La Stella di Artemisia … e il surrealismo neoclassico nella pittura avanguardista …

stella

non è vero che la mia pars destruens prevarichi sulla construens … niente affatto … anzi … oggi, per esempio, tornando a casa giusto in tempo per il TG3 … ho visto e apprezzato un interessantissimo servizio sulla mostra che avevo avuto la fortuna di visitare appena ieri … poi quando ho aperto il computer per moderare in nuovi commenti sul mio blogghetto ho trovato questa straordinaria letterina che, ve lo giuro è autentica … non l’ho scritta io … che, come sapete non ne sarei capace, … con l’italiano classico … ho notoriamente dei problemi, …
mi ha confortato assai sul futuro delle nuove generazioni …
finalmente liberate da una cultura “degradante e massimalista” …

scrive, infatti, Federico Bozzi:

“Mi sono iscritto al vostro blog, proprio perche’ questa mattina sfogliando come al solito internet, ho letto il vostro blog e volevo raccontare la mia di esperienza. Anche io sono rimasto incuriosito dalle pubblicità sui nostri autobus che tra l’altro trovo molto simpatiche come modo per trasmettere informazioni sugli eventi di arte e cultura della nostra città. In piu’ essendo molto attratto dagli argomenti di cultura, insieme ad un gruppo di amici ci siamo recati alla mostra “La Tela di Penelope” . Purtroppo non siamo riusciti ad entrare alla tavola rotonda, perche’ era pieno di gente e non si poteva camminare, ma ho potuto ammirare la mostra che era dislocata nel sotterraneo del bellissimo Palazzo Valentini, della Provincia di Roma. Immerso nella musica classica ancora di piu’ le opere ci hanno trasmesso un’ottima sensazione. La cosa che trovo veramente rammaricante, trovare gente che scrive in questi blog non sapendo esprimersi in un italiano nemmeno leggibile, per cui mi chiedo:”Come e’ possibile che una persona che non sa nemmeno parlare, riesca ad esprimersi su cio’ che e’ bello e brutto, essendo poi l’arte un argomento da sempre ritenuto di gusto personale?” Dal punto di vista storico, poi, solo il tempo rispetto ad un’artista attuale ne fa la storia. E ‘ molto triste vedere come la nostra generazione abbia ancora queste profonde lacune nel mondo della cultura ed ancora che possano esistere delle persone che non riescono a parlare un minimo di italiano. Spero che proprio questo evento, da come ho letto su tanti articoli, sia l’auspicio al ritorno della cultura e della buona educazione, e che possa stimolare nei giovani di oggi, presi solo da trasmissioni futili ed ingannevoli che portano ad una cultura degradante e massimalista, una maggiore consapevolezza che del bello e del brutto, riportando nelle nostre scuole l’apprendimento delle materie classiche. E’ chiaro che il disagio psicologico, presentato all’interno della mostra e’ dato dal fatto che la mancanza di cultura non fa capire dove ci si trova e l’importanza di tale sotterraneo. E’ come se entrando nelle catacombe, si cercasse delle finestre. E’ veramente impensabile che non possa esistere un minimo di studio che abbia fatto ccapire al visitatore dove si trovasse. Spero che questi disagi di natura psicologica e non culturale, (perche’ e logico per un’amante dell’arte trovare nelle fondamenta delle mura romane, la bellezza delle stesse che nel tempo aumentando la cultura nelle persone vadano a guarire nei giovani della notra generazione. I miei amici sono rimasti molto contenti di questa iniziativa e se ce ne fossero delle altre, gardiremmo informazioni su riviste d’arte in tempi molto piu’ in anticipo in modo da poterci iscrivere alle atvole rotonde. Bellissimo il catalogo e le musiche classiche nel cd . Ringarziamo gli autobus che ci avvisano di questi eventi di arte e cultura.
Federico Bozzi

Non mi dite che siete rimasti delusi … un testo del genere merita una cornice … me lo appenderò davanti alla scrivania e me lo rileggerò a voce alta tutte le sere … meditando amaramente sulle mie colpe … anche perché spesso la realtà supera la fantasia …

Poi, visto che siamo sotto elezioni … non ci resta che sperare che la prossima amministrazione sia almeno altrettanto prodiga della passata … per quanto riguarda gli straordinari eventi culturali somministrati alla cittadinanza …

Ma non è finita qui … ché la giornata è ricca di soddisfazioni …
e, cliccando qua e là, … si scoprono cose mirabili e ci si arricchisce a ogni schermata … anche la storia dell’arte se ne giova … particolarmente …
per esempio: … lo sapevate voi? … che Artemisia …

http://www.artemisia.it/index.php?module=loadContenuto&idNav=27&Padre=25

quindi …
non ci resta che sperare per il meglio …
riguardo alla “salute” della nostra cultura … avanguardista …

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4 Responses to La Stella di Artemisia … e il surrealismo neoclassico nella pittura avanguardista …

  1. pasquale cerullo ha detto:

    Questa mostra, nei modi, mi ricorda quella tenuta nelle sale del Vittoriano da un’altra grande pittrice ‘a tempo pieno’ : Nancy Brilli.

  2. Carolina Marconi ha detto:

    A ‘zì: mica ce levi er romanesco, ora che t’hanno colto in castagna!? Pe’ le scole classiche ciài sempre tempo, no? Tutta ‘na vita davanti…
    E poi, quela “maggiore consapevolezza che del bello e del brutto” me pare propio propio er massimo, pe’ uno che se vòle esprime in itagliano puro…

    Continuiamo a farci del male (ops, del bene), con Penelope&AtacCompany…

  3. Pilia Emmanuele ha detto:

    Ora che ho letto questa lettera sono assai più contento di non essere andato a questa pacchianata.

  4. Guido Aragona ha detto:

    Ma questo è un capolavoro! Oltre alla frase del “massimalista” trovo che un altro passaggio veramente d’avanguardia surreale sia questo, che riporto per ulteriori meditazioni:

    “La cosa che trovo veramente rammaricante, trovare gente che scrive in questi blog non sapendo esprimersi in un italiano nemmeno leggibile, per cui mi chiedo:”Come e’ possibile che una persona che non sa nemmeno parlare, riesca ad esprimersi su cio’ che e’ bello e brutto, essendo poi l’arte un argomento da sempre ritenuto di gusto personale?” Dal punto di vista storico, poi, solo il tempo rispetto ad un’artista attuale ne fa la storia.”

    Troppo, troppo.
    No dai, l’ha scritto lei Prof., non ci posso credere.

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