Il sogno dei “maestri” …

l’incubo delle galline …

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Una volta ho letto un’intervista fatta a Daniel Libeskind, mi pare riportata anche nel suo libro se non erro, in cui il famoso architetto raccontava di una sua docenza in una qualche università. Durante quella lezione chiese ai ragazzi chi di loro volesse diventare immortale, chi, studiando architettura avesse la voglia di lasciare un segno del proprio passaggio… i ragazzi un po’ intimoriti ed evitando di peccare di presunzione non alzarono la mano e non risposero. Lui, di tutta risposta, disse: “male ragazzi, tutti i bravi architetti dovrebbero avere la voglia di lasciare un segno del proprio passaggio”.
La frase è condivisibile come no, dal mio punto di vista regge fin quando uno è bravo, poi diventa una messaggio “terroristico”.
Io credo che il tutto si possa riassumere in questo, foto come quelle riportate sono belle ma hanno pro e contro, sono spazi abitativi ma sono aree tolte al resto, sono segni di “virilità” archietttoniche e di speculazioni edilizie, sono indubbiamente segni di architetti che hanno saputo fare il proprio dovere e che hanno soddisfatto la domanda di Daniel, ma molti altri non sono altrettanto bravi o non hanno risposto allo stesso modo, ed è di questi che bisogna aver paura, magari cercando di ponderare le parole e frenare la propria voglia di immortale megalomania.
E intanto le galline tremano…