, non c’è lumbard o sudista che tenga, c’è solo l’Ordine, sempre se stesso, letteralmente.
Eppure qualche blitz è stato fatto, non so come: a Firenze, l’intero consiglio uscente spazzato via, a Lucca, per metà rinnovato, a Catania. Forse sarà stato merito di facebook? Chissà!.
Solo che serve a poco, perché è l’istituzione malata, vecchia, superata. Ma non sembra interessi a molti cambiare e quindi teniamoci questo sistema.
La responsabilità è nostra, non di altri.
Saluti
Pietro
L’attuale Ordine di Napoli è un vero trust pro domo mea. Infatti, loro di sinistra hanno cooptato i nuovi referenti della politica di centrodestra vincitori delle ultime elezioni provinciali. Così si sono assicurati la continuità degli incatichi. Sinistra e destra unita in un unico listone cementata da interessi comuni, ovvero la spartizione degli incarichi. Scetateve!