Da Fo a Celentano … per salvare Milano … a Roma invece …

Dopo Celentano, … come ci segnala Europaconcorsi riprendendo la notizia da Repubblica …
anche Dario Fo parla di «caos incredibile» e di «città in mano a formidabili speculatori» ragionando della Milano dell’Expo durante un dibattito per la presentazione del nuovo libro dell’urbanista Giuseppe Boatti «L’Italia dei sistemi urbani» (Electa).
«Da una parte c’è un caos incredibile nella pianificazione urbanistica – ha affermato il Premio Nobel – dall’altra, per quanto riguarda l’edilizia, ci sono formidabili speculatori che, di fatto, hanno condizionato tutto il futuro impianto di Milano».
Conversando con l’urbanista del Politecnico, autore del libro, che ha tentato di presentare un progetto alternativo per l’area della ex Fiera di Milano, Dario Fo non ha esitato a definire «inutili e orribili» i nuovi grattacieli. Ma ancor più delle valutazioni estetiche, il drammaturgo ha criticato la mancanza di un disegno urbanistico organico.
«Dietro non c’è un progetto serio, ma un progetto per vantaggi economici di grossa portata».”

A Roma invece … dove, evidentemente, non ci sono premi Nobel in libera uscita …
una folta legione di “intellettuali” … “schierati” … della Sapienza, …
praticamente, l’intera Brigata Vallegiulia, …
appoggiando inopinatamente, …
alla faccia dell’autonomia della ricerca, della cultura e della scienza, …
un candidato sindaco prossimo al ballottaggio, …
non ha vergogna ad affermare che: …
le iniezioni di funzioni forti …
garantiscono l’innesco dall’alto dei processi di riqualificazione”

eppure quei “formidabili speculatori” milanesi additati lucidamente da Fo … spesso sono gli stessi e sicuramente altrettanto famelici … che risultano attivi anche sul territorio capitolino … magari producendo grattacieli …
qui, evidentemente, utilissmi e meravigliosi …

sullo sfondo della campagna romana …
all’ombra della Cupola nostrana …

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10 Responses to Da Fo a Celentano … per salvare Milano … a Roma invece …

  1. pasquale cerullo ha detto:

    sullo sfondo della campagna romana …
    all’ombra della Cupola nostrana …

    sigh!

  2. emanuele arteniesi ha detto:

    Grazie professore… Dà un grande incoraggiamento a studiare e studiare e ristudiare per capire poi cose semplici…come l’autonomia della ricerca… e che Valle Giulia va ripresa…

  3. emanuele arteniesi ha detto:

    Festeggiamo la Liberazione… la liberazione dalla liberazione.
    Che non si sceglie mai niente.
    Festeggiamo la nostra calamità con gli Avatara di Guimaraes Rosa: “…
    “… Vossignoria già lo sa: vivere è etcetera…
    Abdichiamo alle variazioni goldberg.
    Facce che bis sbocciano

  4. stefanosalomoni ha detto:

    a Roma solo gli sNob_el.

  5. PEJA ha detto:

    Il fatto che Celentano e Dario Fo si siano posti a favore o contro questo o quello secondo me non è un fatto di cui esultare. Perchè rende lecito l’immissione di interessi diversi dall’urbanistica all’interno della disciplina, e così fa sembrare normale il fatto che i piani li facciano gli immobiliari e i costruttori…

  6. filippo de dominicis ha detto:

    io ora sono curioso…sono veramente curioso. aspetto volentieri chi sara il sostituto, nel nostro amato blog, nella sagra dei faccioni e delle camicie sbottonate, di goffredo bettini. barbareschi?!

  7. emanuele arteniesi ha detto:

    Caro Filippo il fatto è, secondo me, che questo PD è nato proprio male, e ora almeno ci sarebbe tutto il tempo per spazzarne via l’oligarchia. Altro che governi ombra

  8. andrea di loreto ha detto:

    e se al posto di bettini, ce metteno apicella??
    gigi d’alessio? … oppure, toni santagata?? …
    tutto pòesse, dopo quello che è successo ieri, m’aspetto pure topogigio…
    …roma come marte…
    ammazza che zozzeria…

  9. pinello berti ha detto:

    Caro Giorgio,
    Politici decenti si dimettono per sempre dopo un esito epocale quale quello delle elezioni del 13-14 aprile 2008 ed il ballottaggio per il Campidoglio !
    Resistono: Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna.
    Resta la Carta Costituzionale, che come disse Calamandrei: fu scrittta con il sacrificio dei partigiani sui monti d’ Italia, impiccati o fucilati nelle contrade e piazze delle nostre città, poi liberate, dei martiri torturati nelle prigioni dall’invasore.
    vgb

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