Salvare il Pincio … dagli archeologi e dai sovrintendenti …

Nello stesso giorno in cui Andrea Carandini, principe degli archeologi romani e strenuo difensore dell’ascensore al Vittoriano …
spara dall’alto della sua dorata cattedra sovrana i suoi anatemi contro quanti cercano di salvare anche la sua città …
noi poveri e ottusi “talebani della conservazione” …
e che, fortunatamente, non abbiamo problemi con i finanziamenti ministeriali …
ci consoliamo con qualche cenno di solidarietà …
e alla faccia del Renzo Piano dell’archeologia …
riceviamo e pubblichiamo con soddisfazione:

“Caro Professore,
non credo si ricordi, ma io sono quello che l’ha salutata a Orbetello l’estate scorsa.
Non certo per piaggeria, ma solo per testimoniare una piccola prova di coerenza le allego il comunicato che ho inviato ieri l’altro alle agenzie …
solo alcuni siti lo hanno ripreso, ma non cedo e per quanto possibile farò la mia azione all’interno della maggioranza di cui faccio parte.
Un saluto a Danilo con cui ho condiviso la battaglia di via Nazionale …
Federico Mollicone


PINCIO: IL PARCHEGGIO? MOSTRUOSO NELLA FORMA, INUTILE NELLA SOSTANZA. BENE, RAMPELLI SU DANNO ERARIALE: LA CORTE DEI CONTI CERCHI I RESPONSABILI TRA LA GIUNTA VELTRONI SE CI SARA’ DANNO ERARIALE. PER ALEMANNO DUE DOVERI VERSO I ROMANI: SALVARE IL PINCIO ED EVITARE IL DANNO ERARIALE ALLA CAPITALE.

“Sento il dovere di ricordare che quando ero membro della Commissione Urbanistica del municipio Roma centro storico -l’anno scorso- votai il parere contrario alla delibera comunale sul parcheggio, insieme all’allora Presidente dei Verdi Francesca Santolini e al radicale Mario Staderini. Una ricostruzione necessaria per far comprendere la mia contrarietà, non alla luce dei recenti ritrovamenti archeologici – peraltro assolutamente da difendere – ma proprio per la mostruosità impattante del progetto che analizzammo e bocciammo da subito e trai primi e che divorerebbe il capolavoro del Valadier nel suo attuale assetto urbanistico. Un mostro modernista, al cui paragone, persino la teca di Meier verrebbe rivalutata. L’unica obiezione sensata, quindi, non è se si debba fare il parcheggio perché la risposta dovrebbe essere negativa già solo per il tipo di progetto, ma chi dovrebbe pagare il danno erariale conseguente – ammesso che ci sia- alla società assegnataria dei lavori. Un interesse legittimo che la Corte dei Conti come giustamente affermato dall’On.Rampelli dovrà tutelare, qualora, la giunta Alemanno decida di non procedere. Infine, il parcheggio del Pincio risulta inutile anche dal punto di vista dei posti creati, che potrebbero essere sostituiti con minore impatto con l’ampliamento del parcheggio del galoppatoio, come chiedono le associazioni dei residenti e di strada del Tridente e del centro storico da tempo. Crediamo, pertanto, che il sindaco Alemanno si troverà il 2 settembre dinanzi ad un duplice dovere etico: salvare il Pincio e l’immagine di Roma dall’orrendo urbano pianificato da Veltroni e impedire un grave danno erariale al bilancio della città. Siamo fiduciosi che il sindaco e la sua giunta sapranno fare la scelta migliore per Roma”

on Federico Mollicone (PDL)
presidente commissione cultura comune di Roma

Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.