Dalle nuvole … agli archetti … poveri architetti …

meier krier

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1 Response to Dalle nuvole … agli archetti … poveri architetti …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Il miglior commento che posso mandarle è il mio blog, fazioso contro le archistar e molto, molto benevolo con Krier. Ho scoperto da poco il suo blog che ha ottimi spunti, anche perchè lei è un bel tipo polemico, però non ho capito bene da che parte sta. Ho letto un brano dalla sua antologia e vedo che anche lei conviene che i danni che la cultura dello star system fa in ambito universitrio e, di conseguenza, sui futuri, recenti e passati architetti (me compreso) è grande. D’altronde liquida con un certo snobismo quelle forme che richiamano il passato, cioè Krier, il New Urbanism ecc. Credo di afferrare qual’è il senso di questa doppia condanna, o forse di questa doppia delusione però, vede, io faccio l’architetto, la professione, lavoro e faccio, di tanto in tanto, qualche concorso e, mi creda, i progetti alla Krier non vengono neanche presi in considerazione, anzi dileggiati, dai professori universitari i quali sono, per la stragrande maggioranza (fino ad oggi almeno) ipermodernisti e, io penso, iperfaziosi. Apri qualsiasi rivista, che ho smesso di comprare da tempo, e trovi progetti assurdi spacciati come opere d’arte da gente che non sa neanche scrivere in un italiano comprensibile.
    Non voglio parlare di opposti estremismi ma, insomma, alla violenza di un sistema culturale e mediatico non ci si può opporre con il fioretto. So che ci sono persone serie nell’università e anche in campo professionale, ad esempio il gruppo dei muratoriani, ma sono chiusi nel loro guscio e non fanno opinione.
    Krier, almeno, si mostra, esprime le sue forti convinzioni, non molla mai e poi…. è molto, molto meglio quello che la critica (e anche molti giovani architetti indottrinati) chiamano falso, se fatto bene, che una autentica schifezza da archistar infilata nel centro storico.
    Saluti

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