Pincio … Commission … Impossible …

Dopo la riunione di ieri sera nella quale si è ulteriormente, definitivamente e pubblicamente evidenziata la spaccatura in seno alla cosiddetta “commissione dei saggi” nominata da Alemanno sulla questione Pincio-Parking, tanto vale far circolare, nella sua forma integrale, la lettera inviata al Sindaco di Roma in data 08.08.08 …
abbiamo sperato fino all’ultimo nel “ravvedimento” di alcuni membri il cui ruolo pubblico e istituzionale ci sembrava imponesse un assoluto rispetto per il patrimonio storico e architettonico della città …
evidentemente … così non è stato …
ad ognuno le sue responsabilità …

“All’attenzione del Sindaco di Roma

Oggetto: Parcheggio Pincio

Gent.mo On. Alemanno,
innanzitutto, la ringrazio, visto che non ho avuto ancora l’occasione di poterlo fare di persona, della mia nomina a membro della Commissione incaricata di fornirle un parere sulla complessa questione del Parcheggio del Pincio.
Come lei sa ho, insieme agli altri membri, sottoscritto un primo documento provvisorio sull’argomento che le è già stato o le sarà recapitato in queste ore. Purtroppo però il tenore del testo fornitole, frutto come è della ricerca di un difficile equilibrio tra vari punti di vista, anche diametralmente opposti, non ha, a mio avviso, la forza necessaria a rappresentare, in tutta la sua oggettiva gravità, la situazione venutasi a creare con l’avvio della sciagurata iniziativa. Secondo me il risultato raggiunto collettivamente è quindi un documento troppo “debole”, piuttosto incerto negli esiti, ambiguo e quindi sostanzialmente inutile. Le stesse indiscrezioni giornalistiche, fatte trapelare fin qui sull’argomento, mi confermano, purtroppo, in questa convinzione …
Quella del Pincio è invece questione che va risolta in via definitiva e con estrema chiarezza.
Quel progetto è una mostruosità. Punto e basta. E non esistono compromessi possibili; riduzione, spostamento, camuffamenti archeologici e quant’altro …
Ma non sarò certo io a ricordare a Lei, che ne ha fatto anche oggetto della sua campagna elettorale, la dimensione culturalmente criminale di quell’infausto progetto capace di distruggere uno dei luoghi storicamente più rilevanti della città.
Non le farò quindi perdere altro tempo sulla questione e colgo solo l’occasione per allegarle questa mia breve memoria aggiuntiva al testo collegialmente concordato e rispetto al quale, soltanto per spirito di collaborazione con Codesta Amministrazione ho, fin qui, aderito ripromettendomi peraltro, se le cose all’interno della Commissione non potranno chiarirsi al più presto, di prenderne ufficialmente le distanze (in buona sostanza e con rammarico, non vedrei, purtroppo, alternativa alle mie eventuali dimissioni), al fine della tutela e della salvaguardia di uno dei tesori più preziosi della nostra capitale e anche, non ultima, della mia stessa onorabilità scientifica e professionale.

Ritengo pertanto che:

Gli aspetti architettonici e ambientali toccati dalla realizzazione del nuovo parcheggio rappresentano un sicuro motivo di allarme per la salvaguardia della qualità paesaggistica e storico-monumentale del sito che verrebbe per sempre definitivamente compromesso da una struttura del tutto incongrua alle sue qualità estetiche e culturali
La realizzazione della struttura, che prevede lo svuotamento in profondità del colle, e l’inserimento di un rilevantissimo volume di nuova edificazione comporta, infatti, la demolizione e la ricostruzione di un’ampia porzione del piazzale panoramico che verrebbe a ridefinirsi quale mero piano di copertura di una struttura funzionalmente assai complessa, quale quella necessaria ad una rimessa interrata, capace di parecchie centinaia di auto e che comprometterebbe in maniera irreversibile il valore storico e la qualità estetico-ambientale dei luoghi interessati a partire dalle memorie archeologiche fino alle più moderne rilevanze di ordine architettonico.
Lo storico piazzale verrebbe così a definirsi come luogo del tutto inospitale e privo di tutte quelle qualità che lo fanno oggi riconoscere, nonostante il suo relativo abbandono, come una delle località più affascinanti della città di Roma.
La creazione dei larghi pozzi di aereazione, degli estesi grigliati, delle scale di accesso per le uscite di emergenza, dei volumi tecnici di varia natura che andranno a caratterizzare il nuovo spazio di copertura saranno necessariamente in grado di trasformare definitivamente e irrimediabilmente il senso e la qualità dei luoghi, solo apparentemente ricostruiti in analogia al sito originale, ma, sostanzialmente, pura parodia di quanto nel frattempo sarà andato definitivamente distrutto.
Si ritiene pertanto impensabile che un’Amministrazione responsabile possa procedere oltre nella devastazione di una località storica tanto stratificata da millenni e che proprio da questa sua storica giacitura trae alimento essenziale per la definizione delle sue più che cospicue e irripetibili qualità di ordine estetico, culturale, storico, ambientale architettonico e spaziale.
I rinterri e le sistemazioni a verde previste niente potranno avere a che fare con la complessa qualità ambientale del giardino storico attuale; passeggiare tra gli sfiatatoi sovrapposti alla copertura di una gigantesca autorimessa non può essere il destino di chi, da tutto il mondo, viene a Roma per godersi uno dei più incantevoli panorami del pianeta e nemmeno per quei romani si vogliono godere una semplice passeggiata all’interno di uno dei parchi storici più belli della città.
Spingere una carrozzina, far passeggiare dei bambini, al di sopra di una griglia sospesa nel vuoto a qualche decina di metri di altezza tra gli effluvi di centinaia di automobili non è prospettiva civile per una città degna di questo nome.
Chi potrà più apprezzare il chiaro di luna al Pincio …
posando i piedi su una griglia di aereazione e aspirando gas venefici?
Oltre agli aspetti connessi alla devastazione irreversibile dell’attuale piazzale molta attenzione andrebbe posta anche per quanto riguarda gli accessi, sia carrabili che pedonali, previsti all’altezza del primo tornante lungo la rampa che sale oltre l’emiciclo di piazza del Popolo. Si tratta, anche qui, di uno dei punti più deboli del progetto in esame e che risulta del tutto insoddisfacente e capace, di per se stesso, di compromettere l’intera operazione.
L’accesso veicolare previsto tramite la grande galleria carrabile, camuffata appena e malamente dalle goffe archeggiature posticce che lo denunciano all’esterno, e il contiguo ingresso al tunnel pedonale, non sono tali da garantire, sia sul piano architettonico che su quello ambientale, quei requisiti minimi che ne possano consentire la realizzazione a meno della perdita irreversibile di una serie di specifiche qualità di quei luoghi definitivamente compromessi dall’eventuale realizzazione delle nuove opere. Concentrare, all’altezza del primo tornante, gli accessi, che verrebbero peraltro a sovrapporre, intrecciandoli, flussi di traffico disomogenei, oltre alle evidenti ricadute negative di carattere funzionale comporterebbe il definito snaturamento delle pendici del colle e la rilevante manomissione di un sito dalle accentuate valenze storico-ambientali. Per ovviare a tali pericoli l’unica risposta potrebbe trovarsi nella ricerca di una soluzione funzionale atta all’individuazione di eventuali accessi alternativi.
Da quanto precede non può quindi che concludersi in ordine alla assoluta ineseguibilità dell’intervento capace di indurre nel contesto paesaggistico-ambientale e nelle preesistenze storico-architettoniche alterazioni tali da risultare del tutto incompatibili con la qualità paesaggistica, architettonica, storica, estetica e culturale dei luoghi oggetto di trasformazione.

Giorgio Muratore
Roma 08.08.08

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9 Responses to Pincio … Commission … Impossible …

  1. memmo54 ha detto:

    Bravo !

  2. sergio 1943 ha detto:

    Pasqui’, sòrti dar sonno! T’aricordi? Quod non fecerunt barbari, fecerunt novi capitolini! |

  3. RondoneR ha detto:

    Se Alemanno non capisse o fingesse di non capire, sapremo che ogni speranza di cambiamento è stata ed è fumo negli occhi… Non ci sono soluzioni diverse. Degli Augias non sappiamo che farcene. Ringrazio ancora l’onestà intellettuale del Professor Muratore (che poteva farsi bello con false correzioni) e rilancio l’idea che noi romani dobbiamo cominciare a difendere davvero la nostra Città.

    In questi giorni si comprende chi sta con Roma e chi con il potere.

  4. Manuela marchesi ha detto:

    Oh Professore, oh mio Professore !

  5. eduardo Alamaro ha detto:

    “Devastazione irreversibile: chi potrà più apprezzare il chiaro di luna al Pincio posando i piedi su una griglia di aereazione e aspirando gas venefici?”
    Nobile e giusta questa poetica lettera Archiwatch al sindaco Alemanno. Noi tutti “passatisti del chiaro di luna (rossa)” di questo blog siamo arroccati sulla terrazza del Pincio e tifiamo Muratore. Dalle ‘nfaccia Muratò!!! Il buco truffaldino dello s-progresso non passerà!! Rivendica la tua e nostra “memoria aggiuntiva” alla città. Siamo cacacaxxi, abbiamo brutti caratteri spigolosi. Questi sono trucchetti déjà vu, loffei “scartiloffi” riciclati, nulla di nuovo, anzi sanno d’antico. Niente arrotonamenti e mediazioni!!! Perché non c’è più nulla da mediare tra zero e zero virgola uno. Se “i cacciatori” di Roma impallinano anche il Pincione e lo spelliscono nel parcheggio sotto terrra(zza), è finita (forse, ancora una volta). Chiudiamo bottega, è Nottola per tutti!! Dalle mani al buco sulla (e nella) città. Bandiera bianca sul Pincio dell’Italia invecchiata e parcheggiata!!
    Al confronto i tifoteppistelli interurbani (chiama Napoli 081) che domenica hanno devastato Termini e carozze ferroviarie calcistiche sono dei dilettanti allo sbaraglio. Buttati allo sbaraglio, e allo sbaglio da tanti buchi e “bucanieri” del genere e sottogenere. E sotto/generone moderno. Trattandosi di trappole e buchi, la questione è però letteralmente più profonda: è in realtà considerare i luoghi della città storica, la Storia tutta, come inutili cadaveri che ingombrano il nuovo e la vita d’oggi, pulsante e parcheggiante per il domani. Domanda d’attualità: è morte apparente (e apparante) o definitiva e “scientifica”? E’ monumento-cadavere o (in) morte archi-cerebrale? Questo il dilemma! Si possono espiantare legittimamente organi e funzioni?, trapiantare parcheggi e palleggi di responsabilità? O no?
    Come si vede, la situazione è grave, ma non è seria. Per cui è legittima la seguente domanda: ma il Pincio, a suo tempo, quand’era in vita vissuta e storica, ha fatto testamento biologico? Ha dato libero assenso e consenso per il trapianto di organi e funzioni? C’è il certificato di innesto-parcheggio? Vedete bene le carte, io credo di no. I Muratori affermano che il Pincio non è morto ed il certificato per il trapianto-funzioni (e frizioni) non c’è. Non può esserci.
    Per questo stasera mi son messo sulla terrazza del (mio) piccolo web-Pincio (col poncio e il punch-io) e mi godo il fresco al chiaro di luna Archiwatch. Con la griglia sulla brace, fatta alla romana. Fin quando sarà possibile!!! Saluti, eldorado

  6. isabella guarini ha detto:

    Le motivazioni di Giorgio Muratore per la salvaguardia del Pincio sono perfette. Niente da aggiungere o da togliere dal punto di vista architettonico, quindi ambientale. Vorrei solo fare una considerazione para-politica in quanto la città di Roma è da considerarsi la prima città-mondo della storia europea, una città patrimonio oltre i confini italiani. Ecco la questione più delicata da affrontare, di richiedere agli abitanti la consapevolezza di tale importante ruolo che la storia ha affidato alla città,e di rinunciare agli inutili spostamenti in auto.Camminare a piedi fa bene alla salute e alla tasca. Alemanno, il mondo ti guarda!

  7. Giorgio Granozio ha detto:

    Farei vedere questo video (qui’ sopra) ad Alemanno ma non credo che abbia nessun senso di humor…oppure ritornerei sulla `povera Patria` di Battiato.
    Il pincio e` una vera vegogna e sta diventando una macchia internazionale.
    Ci vorrebbero centomila baracchine di burattinai e palloncini anti-parking per poter evidenziare lo sdegno per questa idea idiota di rovinare la piu` bella citta` del nostro pianeta`. Sindaco Alemanno non ci pensi due volte! Anche se non vivo piu` a Roma, la mia anima e` sempre li!

    Giorgio Granozio, Edinburgh

  8. pinello berti ha detto:

    Caro Giorgio,
    Tieni la Tua posizione… in commissione capitolina: eviterei “aventinismi” che sanano lo sconforto ed assolvono temporameante, ma aprono la strada alla imposizione senza serie verifiche e sempre possibili modifiche migliorative per la rimessa dei veicoli sotto la collina del “pincio”.
    Non saranno il “design” di aeratori, griglie o rampe a fermare il progetto, e neppure reperti archeologici che semmai valorizzati spostandosi diventano percorso tematico.
    Neppure credibili quelli di Italia “loro”, post-craxisti della prima ora ed eterni presenzialisti.
    Gli accessi alle innovazioni urbane, dalle stazioni a Parigi di H. Guimard (1900) ai contemporanei si aprono ad infinite soluzioni.
    Assegnerei, semmai, il 40 % al parcheggio ad equo canone e il 20 % ai pochi residenti del tridente ed il 30% a vera rotazione oraria, sempre liberi e gratuiti.

    coraggio,
    pinello berti
    chiaia di luna, isola di Ponza

  9. gabrielemari ha detto:

    Ecco.
    Finalmente si parla di accessi, di coperture, di griglie di aerazione.
    Finalmente scopriamo i motivi per cui il parcheggio “non s’ha da fare”.
    “galleria carrabile, camuffata appena e malamente dalle goffe archeggiature posticce” per me è una motivazione sufficiente.

    PS: “finalmente” non è riferito a lei, Professore, che come membro dei Fantastici 5 ha ritenuto giustamente di non esporsi troppo nelle settimane passate…

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