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DAL BRITANNIA ALL’EXPO … COME LE API SUL MIELE …
EXPO, PRINCIPE HARRY PRESENTA PROGETTO PADIGLIONE INGLESE
Dopo il saluto, rigorosamente in inglese, dell’Ambasciatore britannico Christopher Prentice e della presidente della Fondazione MAXXI, Giovanna Melandri, che si è detta “onorata” di accogliere Sua Altezza Harry d’Inghilterra e di ospitare all’interno del museo un evento così importante, si sono succeduti sul palco dell’Auditorium gli interventi dell’Amministratore Delegato e Commissario Unico del Governo per Expo 2015 SpA, Giuseppe Sala e del Commissario britannico per l’Expo 2015 Hannah Corbett. Ma l’onore di svelare il vincitore tra le proposte degli otto team creativi selezionato per la fase finale del concorso e quindi presentare il progetto del padiglione britannico ad Expo 2015, e’ andato al principe Harry, annunciando il nome di Walfgang Buttress. Il principe si è detto “lietissimo” di essere al Maxxi questa sera a svelare il nome dell’architetto che realizzerà il padiglione dell’Expo. Le parole chiave dell’esposizione saranno “sostenibilità e sviluppo”, temi che al principe Harry stanno molto “a cuore” in quanto ha dichiarato di sentire sulle sue spalle “io come molti di voi qui oggi – ha precisato -, una grande responsabilità verso le generazioni future”. (Omnimilano.it)
Expo, l’alveare di Buttress per il padiglione britannico …
Il progetto del padiglione inglese per Expo 2015 – Stream24 …
Da Ricky a Zazzà …
dalla melandrina al principino …
Britannia triumphans …
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ExPolis 2014 … “La forma della relazione” …
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Nuvole e riflessi …
“Andavo al mare ma come non fermarsi di fronte allo spettacolo gratis offerto da cirri e cumulonembi riflesso all’esterno? Come non fermarsi di fronte allo spettacolo costosissimo offerto dall’ossatura metallica trasparente all’interno?”
Sergio 43
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MARINO … “TRE IN UN SOL COLPO” …
ti allego un pezzetto che ho scritto per Voce Romana che riguarda l’attenzione che il Sindaco Marino presta alle tradizioni romane…. Per cancellarle!
Mi farebbe piacere se lo condividessi tramite il tuo blog con tutti coloro che ancora hanno a cuore la nostra storia.
Inoltre ti segnalo due “divertenti” articoli…. Perfino a Imola ridono di noi!
Grazie per l’attenzione, un caro abbraccio”
Francesca Di Castro
TRE IN UN SOL COLPO
21 aprile 2014 – Natale di Roma
“Se non fosse stato per l’eccezionale organizzazione del Gruppo Storico Romano che è riuscito a coinvolgere 42 associazioni di ricostruzione storica provenienti da nove Paesi europei e a realizzare l’imponente parata a via dei Fori Imperiali e le esibizioni al Circo Massimo, (senza alcun contributo da parte del Comune né alcuna pubblicità), il Natale di Roma sarebbe passato sotto silenzio. Questa ci pare la volontà della nostra Amministrazione Capitolina.
In un colpo solo il sindaco Marino ha cancellato tre romanissime tradizioni che riconoscevano da parte del primo cittadino dell’Urbe – che dovrebbe essere il fiero difensore di Roma– i meriti acquisiti da studiosi italiani e stranieri in favore della Romanità: annullate le celebrazioni nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio per la consegna del prestigioso Premio “Cultori di Roma” giunto al suo 60° anno consecutivo; annullata la consegna del Premio “Certamen Capitolinum” giunto al suo 65° anno; e infine annullata la consegna della 75a Strenna dei Romanisti, raccolta d’inediti dei maggiori studiosi di Roma che fanno parte del Gruppo dei Romanisti, fondato nel lontano 1929.
Né il sacro colle a cui sale ogni giorno, né le sacre mura che lo accolgono, né i nomi dei più prestigiosi difensori della Romanità che l’hanno preceduto, hanno potuto infondere in Ignazio Marino il senso di partecipazione alla storia immortale di Roma.”
Francesca Di Castro
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“SOTTO IL SEGNO DEL PERICOLO” … UNA TRACCIA …
“Come dicevo, l’altro giorno mi era capitato di avere un appuntamento sotto EuroSky. Nell’attesa guardavo la torre con la sua stravagante copertura. Ero perplesso e con un senso di déjà vù. Avevo letto che la lastra inclinata sarebbe stata coperta da pannelli solari, che quella piana sarebbe stata usata come superfice per un eliporto. Chissà se era vero? Se ne dicono e se ne giustificano tante! Poi ieri sera, dopo un rapido zapping in Tv, mi accingo a gustarmi un Harrison Ford d’annata, anche lui “Sotto il segno del pericolo”. Arrivo al punto in cui si ordina a un caccia di decollare da una portaerei per bombardare un summit tra Signori della Droga. E allora capisco! Il caccia, pronto al decollo, è ancora immobile sul ponte orizzontale, i vari omini in differenti colori si agitano intorno con meccanici gesti di dita, mani, braccia. Poi una piattaforma si piega obliqua per riparare l’equipaggio dal calore e dalla forza del getto posteriore, una fiammata e l’F/A-18 Hornet decolla.
Beh, mi dico. Se uno si è ispirato alle nuvole, l’altro non si può ispirare ai War Games? D’altronde i linguaggi d’oggi, come in tutte le altre forme di pop art, non si colgono dal fatti, i più umili e cogenti, del nostro presente? E’ sufficiente che l’immagine sia potente e coinvolga il nostro subconscio. Campbell’s Soup, CocaCola, Stars and Stripes, distese di cretti dopo un’alluvione, fenomeni atmosferici da domare, manifesti vandalicamente strappati, discariche di stracci, tecnica heideggeriana dominatrice del mondo, forme e gesti colti sapientemente dagli Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Alberto Burri, Massimiliano Fuksas, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Purini. (Così è, se vi pare!)”
Sergio 43 
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