Mattoni … romani …

KINGROS

Riceviamo da Filippo De Dominicis e volentieri pubblichiamo: …

“un pò scioccato dalle certezze manifestate dagli ormai abituali
avventori del nostro blog, giusto per ricordare che anche sulle riviste
patinate e di tendenza qualche buona architettura si pubblica ancora, e
che anche nelle vecchie e nuove paludi romane esempi di costruzioni
interessanti ce ne sono, la nuova biblioteca della lateranense di king
e roselli, dopo moretti, i passarelli, e lafuente, ci testimonia una
scuola romana che, sotto sotto, qualche punto di riferimento ancora ce
l’ha, forse…
a presto,”

F.D.D.

Grazie Filippo …

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7 Responses to Mattoni … romani …

  1. sergio 1943 ha detto:

    Senza forse! La Scuola Romana, anche se in spazi praticamente catacombali, é viva e lotta insieme a noi. Solo il partito radical-chic se ne era dimenticato non offrendo, una volta al potere, alcuna possibilità di esprimersi a quel gruppo ancora così folto fino a qualche anno fa. Per fortuna che il Vaticano é di un’altra pasta e sa quello che vuole e a chi rivolgersi nel momento opportuno. Ha chiamato i Passarelli per il nuovo ingresso ai Musei Vaticani (un’operazioncina che non avrà la visibilità mediatica della piramide del Louvre ma che assolve magistralmente alla stessa funzione) dopo averli chiamati, nei lontani anni ’70, a ricollocare in una nuova sede, che considero l’unico museo moderno in Roma, le collezioni ex-lateranensi. Ha poi incaricato Meier, con la sua chiesa di Tor Tre Teste, ad una operazione tanto più significativa della sede dell’Ara Pacis. Adesso l’Università Lateranense edifica questo gioiellino di vera architettura che non conoscevo ma al quale, queste poche fotografie, rendono giustizia. Chissà perchè guardandole mi viene in mente un nome: Alfredo Lambertucci.

  2. memmo54 ha detto:

    Un bell’artificio grafico non può sostituire un’idea profondamente radicata di solidità e di gravità che da sempre si accompagna a qualsiasi tipo di edificio.
    Esattamente come quando si citava, a proposito od a sproposito, un membro della Trimurti mettendosi al di sopra di ogni possibile critica, allo stesso modo ricorrere al mattoncino non significa, automaticamente, essere inequivocabilmente “romani” e instaurare un solido canale di comunicazione.
    E’ un passo importante ma non basta.
    Questi bei biscottoni di mattoncini , magicamente e sorprendentemente vaganti nell’aere ( come nei sogni più persistenti… ) potranno anche essere “belli” e “piacere” (… secondo la “specifica” terminologia di giudizio in voga su queste pagine… ) ma resteranno lettera morta, inutile esercitazione, e notevole spreco di risorse.
    Sono troppo caratteristici, troppo ricercati e complicati; troppo legati all’autore: in una parola troppo” individualisti”
    Ovvero l’esatto contrario dell’architettura che è cosa pubblica, sociale, di tutti.
    Fanno riferimento solo a precise volontà ( velleità ? ) dell’autore.
    Inconfrontabili, incopiabili, inattuabili (…immaginatevi l’edilizia minuta, per es. quella agevolata … quell’attacco del vetro è incredibilmente complicato e foriero di sicure infiltrazioni…contenziosi, cause ecc ecc.. )
    Potranno anche essere lodati e riveriti (… “lucidati cogli occhi” …) da studenti e post-studenti di ogni età ; ma non aggiungeranno alcunchè al patrimonio di tutti noi, della civiltà in cui sono stati concepiti : rimarranno ” lettera morta” , “progetto di lingua” di un mondo possibile di Tlon o Uqbar : chissà dove parlata e da chissachì” ; “vox clamantis in deserto”… niente di utile e costruttivo, purtroppo.
    L’architetto dovrebbe lavorare “dentro” e “per” la società e non contro od a dispetto di essa.
    La festa sta finendo: lo si vede anche dai sacerdoti dell’arte che volgono in uno stato che dire confusionale è poco; altri, di altre discipline, si preoccupano di portare un briciolo di razionalità nel perenne carnevale della fantasia e delle novità a getto continuo.
    La “leggerezza” comincia a prendere le forme, inquietanti, di una lettera di benservito.

  3. Biz ha detto:

    L’edificio – a giudicare dalla documentazione del sito dello studio King Roselli, non l’ho visto – ha una concezione spaziale pensata e interessante. Solo il dubbio di un po’ di spreco conseguente a quella concezione, di una qual forzatura, che sarebbe da testare dal vivo.
    Dalle foto sembra tutto ben progettato e ben eseguito. Tuttavia, Memmo 54 ha anche ragione.
    Nel senso che i mattoni hanno come ratio primaria l’essere portanti; e la loro qualità “decorativa”, all’infuori di quella materica, sta nella arte della loro concatenazione, che ha anche una ragione strutturale. Ne consegue che un mattone portato, ritagliato come fosse cartone, è un po’ “contro natura” (scuola romana o non scuola romana). Si può fare, però è un po’ come andare con una donna e fare solo rapporti sessuali che si possono fare anche con uomini.
    Ti perdi il meglio. E rischi di tradire il vero senso dell’atto.

  4. Pietro Pagliardini ha detto:

    memmo54 ha trovato le parole che io non sono riuscito a trovare, anche per non apparire esageratamente fazioso, per descrivere il “bel” progetto grafico delle foto.
    Aggiungo solo che, se per una fantascientifica ipotesi di annullamento della storia si dovesse ripartire da questo progetto per ricostruire un’architettura del nostro tempo, gli esiti sarebbero esattamente gli stessi di oggi: formalismo grafico, leggerezza, contrasti tra trasparenze e masse murarie che lentamente si trasformerebbero in sole trasparenze, linee storte (già presenti qui non se gratuite o giustificate), assenza di gravità, insomma, oggetti di design,ecc.
    Con tutto questo, complimenti all’autore: progetto sapiente e raffinato ma chiuso in se stesso.
    Saluti
    Pietro Pagliardini

  5. franco di monaco ha detto:

    Se mi posso permettere – per quanto può valere la mia “inutile e labile” opinione (lo premetto sempre, consapevole che le parole, tante, che si dicono e scrivono in un blob non “servano a più di tanto”! Chissà dove andranno a finire? Forse dove finiscono quelle dette a Ballarò o a Porta a Porta.. Nel Nulla appunto…) – il Sig. Biz ha intuito, se ho interpretato bene, quello che Qualcuno, tanto tempo fa quando non c’erano le riviste…., chiamava “LINEAMENTA” e “STRUCTURA”. Se poi parlassimo anche di SPAZIO,,,COME COMPOSIZIONE, forse saremmo a posto……
    Tanto questa sera c’è Porta a Porta….
    fdm

  6. Biz ha detto:

    Di Monaco, di questi tempi lei chiede troppo.
    Si accontenti dello SPAZIO … COME DECOMPOSIZIONE, e “la rottura della scatola-scatole” che ci hanno detto che è il futuro e la modernità, e chi non salta passatista è … è.
    Tanto, c’è Porta a Porta, l’isola dei famosi e quelli che il calcio.

  7. franco di monaco ha detto:

    Egr Biz, la ringrazio per la battuta davvero buona; condivido spesso i suoi argomenti; stia sù presto RICOMPORREMO L’INFRANTO….
    Saluti
    fdm

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