“Milano conquista l’Expo” titola cubitale il Corriere …
“e chi se ne frega” … verrebbe spontaneo … e de core … dar core … de Roma …
ma effettivamente … una volta tanto … l’evento … esiste …
e allora eccoli, tutti schierati a commentare l’occasione epocale, … a sciacqausse la bocca co’ le solite pippe sull’architettura e sull’urbanistica … lo storico … er sociologo … l’architetto … è la manna pei pastoncini giornalistici …
ma gratta … grattta …
vedi subbito che l’affare, sia pur gigantesco e per grosso che sia …
alla fine, se le premesse sono quelle che si intravvedono, …
si smoscerà assai presto …
senza un’idea urbanistica degna di questo nome …
l’Expo-No-Logo … come qualcuno già lo definisce e che dovrà sostanziarsi nell’immaterialità delle “reti lunghe e … delle reti corte” come vorrebbero altri … lascerà una città sfranta così come se la ritrova oggi … senza un piano … senza un’idea che non sia quella delle grandi immobiliari d’assalto …
puttanate Citylife style …
i soliti noti già, a suo tempo, ingaggiati dai palazzinari arricchiti che, finalmente, sull’onda dell’Expo troveranno quindi il modo di portare a termine le loro stronzatine … già vecchie … prima ancora di nascere …
Immaginiamoci questa Milano “dopo” quest’Expo …
Sarà la parodia dell’ultima provincia cinese …
l’ombra appassita delle città nuove … del Golfo …
Riapriranno qualche naviglio …
Faranno il museo a Libeskind …
Costruiranno il quartiere di Foster …
Infileranno il Pirellone di Cobb nella nebbia padana …
Pianteranno un po’ d’arberi sulle palazze pe’ falle verdi come er Gorgonzola …
Poracci …
Almeno a Roma c’avemo ancora er Colosseo quadrato der povero La Padula …
che, per la verità, in settant’anni non è ancora servito a un cazzo …
e ché nun c’avemo fatto, manco, l’Esposizione …
ma … armeno …
poi che se’ sarvato da la guera e da Zevi …
te lo devi da tené … ch’é puro vincolato …
ormai se lo so’ dovuto pubblicà in tutto er monno …
e mo’ … puro sur Corriere …
sotto la faccetta furba de Fuksas (che magari nun è proprio Piacentini …) …
ma che, dopo Rho … ancora je rode a sti cispadani …
co’ quer collant sgarato … sbrindellato che j’ha rifilato …
‘sti romani …
sembra che nun so’ capaci de gnente … poi … sotto sotto …
ma, una volta, almeno, a Milano, c’avevano gente bbona …
come De Finetti, Ponti, Muzio e tant’artri …
ma oggi? …
povera … Donna … Letizia …
nun te resta che consolatte co’ ‘a palletta … der Cavaliere …
Forza Lupi …





Sempre ironicamente illuminanti le sue riflessioni.
Ma neanche uno spiraglio di ottimismo con 20 miliardi?
notevole il progetto su repubblica.it. fa proprio sognare…
Illuminanti?!?
Ironiche?!?
Post tipico di colui che rosica.
E ridaije col “rosica”: se uno non è d’accordo e lo dice è perché gli rode e ci ha invidia ? Mia nonna, da vecchia milanese, era solita dire: “pensa lader che tucc roben” (il ladro pensa che tutti lo siano).
Le palazze verdi come er Gorgonzola è bellissimo!! Avevo già visto quei progetti di Boeri in televisione (o non mi ricordo dove) e qualche perplessità me la davano… dei parchi verticali??… ma dopo essere stato al Saie sono rimasto nauseato… in un padiglione c’avevano messo una sfilza di piante (anche in orizzontale; poveracce!) per ricreare quell’atmosfera tanto eco-compatibile da toglierti quel poco di aria che ti rimane e renderla irrespirabile. Ce puzza pure come er Gorgonzola!!