Piazza Augusto … la solita sòla (2) …

Ancora a proposito di sòla … anzi di Solà …

Poiché leggiamo, qua e là …

Giuria internazionale (prima fase):
Francesco Venezia (Presidente)
Manuel De Sola’ Morales
Angelo Bottini
Giovanni Carbonara
Shlomo Aronson
Philippe Daverio
Eugenio La Rocca
Francesco Garofalo
Daniel Modigliani

Membri supplenti:
Luigi Franciosini
Guido Ingrao

Giuria internazionale (seconda fase):
Francesco Venezia (Presidente)
Manuel de Solà Morales
Angelo Bottini
Giovanni Carbonara
Shlomo Aronson
Philippe Daverio
Eugenio La Rocca
Francesco Garofalo
Daniel Modigliani

Ma, se, come ci risulta, …
Manuel de Solà Morales …
ad un certo punto si è “dimesso” …
(e sarebbe interessante capire perché) …
la composizione definitiva della giuria …
per il secondo grado …
quale è stata … realmente? …

insomma … la sòla … c’è stata … oppure no?

P.S.
comunque, a prescindere …
le questioni tecniche e formali non sono il nostro forte …
davvero un bel quadruccio di famiglia è quello che esce dai risultati, anzi dal risultato che davano in tanti e, da tempo, per scontato e al quale non abbiamo voluto credere fino alla prova dei fatti, all’evidenza, alla comunicazione ufficiale dei risultati, alla mostra dei progetti …
quindi, anche questa volta, è andata come “doveva” andare …
e ci dispiace che questa brutta pagina di storia romana sia stata scritta da alcuni, anzi da molti che ritenevamo, evidentemente a torto, al di sopra di qualsiasi sospetto …
Anche questa volta … a sistema, ci sono tutte le figurine del presepe archi-metropolitano … alcune anche importate direttamente dal mercatino partenopeo … cariatidi, relitti e rottami ancièn régime … abatini rampanti e lacchè di rango … assunti, alcuni per nomina regia, … talaltri per diritto ereditario …
tutti comunque legati da una sotterranea colleganza … una solidariteà di classe (magari al liceo …), d’accademia … di fede-razione e di partito (quale? … di questi tempi …) … pseudo-politica … facoltà-partito … rampantismo … borsa-nera culturale … cattedre di scambio … un incarico non si nega a nessuno … purché stia alle regole del “giuoco” … “magna e … tasi …” … immarcescibili funzionari assunti nonsisabenecome … che occupano da secoli postazioni strategiche … politici partiti sul motorino … arrivati allo scaldino … tutti comunque “furbi” … allineati e “coperti” … basta che sai l’inglese e diventi “strategico a livello internazionale” … palafrenieri del moderno con vista parking … valorizzatori di tutto e di più … ex assessori creativi … super-consulenti a gettone … esperti (ma de che?) … assessori ad altissima longevità … amici della Famiglia … gente che organizza, pianifica e maneggia … manager, quindi … quelli che escono dal piano e entrano nel gruppo … quelli che fanno le cazzate … e, quindi, vengono promossi … quelli che chiamano quello famoso … che poi passa la fregnaccetta loro … quelli che manco li cessi … e je danno li mejo monumenti … quelli che nun sanno un accidenti … e, quindi, insegnano … quelli che: ‘na volta me tocca stà in giuria … e che la volta dopo l’amico loro c’ha vinto je dà ‘r premio lui … quello: che se … se ne stà bono, comunque je danno quarche cosa … ‘na presidenza … almeno consigliere … ‘nte preoccupà … che prima o poi ‘riva …

ma di Architetto, in tutto ‘sto casino, ce ne fosse … almeno … uno …

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3 Responses to Piazza Augusto … la solita sòla (2) …

  1. isabella guarini ha detto:

    Osservando la Piazza Augusto Imperatore dal satellite con Google Earth, appare evidente la chiusura costituita dall’ampliamento del Museo dell’Ara Pacis verso il segno naturale più caratterizzane la città di Roma, il fiume Tevere. Bisognerebbe eliminarla per dare verità all’obiettivo del progetto vincitore del concorso per la sistemazione della piazza Augusto Imperatore. Infatti nella presentazione del progetto, su Europaconcorsi, è scritto:
    “La lunga cordonata che dall’immensa abside di San Carlo al Corso scende fino al Tevere, restituendo unità e senso ad uno spazio oggi informe, propone alla città di Roma un nuovo scenario che richiama le spettacolari sistemazioni settecentesche di Ripetta (oggi scomparsa) e di Trinità dei Monti, ove valga la pena, come un tempo soleva nella Capitale, di muoversi e sostare. “

    La cordonata di cui si parla nel progetto vincitore si presenta come la sistemazione di una enclave urbana, la cui parte migliore è nel sottosuolo, in quanto le quinte esterne sono state costruite per altri fini su tutti i lati, e quella verso il Tevere occlude il punto di arrivo per cui le cordonate sono fatte nelle scenografie urbane. È come se una scala monumentale andasse a sbattere contro un muro.
    Altra questione è l’aver separato il Museo dell’Ara Pacis dalla sistemazione dell’intera area urbana, azione politica che contraddice palesemente le dichiarazioni dell’ente banditore di voler dare unità a un settore urbano costituito da interveti frammentari. Come per dire che, invece di tanti bocconi, ne facciamo solo due, uno global e l’altro local, in sintesi glocal!
    Mediamente!
    Sono convinta che non si tiene abbastanza in considerazione l’opportunità di partecipazione che offrono i nuovi media, per cui a lungo andare anche i concorsi ristretti, di retaggio feudale, saranno sconfitti dalla loro incomunicabilità.

  2. pasquale cerullo ha detto:

    Per Isabella G.
    Su pagine gialle visual-mappa, l’mmagine è più dettagliata.
    http://visual.paginegialle.it/beta?cf=61&cb=0

  3. Stefano Rocchi ha detto:

    Mi trovo a scrivere non tanto per un’insoddisfazione del nostro risultato o del nostro progetto (ho partecipato al Concorso come collaboratore di un gruppo entrato in seconda fase) – anzi direi per nulla – né tuttavia per mettere in discussione il progetto vincitore limitandomi ad uno sterile giudizio post risultato, povero e poco costruttivo, ma per rendervi partecipi e invitare voi tutti a riflettere e a capire come, molto spesso, dietro ad un concorso pubblico, in cui si fa tanto per mantenere l’anonimato e la trasparenza, ci siano poi eventi che possano indurre a pensare che un certo voto sia stato influenzato da rapporti consolidati tra partecipanti e membri di giuria. Vorrei aiutare ad aprire gli occhi, senza offendere nessuno, non mi permetterei mai, a tutti coloro che non hanno la malizia di pensare che alcuni concorsi sono pilotati o se ne conosce già il risultato prima della stesura del bando, come forse lo è stato per questo! Parlo soprattutto per chi nei concorsi pubblici investe tanto del suo tempo, delle sue risorse e fatiche pensando che sia un valido metodo meritocratico di aggiudicarsi incarichi e scrivo soprattutto perché un giovane come me, non può che mostrare rabbia di fronte ad alcuni “giochini” che se sono vergognosi ed inaccettabili quando vengono fatti, diventano ignominiosi quando fatti con la sfacciataggine e l’arroganza di chi con consapevolezza sfrutta l’indifferenza dell’opinione pubblica.

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