Circolarità … del classico …

arteniesisabaudia

Emanuele Arteniesi, … inavvertitamente di passaggio a Sabaudia, … ci scrive: …

“Stavo scrivendo… ma stavolta non ce la faccio. Me scoppia il cervello.
ero andato a Sabaudia per studiare e riposarmi invece ora è peggio. Si perchè consideravo questi Classici Moderni, leggendo Pennacchi e studiando Moretti.
E allora in un paio di giorni un paio di sorprese: Muratore che dice a Pennacchi che la classicità di Petrucci la si deve anche alle esperienze di Aalto e Asplund… Antonella Greco che si chiede invece se l’impprovvisa modernità di Moretti degli anni trenta non la si debba a Aalto e Asplund… Non me l’aspettavo. Mai sentito… e si che dovrei saperlo che le relazioni sono quantomeno circolari, comunque mai unidirezionali… come quella che conoscevo da anni di Aalto con l’Italia. Circolarità e intersezioni che a Sabaudia…
Lì c’è la chiesa di Piccinato e gli altri, che pure se erano del MIAR con quel progetto parevano pure un pò RAMI, e questa chiesa mi fa sempre ripensare al classico moderno Siza che in casa Duarte la cita chiaramente…Alvaro Siza l’ho conosciuto meglio nel 98 perchè partecipò con una lezione su Aalto a Mantova alle celebrazioni per il centenario dalla nascita dell’architetto finlandese. Al Palazzo del Tè dopo aver visitato le chiese di leon Battista Alberti visitai la mostra su Aalto e poi seguii quella conferenza dell’architetto portoghese che ancora mi diceva poco. Non lo capivo. Però lì mi colpì per l’umiltà con cui, parlando dell’influenza esercitata su di lui dal lavoro di Aalto, spiegava i suoi progetti:” … ho fatto così…” come a dirci che magari poteva fare pure diversamente… Alvaro Siza spiegava quanto aveva studiato Aalto negli anni cinquanta, e la mostra spiegava quanto Aalto avesse studiato Leon Battista Alberti. Lo aveva studiato e di conseguenza aveva fatto negli anni venti alcuni progetti, ed anche altri che erano attenti al lavoro di Asplund in Svezia… i primi, quelli albertiani, per le chiese di Muurame, di Pertunmaa, che riprendevano Sant’Antrea a Mantova, e per il club dei lavoratori di Jyvaskyla con le pareti curve della sala delle riunioni che citavano i motivi del Tempietto del Santo Sepolcro nella cappella Rucellai…Tra quelli vicini al lavoro di Asplund per la biblioteca di Stoccolma (1920-28) c’era senza dubbio il primo progetto, premiato al concorso del ’27, per la biblioteca di Viipuri che poi verrà realizzata col progetto più funzionalista… E allora… che il Moretti della GIL di Trastevere coi lucernari rotondi e il Petrucci di Segezia avessero studiato Aalto per me è diventata una bella giostra… con Petrucci che riprende per il portale d’ingresso l’arco albertiano di Sant’Andrea ma forse dopo Aalto che lo aveva ridisegnato nel 1925 per il progetto di chiesa a Pertunmaa… paro paro…
E allora mi ritrovo per l’ennesima volta a Sabaudia davanti a questa chiesa dalla nicchia alta in facciata, pensando a Siza che pensava anche ad Aalto che era pensato da Petrucci e Moretti… un pò di foto, che ancora non ce l’avevo, e poi visto che ero in vena ho ripensato pure ad un’altra casa lì vicino a due passi, che m’è sempre piaciuta…Solo che adesso nel frattempo ho studiato un pò… Aalto Siza il MIAR il RAMI Moretti la scorza di travertino al girasole le facciate ritagliate il Petrucci ecumenico con le ceramiche verdi a fare del campanile di Segezia un minareto i classici moderni la terza via della scoperta dell’acqua calda… eccetera… E allora adesso sta casa, sempre stata chiusa, era strana!…Si perchè ero lì per capirci meglio di questa storia della terza via italiana che s’era aiutata con la Scandinavia… e sta casa ignota, suppergiù degli anni cinquanta, ora mi pareva che se la ridesse… perchè così com’era non capolavoro, anzi forse lavoro di bravo architetto rivistarolo,…aveva capito tutto. E aveva tutto a riassumere la giostra: la mediterraneità degli intonaci, il basamento in travertino, l’elenco delle funzioni con il patio sotto il ponte delle camere da letto e la zona giorno sotto, a novanta gradi ad abbracciare il giardino, le citazioni aaltiane nel listato verticale metallico dei parapetti, porzioni di pareti rivestite da ceramiche verdi identiche a quelle di Segezia, superfici murarie ritagliate, finestratura a morettiane “strutture di insiemi”… Quest’architetto a me ignoto era un genio di rivistarolo! Sapeva tutto… poi magari si scopre che non è ignoto…Ma lei professore lo sa chi era?
E mentre a Sabaudia… a Lecce Alvaro Siza teneva un’altra lectio magistralis…”

E. A.

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5 risposte a Circolarità … del classico …

  1. Biz ha detto:

    Professore, non se la può cavar così. Vogliamo la foto della casa e il nome dell’autore! :-)

    Il secondo, è meno importante.
    Perchè, se posso fare una critica a questo bellissimo ed intelligentissimo scritto, è una certa ossessione per i nomi degli architetti visti come “termine” di paragone dell’architettura.
    Mentre, forse è lo stesso scritto che di fatto lo dice, l’architettura e le sue cose ha una logica che è ancora al di sopra, e a cui tutti, quando sono bravi, attingono. Spesso, attraverso un altro. Ma nessuno di costoro è “temine” ma solo “tramite”.

  2. filippo de dominicis ha detto:

    a proposito di pennacchi, giusto un cenno alla chiesa di borgo mezzanone, con la semicupola in facciata.

  3. Salvatore Digennaro ha detto:

    A proposito di Petrucci consiglio un libro “Vecchie città, città nuove. Concezio Petrucci 1926­-1946” di Arturo Cucciolla.
    Molto ben illustrato.

  4. sergio 1943 ha detto:

    Sommessamente, comprensivamente, perchè pestando sui tasti può scappare a tutti un refuso, senza aria di saccenza ma a Mantova non esiste un Palazzo del Tè come non credo esista in qualche dimora locale una Coffee House. C’é Palazzo Te, abbreviazione di Tejeto. Per mera pedanteria, mi rifaccio a Wikipedia che propone, come possibile derivazione di Tejeto, Tiletum (località di tigli), il latino “atteggia” (capanna) o il gallico “teza” (tettoia). Per il resto, anche io come Biz vorrei vedere una foto della casa o almeno avere l’indirizzo. La curiosità può sempre essere buon motivo per una passeggiata.

  5. filippo de dominicis ha detto:

    ahhhhhh!!eccolo il famoso disegno a due mani, un vero siza e un falso siza…

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