Veltroni … “architetto” … al telefono …

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Anch’io ho sulla scivania un vecchio telefono di bachelite …
e, dopo aver letto l’ultimo libro di Walter Veltroni La scoperta dell’alba (Rizzoli, 2006) ho qualche incertezza a impugnarne la cornetta …
si perché tutto il “romanzo”, tutto il racconto (romanzo-breve, diario apocrifo, di una vita intera …) si svolge al telefono … appesi a quel particolare telefono nero che mette in contatto con la storia, i sentimenti e soprattutto i turbamenti edipici dell’anima di un figlio alla ricerca di un’identità difficile … molto difficile …
Non sono un critico letterario e quindi non mi soffermo sulle eventuali qualità dello scritto o magari sulle sue infinite astuzie mediatiche …
quello che mi ha incuriosito, ed è per questo che ve ne parlo, è il particolare interesse che l’autore rivela per il mondo degli architetti, della scuola di architettura, della facoltà di Architettura, nella quale i protagonisti giocano le loro parti negli anni di piombo … in una sorda e sanguinosa lotta … per il potere … attorno alla presidenza …
qui il nostro sindaco dimostra una passione speciale, un’evidente familiarità, per il mondo dell’architettura che lo porta ad una particolare forma di immedesimazione … una specie di amore-odio, di fascinazione e di disprezzo insieme … che ci rivela, almeno per me è stato così, un Veltroni inedito: … praticamente … un Veltroni, “architetto” … al telefono …
che, ricordando le passioni giovanili dei due protagonisti, cita addirittura la figura di Cedric Price: “ … un meraviglioso architetto visionario che considerava il tempo la quarta dimensione – dopo altezza, larghezza, lunghezza – del progettare. Amava l’idea che l’urgenza del tempo cambiasse, dovesse cambiare, lo spazio. Fece progetti importantissimi per la storia dell’architettura, come il Fun Palace, che immaginava nel 1961 un centro culturale multidisciplinare. Tanti progetti ma, meravigliosamente, una sola realizzazione. La voliera dello zoo di Londra, un luogo simbolico. E la leggenda vuole che sua moglie fosse l’attrice che ha ispirato il nome di Eleanor Rigby, la canzone dei Beatles nella quale si dice: ”Tutta la gente sola, da dove viene? Tutta la gente sola, a chi appartiene?”…

Speriamo che “conoscendo” così bene gli architetti, sappia anche tenerli a bada …

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8 Responses to Veltroni … “architetto” … al telefono …

  1. António Machado ha detto:

    Parabéns pelo Blog e muitas felicidades.
    Um abraço de Portugal

  2. Filippo De Dominicis ha detto:

    Evviva il luxometro, il gazometro fasciato di luce per il nove settembre,notte bianca romana…!!!Che ci sia lo zampino dell’architetto-cantante, insieme a quello del nostro sindaco?Alla faccia dell’inquinamento luminoso…notte bianca senza stelle dunque…

  3. isabella guarini ha detto:

    Ciò che più mi colpisce nelle performance dei politici è il fatto che possono diversificarsi, da sindaco a scrittore, scenografo, critico cinematografico, giornalista e quant’altro, sempre con successo.Invece, agli architetti non è concesso nemmeno di essere architetti quando si tratta di affrontare le questioni per competenza professionale. Bisogna sempre mostrare il curriculum vitae et studiorum, nonchè il fatturato e il possesso della global nationality!

  4. pinello berti ha detto:

    Caro Giorgio,
    Anche io mi sono incuriosito, leggendo su un quotidiano romano della famiglia vicina ad un noto politico bolognese ex presidente della eccellentissima ” Camera dei Deputati” della Repubblica Italiana leggendo un estratto dall’ultima fatica letteraria dello stimato sindaco di Roma.
    Sapevo che non era mai stato “comunista”, ma in gioventù vicino ai repubblicani, amante degli STATI UNITI d’ AMERICA e di BOB KENNEDY, che aveva frequentato con molto profitto il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma-Cine-Città; ma che nel rossore dell’ alba avesse visto DIO… ha superato il Papa tedesco.
    cari saluti,
    v.g.berti
    Capalbio

  5. Andrea Di Loreto ha detto:

    Mi fa piacere sapere che il sindaco Walter conosce C. Price.
    Dicono che Cedric Price sia ancora una persona molto ironica, piena di umorismo, uno che non si prende troppo sul serio.
    Invece qualcun’altro fà sul “serio”, molto sul serio!
    Anche quando si tratta di copiare gli edifici!
    E dIfatti si dice che a Parigi ci sia un edificio, progettato da qualcuno in tandem a qualcun’altro premiato di recente a Venezia, che sembra proprio il “Fun Palace” di C. Price. …?!!?…

    E’ proprio un peccato che questo bravo e simpatico architetto non sia stato preso in considerazione in modo approfondito…
    e chissà perchè, vanno avanti sempre le solite persone?!
    Un Pritzker di quà, un RIBA di là, un leone tanto pe cambià, ma a lavorà in studio chi ce stà??

    Qualcuno diceva che a pensar male… ma qualche volta…

    Un libro di architettura che consiglio a tutti:
    “Architettura e massoneria”
    edito da Gangemi…

    mi raccomando:
    – leggete bene le istruzioni…
    – provate per credere…
    – massoneggiando s’impara…
    Per il resto ci sono i giudici con le guardie giurate.

    Un saluto.

  6. simone ha detto:

    a me risulta che c. price sia morto nel 2003…

  7. Andrea Di Loreto ha detto:

    Errata corrige del post precedente:
    chiedo scusa, purtroppo ignoravo, con grave colpa, la scomparsa di Cedric Price avvenuta nel 2003.

    Di nuovo le mie scuse,
    un saluto.

  8. Andrea Di Loreto ha detto:

    per simone:
    hai ragione e ti ringrazio in anticipo per la tua precisazione.
    Con grave colpa ignoravo questo fatto… che dire, non sono propriamente uno “storico” e neanche architetto.
    Sono solo appassionato di architettura e quando si fanno altre cose per campare, è difficile rimanere informati.

    In quel commento, volevo solo far notare che Piano e Rogers (architetti super premiati) per il loro centro Pompidou si sono fortemente ispirati al Fun Palace di C. Price.

    A proposito sai se per caso, al centro Pompidou hanno tolto i ponteggi?
    E gli scarichi per i calcinacci messi in diagonale fuori dalla facciata?
    Eppoi perchè hanno messo gli scarichi dei calcinacci in diagonale?
    No perchè così come stanno i calcinacci scendono male.
    Sti cavolo de manovali!
    Non ci sono più i manovali di una volta!

    Eppoi dicono che gli architetti non sono bravi!! …!??!…

    Grazie comunque per la tua precisazione…
    :-) :-) un saluto.

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