Pennacchi … sui ponti pontini: un’invettiva …

Per fortuna che c’è ancora chi ha la forza, la voglia e il coraggio di indignarsi … anche per le “piccole” cose …

Reduce da Vallegiulia … ecco che Antonio Pennacchi viene involontariamente travolto, proprio sulla via di casa, da un’altra delle trovate “amministrative” dell’assessore di turno … tanto da vedersi costretto a scrivere quello che qui sotto leggerete e da convocare, (sabato 10 febbraio alle ore 16.30) sulla pubblica piazza littoria di Latina tutti gli interessati, alla sua: “Pubblica invettiva contro i traditori della bonifica” … in proposito, scrive oggi Pennacchi, sotto il titolo: I Vandali e la bonificaPare che Genserico, il capo dei Vandali, quando nel 455 d.C. saccheggiò Roma, decise di interrompere, abbattendoli, tutti gli acquedotti romani perché “minacciavano la sicurezza” delle sue strade. Dice: “Ma quello era un barbaro”. Vero. E difatti a Veltroni, a Roma, non è che sia mai venuto in mente di mandare le ruspe comunali ad abbattere quel poco che Genserico aveva pure lasciato degli antichi e vetusti acquedotti romani. A Latina invece sì.
L’assessore ai lavori pubblici Di Girolamo sostiene difatti (LatinaOggi 3/2/2007) che “l’abbattimento dei ponti di bonifica è indispensabile per poter offrire maggiore sicurezza”, non essendo altro “se non vere e proprie barriere di pericolo” per gli automobilisti: “Lavori necessari per mettere in sicurezza le strade”.
Ora però si dà il caso che – a memoria d’uomo, in più di 70 anni – quei ponti non abbiano fatto mai male a una mosca. Neanche uno straccio di assessore ubriaco, al ritorno da una cena elettorale, è mai riuscito ad andarci a sbattere addosso. Neanche volendo. La gente difatti si ammazza agli incroci, oppure perché va forte. Ma quelle – le interpoderali – sono strade costruite e progettate per il traffico locale e agricolo, ci debbono passare i trattori, non è Vallelunga. La strada Santa Croce ha 4 metri di carreggiata, e le spallette dei ponti stanno a 1 metro e 30. Nemmeno se ti ci vuoi suicidare, ci puoi riuscire. Ma se lui pretende, con 4 metri di carreggiata, di volertici far correre a 100 all’ora – in mezzo alla campagna ed ai trattori – allora è lui che si deve far ricoverare. Metti il limite di velocità. Oppure allarga la carreggiata. Ma non andare a rompere i coglioni ai muretti in pietra viva, con bauletto di cemento, dei ponti di bonifica. Che male t’hanno fatto? Quelli – insieme alle fasce frangivento e al celeste dei “poderi” Onc – hanno costituito per settant’anni il panorama storico pontino, l’unica Storia nostra, la scansione geometrica dello stesso inconscio collettivo: l’archetipo. Le ruspe che tu mandi addosso ai ponti – ruspe che per il momento ho l’onore di avere fermato (forse la cosa più bella che ho fatto in vita mia, forse l’unica – molto più dei libri tradotti all’estero – di cui mio padre sarebbe fiero) – è come se davvero Veltroni le mandasse addosso ai Fori, o al Colosseo. E questa è la giunta del sindaco Zaccheo – Capitan Littoria, secondo lui – difensore del mito e della fondazione? Mai come adesso il mito è stato calpestato – tradito – con gli attacchi non solo ai ponti, ma ai poderi, agli eucalipti, alle fasce frangivento e a tutto quanto. Ma questi per davvero credono che la fondazione sia solo Palazzo Emme? Hanno fatto e fanno più danno loro – alla fondazione e alla memoria storica – che tutti gli anni di Democrazia Cristiana messi insieme. Ma davvero manco i talebani, manco i comunisti. Che il Dio dell’Agro Pontino ci liberi al più presto da tale dissennata amministrazione.
(L’unico effetto pratico di questo abbattimento dei muretti dei ponti e ricostruzione ex novo in cemento armato e guardrail – in assenza di un contestuale e sostanzioso ampliamento di carreggiata, di cui però non c’è traccia – sembra proprio solo quello di far lavorare le imprese, mettendo in circolo denaro pubblico su cui qualcuno (ossia i tecnici, i progettisti e i costruttori naturalmente, mica i politici) possa poi giustamente lucrare. Mica è con la storia e la cultura che si mangia.)”

grazie ancora … Antonio …

P.S. … purtroppo, però, … a proposito di ruspe capitoline, …

Latina è vicina” …

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