Chiese come garage …

da una notizia Agensir di ieri: …

SANTA SEDE: MONS. RAVASI (PONT. CONS. CULTURA),
“LE CHIESE SONO COME UN GARAGE”
“Un certo cattivo gusto nelle chiese, oggi è un dato di fatto. Per questo è indispensabile una formazione di tipo estetico a partire dai seminari e dalle parrocchie”. Lo ha detto mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia commissione per i beni culturali, illustrando oggi ai giornalisti l’incontro del 21 novembre del Papa con gli artisti. Ricordando una frase di padre Turoldo, “oggi le chiese sono come un garage dove Dio viene parcheggiato e i fedeli sono tutti allineati davanti a Lui”, Ravasi ha esortato a fare del “linguaggio della comunicazione religiosa un linguaggio estetico”. Idea condivisa anche da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, per il quale “le chiese, che nel Medio Evo erano prefigurazione del Paradiso, ricche di colori, oggi sono grigie e spoglie. E’ urgente riscoprire le cose positive che possono costruire l’estetica di domani”.
(…)

le vie della “modernità”, come quelle del Signore … sono infinite …

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3 Responses to Chiese come garage …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Sono favorevolmene stupito di questo dietro front di Mons. Ravasi che qualche giorno fa aveva invece dichiarato a P:L: Pansa per il Corriere della Sera: “«Il problema è che, mentre l’architettura sacra è riuscita ad effettuare il passaggio alle forme della modernità sin dai tempi di Le Corbusier e, poi, a quelle della contemporaneità, come mostrano le chiese di Richard Meir, Tadao Ando, Mario Botta e altri, non è stato così per l’arte figurativa. La Chiesa avrebbe potuto acquistare negli anni Sessanta, ad esempio, la “Crocifissione” di Joseph Beuys: sarebbe stato un segnale di apertura, ma non siamo andati in questa direzione. E così, nelle chiese di architettura contemporanea, i parroci spesso collocano all’interno riproduzioni di grandi quadri religiosi del passato in stile Guido Reni oppure opere di semplice artigianato perché non ci sono proposte in linguaggio contemporaneo di arte sacra». Notizia presa Tratta da Wilfing Architettura di Salvatore D’Agostino, che peò lui giudicava positivamente.

    Delle due l’una: o è effettiavamente una svolta a 180 gradi oppure la formazione di tipo estetico di cui parla Mons. Ravasi è quella di Le Corbusier,Tadao Ando, Meier, Botta, ecc.
    Temo che si tratti proprio di questa estetica: se non è garage è fabbrica.
    Bisognerebbe sempre chiedere di fare degli esempi, così, per evitare equivoci.

    Saluti
    Pietro

  2. maurizio gabrielli ha detto:

    Molto modestamente a me paiono finite………da ‘n pezzo.
    Con molto rispetto e nessuna devozione

  3. spot on ha detto:

    Sono come un garage perché qualcuno ha voluto che lo fossero. Vogliamo vedere cadere qualche testa, altrimenti queste affermazioni cadono nel vuoto, la solita fuffa.

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