Chi la tira giù … chi la tira su …

Ne vedremo di belle alla Biennale … Anche l’Italia degli architetti è divisa in due … Purini Vs. D’Amato?

… Chi la tira su … e chi la tira giù …

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chi la tira giù … chi la tira su …

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6 Responses to Chi la tira giù … chi la tira su …

  1. Isabella Guarini ha detto:

    Torre Eurosky di Franco Purini.
    Da Europaconcorsi-Portfolio 237. ” L’Eurosky, una torre residenziale di trenta piani abitativi più cinque livelli destinati a locali tecnici, sarà uno dei più alti edifici di Roma. Inserita in una delle diciotto nuove ‘centralità metropolitane’, quella dell’Europarco Castellaccio, situata a ridosso dell’Eur, è stata pensata come un volume semplice, ispirato alle torri medioevali che punteggiano il centro delle città, singolari presenze architettoniche tra le quali spicca la poderosa Torre delle Milizie. Rivestito in granito il grattacielo lamellare, realizzato in calcestruzzo e acciaio, è misurato dalle bucature regolari dei balconi, che creano un gioco di ombre dense e profonde. Pur configurandosi come un’architettura fortemente unitaria la torre ‘Eurosky’ è articolata in due prismi verticali, ciascuno dei quali servito da due blocchi di scale e di ascensori, collegati da ponti che accolgono al loro interno parte degli impianti tecnici. Altri ambienti destinati a impianti sono collocati alla sommità dell’edificio, coronato da una grande struttura che sostiene una parete di panneli fotovoltaici. All’etremità della copertura si proietta nel vuoto la pista di atterraggio per elicotteri. La struttura di sostegno dei pannelli fotovoltaici crea una sorta di piega della facciata esterna, di cui raccoglie la tensione verticale trasformandola in un forte episodio plastico, un grande scavo che con la sua mobile ombra contrasta la composizione seriale della torre. L’immagine dell’ ‘Eurosky’ si propone nel panorama della parte di Roma su cui sorge come un elemento chiaramente riconoscibile, un segno metropolitano autorevole e duraturo che darà un senso diverso alle emergenze verticali dell’Eur, conferendo ad esso una nuova e più significativa visibilità.”

    Ho conosciuto l’opera di Purini e Thermes in alcuni edifici residenziali del Piano delle Periferie per la ricostruzione a Napoli dopo il terremoto del 1980. Ricordo di aver apprezzato il rigore compositivo degli edifici nel contesto degli antichi casali che una volta erano Municipalità autonome e, negli anni venti, aggregati al Comune di Napoli, per formare la Grande Napoli. Non so in che stato di conservazione siano ora quegli edifici. Di fronte all’Eurosky non ritrovo la stessa tensione nel rapporto con l’ambiente, che appare più asserita che rappresentata. Penso che l’edificio aspiri a una perfezione virtuale, in sé e per sè. Gli edifici di Punta Perotti, invece, avevano il preciso obiettivo d’appropriarsi di tutto il paesaggio a scapito della collettività, senza riserve. Di qui l’esplosione e l’implosione.

  2. Valentino Chiapparelli ha detto:

    Il problema è sempre quello…la conservazione. Vedere delle belle chine o dei bei rendering su carta lucida che esaltano la perfezione (ammesso che sia perfetta) della forma ed il candore del bianco illude ormai da quasi un secolo. Gli architetti non si stufano di passare davanti le loro opere ed ammirare dopo un anno o giù di lì quelle belle tracce di muffa, umidità e quant’ altro che fanno la felicità dei detrattori del moderno. Se posso permettermi consiglio di leggere “Maledetti Architetti” di Tom Wolf edito nella collana dei Tascabili Bompiani che, a fronte delle ottime storiografie lette e rilette, torna a fotografare e a discutere con occhio un po’ cinico ma efficace alcuni “classici” del moderno, da Gropius a Rietveld, da Le Corbusier ad Aldo Rossi. Forse non solo noi studenti camminiamo con i paraocchi…. magari è un male comune agli architetti… occhi che non vedono ( e che dimenticano !)

  3. Andrea Tamburro ha detto:

    Una pista di atterraggio per elicotteri!?!? Quanto verrà utilizzata, e soprattuto… da chi? Chi è che a Roma torna a casa o va al lavoro con l’elicottero (che certamente sarebbe comodissimo…)?!!?

  4. Filippo De Dominicis ha detto:

    Perchè una pista di atterraggio per elicotteri proiettata nel vuoto,a sbalzo,con tutti i problemi che questo tipo di soluzione comporta,quando, volendone proprio installarne una, ci sarebbe stata tutta la copertura a disposizione?Io non sono ancora un architetto progettista, e chiedo quindi a voi una risposta a questa domanda un po stupida.Pannelli fotovoltaici e poi…e poi energie inutili spese per una pista di atterraggio di elicotteri a sbalzo…

  5. Valentino Chiapparelli ha detto:

    Bè …. ormai le piste di atterraggio per elicotteri in cima agli edifici ce le hanno tutti…. non vogliamo esser da meno ! A pensarci prima ne potevano fare anche una a piazza Augusto Imperatore che lì scrivendo una bella H sul mausoleo ci viene tutta…per una capitale ancor più proiettata nel futuro e per una rivalorizzazione del patrimonio archeologico (!)

  6. Filippo De Dominicis ha detto:

    Allora,non è una questione di piste di atterraggio di elicotteri,sulle quali credo ci sia poco da dire in quanto soddisfacimento squisitamente funzionale di una richiesta verosimilmente avanzata dalla committenza(a questo punto, a proposito di committenza,sarebbe utile chiedersi con quali modalità il nuovo piano regolatore programma o meglio,progetta,lo sviluppo delle nuove centralità metropolitane..e quale sia il ruolo del soggetto privato,e quanto peso questo abbia nell’intervento…se è vero,come è vero,che velodromo olimpico,centralità al castellaccio,e ponti del laurentino si trovano tutti nel raggio di un chilometro,due al massimo,in una zona dilaniata da spaventosi interventi di edilizia residenziale di scarsa qualità architettonica ma di “alto standard..”-fatevi un’idea girando per via del mare della cina, vedrete che automobili-che aggredendo quell’isola felice che era l’eur,puntano diritti al mare,forse realizzando una vocazione gia segnata 60 anni fa…).Digressione a parte-che non intacca la qualità intriseca dell’opera architettonica in questione, la quale dovrebbe essere slegata da giudizi morali derivanti dal quadro in cui si realizza..-mi chiedo davvero la ragione semplicemente progettuale,di una simile struttura,soggetta a quali carichi,a sbalzo.Cioe la ragionevolezza in termini archi”tettonici”di una simile soluzione,dove sta?
    Zaha Hadid,nella casema dei vigili del fuoco al Vitra di Basilea ha avuto la pretesa di coprire con una campata unica la sala dei camion,e di chiuderla lato strada con un elemento scorrevole;risultato:tra l’uscita del primo veicolo e quella dell’ultimo passano circa 5 minuti.Ovvero il tempo di apertura di tutta l’impalcatura.Geniale no…?
    Scusate la lungaggine.

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